sabato 12 agosto 2017

METICCIATO

Eugenio Scalfari ha scoperto il meticciato. E non è il solo. Attrae molti l'idea di un unico popolo mondiale, che unisca tutti superando le vecchie differenze nazionali. La “ruota della storia” marcia in quella direzione, ci ripetono tutti i giorni sapienti personaggi, e chi si oppone è un povero vecchio legato ai miti del passato. Un nazionalista xenofobo nemico dei valori di universale libertà ed uguaglianza che sono tipici della civiltà occidentale.
Ma stanno davvero così le cose? Vediamo un po'.

Contrariamente a quanto pensano Eugenio Scalfari ed i suoi sostenitori il meticciato non è affatto una novità. L'impero romano aveva, specie nella fase del suo declino, fortissime caratteristiche meticce. L'inventore del meticciato è stato Alessandro Magno, grande personaggio, certo, ma non precisamente moderno. Sono invece gli stati nazionali ad essere una invenzione relativamente recente del genere umano.
Per secoli popoli diversissimi fra loro sono stati costretti a vivere insieme sotto il governo di autorità imperiali spesso estremamente brutali. Non esiste nessun legame fra la affermazione degli universali valori di libertà ed uguaglianza ed il meticciato, è vero esattamente il contrario.
La nascita e la diffusione degli ideali di tolleranza. La “scoperta” delle libertà individuali e del garantismo, il lento avanzare della democrazia sono parti di un processo che culmina in Europa con la formazione degli stati nazionali. Altro che legame fra meticciato e libertà! La storia ci dimostra che il meticciato è tipico dei grandi imperi. Non a caso la caduta dell'impero comunista è stata seguita dal proliferare di nuovi stati nazionali. A ben vedere le cose fra gli ispiratori di Eugenio Scalfari è possibile ritrovare, accanto ad Alessandro magno, un certo Giuseppe Stalin.

I popoli, come gli individui, cambiano. E a questo cambiamento contribuiscono le relazioni che ogni popolo ha con gli altri. Ma i popoli, come gli individui, cambiando restano se stessi. Io sono oggi ben diverso da quello che ero al tempo della mia giovinezza, e i miei rapporti con gli altri esseri umani hanno avuto una parte importante nel determinare come sono cambiato. Ma cambiando io non ho perso la mia insopprimibile individualità. I cambiamenti che ho vissuto sono i miei cambiamenti, la personalità che si è formata nel corso degli anni è e resta la mia personalità. Ho avuto rapporti con Tizio, Caio e Sempronio ma sono restato me stesso in questi rapporti. Non mi sono trasformato in un fritto misto di Sempronio, Caio e Tizio.
Considerazioni analoghe possono farsi per i popoli. Ogni popolo si relaziona ad altri, in una certa misura si mischia ad altri, e cambia, ovviamente. Ma resta se stesso nei vari cambiamenti.
Gli scambi commerciali, i processi normali e controllati di emigrazione ed immigrazione, le relazioni culturali, i viaggi ed il turismo, i matrimoni misti modificano le caratteristiche dei popoli, cosa del tutto normale, ma non danno vita ad alcun tipo di meticciato. Questo è invece il risultato di migrazioni disordinate e violente che alcuni popoli sono costretti a subire. Da sempre i popoli europei, e non solo, sono in relazione fra loro. E' sempre successo che uno spagnolo sposasse una francese o che uno svedese studiasse a Londra o che un italiano emigrasse in Argentina. Ma nessuno ha mai scambiato simili fenomeni con il meticciato. Si parla invece di meticciato oggi, in conseguenza di processi migratori del tutto fuori controllo cui le popolazioni europee guardano con ansia crescente e che vengono loro imposti da governi irresponsabili.

