
E' una ragazza irachena di 22 anni, riconosciuta "colpevole" del "reato" di adulterio e condannata alla lapidazione. Il fatto è avvenuto nel 2006, in un villaggio a 320 chilometri da Bagdad, controllato da terroristi filo Al qaeda. La ragazza è stata lapidata con pietre non troppo piccole: non la uccidono, nè troppo grosse: la avrebbero fatta morire subito abbreviando i tempi e le sofferenze dell'agonia.
La foto è dedicata a tutti i relativisti culturali, a quelli che dicono: "è la loro cultura". E' dedicata a coloro che ogni giorno sparano merda contro Israele e gli Stati Uniti, è dedicata alle femministe sempre pronte a denunciare ogni violazione dei diritti delle donne, se queste violazioni avvengono in paesi occidenatli. E' dedicata a coloro che credono che la nostra cultura sia all'origine di tutti i mali del mondo, che si indignano per i crimini commessi dalla Chiesa cattolica al tempo della sacra inquisizione ma non hanno nulla da dire per ciò che di orrendo avviene oggi in moltissimi paesi, spesso molto vicini a noi. E' dedicata ai dialoganti ad oltranza, a chi non si schiera, a chi guarda a questo orrore sospirando meste parole sulla "follia degli uomini", indifferenziata follia di indifferenziati uomini.
E' dedicata a chi critica tale orrore, a chi dice: "ho firmato un appello contro la lapidazione"! Si, ha firmato un appello e poi è sceso in piazza a manifestare. Manifestare contro chi, contro cosa? Contro i boia che lapidano le adultere? No, contro Israele e gli Stati uniti, insieme a quei boia...
Insomma, è dedicata a tutte le numerosissime teste di cazzo che infestano l'occidente.
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