I teorici del meticciato parlano di continuo di “mistura” fra i popoli. Italiani o francesi, nigeriani o indiani... tutte scemenze! Non esistono italiani o indiani, francesi o nigeriani, esiste il popolo mondiale, il meticciato, e chi non è d'accordo è un bieco “razzista”.
Però che strano... il meticciato riguarda solo i popoli europei. Si guardino le nazionali di calcio. Nella nazionale belga abbondano i calciatori dalla pelle nera, ma in quella nigeriana non se ne vede uno con la pelle bianca. Cinesi ed algerini, indiani e pakistani non presentano affatto caratteristiche “meticce”. Queste riguardano solo i tedeschi o gli inglesi, i francesi o gli italiani. In realtà non è affatto in corso nessun processo di mistura fra popoli diversi. Quello che è in corso è un processo di graduale sparizione dei popoli europei. E questa è in fondo la cosa meno grave. Che i giocatori della nazionale belga abbiano la pelle bianca nera ha davvero poca importanza. Il vero problema è la sparizione della cultura europea. In nome della adesione senza riserve ad un presunto universale meticciato gli europei stanno infatti rinunciando a quella cosa preziosissima che sono le loro tradizioni culturali. I valori universali della nostra cultura, gli stessi di cui paradossalmente si servono i propagandisti del meticciato, sono sempre più marginalizzati in Europa, e non solo. Prima li si è relativizzati, privandoli della loro portata universale. Poi si sono accettate eccezioni sempre più numerose (la donna ha gli stessi diritti dell'uomo, ma se i musulmani obbligano le donne a velarsi... beh... facciano pure, è la “loro cultura”). Poi si sono create, dentro i paesi europei, autentiche isole extra europee, in cui le nostre leggi ed i nostri valori di fatto non contano più nulla. Quale sarà il prossimo passo? Meglio non pensarci.

giovedì 3 agosto 2017

DIECI PENSIERINI SU ONG E MIGRANTI

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1) E' ufficiale. Le navi delle ONG fanno servizio taxi per migranti.

2) Sarebbe meno ipocrita, più economico e meno pericoloso se queste navi arrivassero fin nei porti africani e in questi prendessero a bordo i migranti, come qualsiasi traghetto che si rispetti. Potrebbero anche far pagare loro il biglietto, invece di lasciare che regalino un sacco di soldi agli scafisti.

3) Un Pierino potrebbe obiettare: “Salvano vite umane”. E' vero il contrario. La pratica criminale dei trasbordi è la prima colpevole delle morti in mare. Il motivo lo capirebbe un bambino. Questa pratica ha moltiplicato oltre ogni misura le partenze, quindi gli inevitabili incidenti.

4) I media da ora in poi dovrebbero smetterla di usare le parole “salvati” e “salvataggi” e sostituirle con “trasbordi” e “trasbordati”. Non lo faranno, credo.

5) Se fossero persone serie i “giornalisti” dei vari TG dovrebbero presentarsi con aria contrita alle telecamere ed annunciare al popolo bue: “fino ad oggi vi abbiamo raccontato un sacco di palle sui salvataggi. Vi chiediamo umilmente scusa”. Di nuovo, non credo che lo faranno. ”

6) La tutela dei propri confini ed il controllo dei flussi migratori è compito essenziale di ogni stato degno di questo nome.

7) Con la pratica dei trasbordi le ONG hanno di fatto tolto allo stato il potere di svolgere questo suo essenziale compito. I flussi migratori che riguardano il nostro paese sono gestiti da organizzazioni private, spesso straniere, che pretendono per di più di agire al di fuori di ogni controllo.

8) Ci raccontano in continuazione che l'Italia non può fare a meno di accogliere tutti perché è obbligata a farlo dalle norme del diritto internazionale. Se la logica ha un senso questo vuol die che l'Italia è stata fuori dal diritto internazionale per decenni. Per la precisione fino a quando non è partita l'operazione "mare nostrum".

9) Nessun paese al mondo fa quello che sta facendo l'Italia da alcuni anni a questa parte. Si può seriamente sostenere che tutti i paesi del mondo agiscano fuori dal diritto internazionale?

10) Stati Uniti, Spagna, Russia, Francia, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Gran Bretagna, Ungheria, Cina, Germania, repubblica ceca sono paesi diversissimi fra loro. Nessuno però lascia che i suoi flussi migratori siano gestiti da organizzazioni che fanno servizio taxi per migranti. Sono tutti paesi fuorilegge? Stati fascisti, razzisti, in mano a populisti xenofobi? Solo per sapere...

domenica 30 luglio 2017

PAROLE

Inizialmente chi approdava sulle nostre coste proveniente dal nord Africa era un “clandestino”.
Poi è diventato un “migrante”.
Il termine “migrante” però è pericoloso: richiama a fenomeni storici quali le “migrazioni”. Trasferimenti di popoli da una parte all'altra del globo con conseguente colonizzazione delle terre di nuovo insediamento, sostituzione di popolazioni.
Il termine “migrante” è stato così sostituito dal termine “profugo”, cui si può alternare,  a piacere, “richiedente asilo.” Chi arriva nel nostro paese sui barconi è un “profugo che fugge da guerre, fame e persecuzioni”. Qualcuno aggiunge anche i “mutamenti climatici”.
Poi i nostri amatissimi governanti iniziano a rendersi conto che i flussi migratori stanno assumendo dimensioni incontrollabili e cercano goffamente di mettere in atto qualche timida misura capace di rallentarli un po'.
Tanto basta perché i “profughi” diventino “vittime dei trafficanti di esseri umani”. La “fuga da guerre, fame e persecuzioni" diventa “traffico di esseri umani”.
Qualcuno però non è d'accordo. Scopre che i migranti ci pagano le pensioni e trasforma le “vittime dei trafficanti di esseri umani” in “preziose risorse”.
Ogni minima variazione della politica nei confronti dei migranti è accompagnata da modifiche linguistiche. Da “clandestini” a “migranti”, da “migranti” a “profughi”, da “profughi” a “vittime dei trafficanti di esseri umani”, da “vittime … eccetera” a “risorse”.
E i “giornalisti” dei media seguono in coro. Come un sol uomo, o una sola donna, cambiano le parole al cambiare di ogni brezza politica. Profughi, vittime … eccetera, risorse...
Senza fallo!
Bravi, applausi!!!

domenica 23 luglio 2017

A PROPOSITO DI SICCITA'

Scrive Orlando Figes ne “La tragedia di un popolo”, Oscar Mondadori 2016:
“Nell'estate del 1891, dopo dodici mesi di disastri meteorologici, i contadini della regione del Volga si trovarono ad affrontare la fame. (…) I semi piantati nell'autunno precedente non avevano avuto neppure il tempo di germogliare prima che li ghermisse il gelo e la neve, così preziosa per la protezione delle pianticelle in pieno inverno (…) era stata scarsa. La primavera aveva portato con se bufere di vento secco che avevano tramutato l'humus in polvere, spazzandolo via e, infine, la lunga estate asciutta era cominciata già ad Aprile: a Carycin non si era avuta pioggia per novantasei giorni consecutivi (…) Entro l'autunno la carestia minacciava ormai diciassette province, dagli Urali al mar nero, per una superficie grande due volte l'intera Francia e destinata a dar da vivere a trentasei milioni di persone.”
La carestia fu seguita da epidemie e causò la morte di oltre mezzo milione di persone. Il governo zarista si dimostrò inetto ed assolutamente incapace di far fronte all'emergenza. Con la carestia del 1891 iniziò così ad allentarsi il rapporto di fiducia fra le masse contadine e la famiglia imperiale.
Eppure quella tragedia appare quasi poca cosa di fronte ad altri flagelli che si abbatterono sulle campagne russe dopo la presa del potere da parte dei bolscevichi. Le carestie del 1921 23 e del 1928 29 causarono milioni di morti. La loro causa fu solo in minima parte la siccità. Il numero mostruoso di vittime è tutto da addebitarsi alla politica delle requisizioni messa in atto da Lenin prima e da Stalin poi che lasciarono i contadini letteralmente senza un chicco do grano.

Qualche piccola considerazione.
Periodi di siccità ce ne sono sempre stati, anche in epoche e paesi in cui l'effetto serra doveva essere assai meno grave di oggi.

Le chiacchiere intorno alle “origini strutturali” della scarsa pioggia che ci affligge in questi giorni sono, appunto, solo chiacchiere. Tra l'altro l'estate più calda degli ultimi tempi in Italia resta quella del 2003, anche se i media parlano delle temperature di questi giorni come le più elevate degli ultimi 200 ANNI.

Se invece di sparare cifre a caso i media informassero il popolo bue sullo stato miserevole degli italici acquedotti farebbero, appunto, informazione e non propaganda ideologica.

Il presidente Trump ha affermato di volersi defilare dagli accordi di Parigi ed il governatore del Lazio Zingaretti subito gli addebita la responsabilità della siccità in … Italia! Questo PRIMA ANCORA che gli Usa si siano effettivamente defilati da tali accordi. Tutto da ridere... o da piangere.
In ogni caso, signor Zingaretti, se lei ama cercare responsabili umani per i danni delle siccità ha ben altre tragedie a cui far riferimento. Peccato però che non riguardino l'attuale presidente degli Stati Uniti ma il "paese del socialismo", quello in cui fino a ieri credevano alcuni dei suoi amici...


Speriamo che piova e che la si smetta con questa lagna! Però... a pensarci bene, non è improbabile che se qualche forte acquazzone dovesse rovinare le vacanze a qualcuno cominceranno di nuovo gli strilli sui mutamenti climatici. Infatti è bene che piova, ma leggermente, solo sui campi coltivati, preferibilmente di notte.

venerdì 21 luglio 2017

I MAGNIFICI SETTE POLITICAMENTE CORRETTI

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Qualcuno ricorda “i magnifici sette”? Un bellissimo western, con un cast stellare: Yul Brynner, Steve McQueenn, Charles Bronson e tanti altri, tutti bravissimi. Ne hanno fatto un remake: i magnifici sette 2016. Un po' di tempo fa ho provato a vederlo, ma non ci sono riuscito. Dopo un po' ho cambiato canale, poi ho spento la TV.
Quello che era stato un classico del western è stato trasformato in una scemenza politicamente corretta.
Il “capo” dei magnifici sette, quello che nel film originale era interpretato da Yul Brynner, nel remeke è interpretato da Denzel Washington. Un buon attore, d'accordo, ma... ha la pelle nera e qualcuno mi deve spiegare se ha un minimo, solo un minimo, di serietà una storia ambientata nel vecchio west il cui protagonista sia un pistolero dalla pelle nera. Ma non basta. Fra gli altri “magnifici” possiamo trovare un asiatico, giapponese probabilmente, che combatte i cattivi con spade, coltelli e mosse di karate ed un pellerossa che oppone alle pistole dei mascalzoni un arco che spare frecce con la stessa velocità con cui un mitra spara pallottole.
Non ho visto il film fino alla fine, ma non mi sarei stupito se i buoni fossero stati aiutati da un musulmano moderato e da una ragazzina di trentacinque chili che prende a calci e pugni omaccioni super muscolati che di chili ne pesano oltre cento. Ultimo particolare. Nel film originario i cattivi erano una banda di briganti messicani, nel remake pistoleri prezzolati al soldo di un cattivissimo capitalista deciso a portar via ad onesti lavoratori la loro terra.

Le vestali del politicamente corretto non si limitano a mistificare il mondo di oggi, cercano di riscrivere a modo loro la storia stessa. E così i magnifici sette diventano i rappresentanti di un mondialismo “progressista” che, molto discutibile oggi, appare semplicemente ridicolo trapiantato nel west di centocinquanta anni fa. E non si tratta di un caso isolato. La tendenza a fare di tutti i tempi epoche politicamente corrette è sempre più forte nel cinema. In un altro western,  The Hateful Eight, di Quentin Tarantino, un bun regista, a mio modesto parere, uno dei protagonisti è, di nuovo, nero e viene chiamato “afroamericano” da altri. Tutto da ridere!
Non so voi, ma io trovo che, con alcune rare eccezioni, i film di oggi siano piuttosto inguardabili. Ma probabilmente sbaglio: sono solo un vecchio brontolone...

sabato 15 luglio 2017

AIUTIAMOLI A CASA LORO

“Aiutiamoli a casa loro”.
Fino a ieri chi lo diceva era subito accusato di “razzismo”. Oggi questa parola d'ordine è diventata, chissà perché, più accettabile. Aiutarli a casa loro? Se ne può parlare, si, si può fare, in fondo pare che in Italia tutta l'Africa non ci stia, con tutta la buona volontà di questo mondo.
Certo, qualcuno la interpreta a modo suo. Dobbiamo aiutarli a casa loro ed intanto continuare ad accogliere tutti, affermano prestigiosi esponenti della Curia. Altri ricordano al popolo bue che il futuro dell'Europa si decide in Africa, e sembrano sottintendere che fino a quando l'Africa non avrà raggiunto livelli di sviluppo e di benessere europei dovremo continuare con la politica della “accoglienza”. Una “accoglienza” equamente distribuita, generalizzata all'intera Europa. Noi facciamo entrare tutti e voi ve ne prendete un po': questo è il messaggio. Peccato che i vari paesi europei non ci sentano da questo orecchio.
Chiacchiere, scemenze.
Sarebbe ora di cominciare a considerare gli africani non eterni bambini da accogliere o mantenere vita natural durante, ma persone adulte e responsabili. Esseri umani capaci di fare ciò che tutti i popoli del mondo hanno fatto o stanno facendo: costruire in prima persona le basi del loro sviluppo economico e del loro benessere.
Aiutarli a casa loro va bene se l'aiuto è aiuto per lo sviluppo, se dietro agli aiuti ci sono patti chiari, impegni verificabili. I programmi vanno messi in atto, i prestiti restituiti, gli accordi rispettati.
L'Africa ha ricevuto montagne di sodi in aiuti vari. Gran parte di questi è finita nelle tasche, o nei conti all'estero, di elites corrotte, è servita a comprare consensi o è addirittura andata a finanziare terrorismo e guerre civili.
In Africa deve decidersi non il futuro dell'Europa a quello dell'Africa. E sono gli africani i primi responsabili del loro futuro. Ai “buoni” questo non piace. Per loro gli Africani sono sempre bravi, sempre innocenti. Noi dobbiamo farci carico di tutti i loro problemi, nostra è la responsabilità dei loro insuccessi e fallimenti. Gli africani come bambini insomma, peggio, come simpatici cagnolini da vezzeggiare ed accudire, a cui non si può mai imputare nulla.
Sono i “buoni” i veri razzisti. Ed il loro razzismo zuccheroso sta conducendo alla rovina il nostro martoriato paese. E probabilmente anche l'Africa.

giovedì 29 giugno 2017

LETTERA APERTA AI MILITANTI DEL PD SULLO "IUS SOLI"

Cari militanti del PD.
Un po' vi capisco quando difendete a spada tratta la proposta di legge sullo ius soli.
Non mi piace la spocchia che a volte alcuni di voi dimostrano, la pretesa di essere moralmente superiori agli altri. Voi buoni, aperti ed accoglienti, gli altri cattivi, egoisti e retrogradi. E' quella stessa spocchia che ieri faceva dire ai militanti del PCI che “loro” erano fatti di una pasta diversa, che erano la parte migliore del paese, quelli dalle mani sempre e comunque pulite.
Invece non solo non avevano le mani pulite, come poi i fatti hanno dimostrato, avevano alle spalle l'appoggio incondizionato ad alcune fra le tirannie totalitarie più sanguinose della storia. E questo per me è molto, molto peggio che avere intascato qualche tangente.
Ma lasciamo perdere, non è di questo che intendo parlarvi.
Dicevo che un po' vi capisco quando difendete a spada tratta lo “ius soli”.
La vostra è una storia di ideologia e la ideologia la avete un po' nel sangue.
La ideologia è una brutta malattia, molti, compreso chi scrive, ne sono stati vittime, non è facile curarla, lo so. La differenza fra voi e quelli come me è che voi, abbandonata l'ideologia comunista, siete alla affannosa ricerca di sostituti. Sostituti meno ingombranti, non sanguinosi, dolci. E quale fra questi sostituti ideologici è più attraente di quello della angelica bontà, della incondizionata accoglienza? Forse questa accoglienza senza limite alcuno vi ricorda la “classe operaia che non ha nazione” di marxiana memoria, o le bandiere rosse sulle frontiere di cui parlava il vostro inno “bandiera rossa”, ve lo ricordate?
Forse le vostra grida di oggi contro i muri servono a farvi dimenticare il muro di Berlino, i passaporti interni che caratterizzavano la Cina di Mao e l'URSS di Stalin, la quasi impossibilità di visitare i “paesi del socialismo” in cui vi identificavate senza riserve, vero?
Insomma, avete un sostituto ideologico che viene incontro alla vostra sete di assoluto e non è ingombrante come gli assoluti legati a Stalin, Mao, Pol Pot ed alle svariate decine di milioni di cadaveri che questi “liberatori” hanno prodotto.
Solo che, mi permetto di ricordarvelo cari signori, l'ideologia è sempre cattiva, anche quando assume forme dolci. E se in nome della dolcezza ideologica voi contribuite a riempire l'Italia e l'Europa di persone che, nella loro grande maggioranza, sono estranee ai valori su cui si regge la nostra civile convivenza fate non una cosa buona, ma una cosa cattiva, anzi, pessima. Contribuite al trionfo di una ideologia che nella sostanza non è meno tirannica di quelle che in passato voi avete appoggiato, senza riserve. Non basta cinguettare frasi d'amore per essere davvero buoni. Anche Stalin parlava di libertà, ve lo ricordate?

Un'altra cosa. Vi capisco, cari militanti del PD anche da un altro punto di vista, più terra terra.
Siete un po' in crisi, ammettetelo. Prima urlavate, come i grillini: “noi siamo onesti e voi no”. Poi è venuto fuori il Monte dei Paschi. Avete alle spalle anni di governo che non si può dire abbiano risolto i problemi del paese. Parlate di integrazione, dialogo, confronto con i nostri fratelli islamici, ma quelli fanno attentati in mezzo mondo, praticamente tutti i giorni. Insomma, il vostro partito non è molto credibile, ultimamente. Nulla di terribile, anche altri non brillano troppo quanto a credibilità.
Solo che voi un po' barate, lasciatevelo dire. Il PD perde i voti di molti italiani e cosa fanno i suoi geniali dirigenti? Cercano di creare italiani nuovi. Ammettetelo, mira a questo lo “ius soli”. Regaliamo un bel po' di cittadinanze e ci creeremo una base elettorale nuova di zecca, così la “destra populista “ sarà sconfitta.
Non vi voglio annoiare con ovvie considerazioni sulla sostanziale immoralità di un simile giochetto. Non cerco di turbare i vostri sonni ricordandovi che in questo modo voi cambiate le basi sociali della nostra democrazia, il presupposto stesso del patto sociale. Si, perché questo patto si regge sulla condivisione di alcuni valori che sono messi in crisi da una immigrazione fuori controllo combinata con la cittadinanza facile.
Mi limito a ricordarvi un'altra cosa. Fate male i vostri calcoli, cari signori. Molto male, perché non è affatto detto che i “nuovi italiani” siano disposti a votarvi. Forse alcuni di loro lo faranno, all'inizio, poi è molto probabile che si diano autonomi strumenti di rappresentanza politica.
Davvero credete che il matrimonio omosessuale, la “rappresentanza di genere”, la “maternità surrogata”, quale che sia il giudizio che si può dare su tutte queste belle cose, siano compatibili con l'Islam? Capisco che la vostra mentalità ideologica vi spinge a rifiutare il principio di realtà, ma non vi sembra di esagerare?
Quindi, abbandonate le spocchie e ripensateci, finché siete in tempo. E' nell'interesse di tutti, anche del vostro!