lunedì 23 gennaio 2017

ADOLF HITLER E DONALD TRUMP


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Accade regolarmente ormai. Ogni qual volta il popolo bue vota in maniera diversa da come vorrebbero certi pseudo intellettuali scatta il confronto con Adolf Hitler. “Anche Hitler vinse le elezioni” ripetono con fare corrucciato, poi, come folgorati da un improvviso liberalismo, aggiungono: “la maggioranza non ha sempre ragione, non può fare quello che vuole.”
Ma guarda un po', hanno improvvisamente letto De Tocqueville! La maggioranza non ha sempre ragione! E chi lo ha mai sostenuto? Nelle democrazie liberali si vota NON per stabilire chi abbia ragione, ma chi abbia diritto di governare, cosa del tutto diversa. E che la maggioranza non possa fare quello che vuole è talmente vero da essere del tutto ovvio. Né la maggioranza né la minoranza hanno sempre ragione o possono fare ciò che vogliono, per un liberale questo è l'A B C! Piuttosto, mi sembra un po' sospetto che certi personaggi scoprano che la maggioranza non può fare quello che vuole a proposito di... Donald Trump! Fidel Casto ha governato per mezzo secolo senza mai sottoporsi al vaglio di una consultazione elettorale. Quando l'età gli ha impedito di continuar a governare ha ceduto il potere al... fratello e pare che questo, anche lui avanti con gli anni, sia intenzionato a cederlo... al figlio. Tutto questo non ha indotto nessun intellettuale di “sinistra” ad affermare che la maggioranza non può fare ciò che vuole. Stranezze...

Ma torniamo al confronto con Adolf Hitler.
Questo confronto si basa, oltre che su una assoluta disonestà intellettuale, su clamorose mistificazioni della storia.
Non è vero che Hitler abbia conquistato il potere per via puramente legale ed elettorale.
Nelle elezioni del novembre 1932 il partito nazional socialista prese il 33,1% dei voti, in quelle del marzo 1933, tenutesi in un clima di terrore, dopo il cancellierato ad Hitler e l'incendio del Reichstag, si fermò al 43,9% dei suffragi, ancora lontano dalla maggioranza assoluta.
I successi elettorali di Hitler furono inoltre favoriti dalle incredibili violenze che accompagnarono tutta la sua ascesa al potere. Il partito nazional socialista non era un normale partito politico, come non lo era del resto la KDP, il partito comunista tedesco. Era una formazione insieme politica e militare che aveva nelle violenze di piazza un suo fondamentale punto di forza. Il processo che portò Hitler al cancellierato fu qualcosa di molto simile ad una guerra civile. In questo processo gli scontri di piazza ebbero un peso quanto meno uguale a quello dei successi elettorali. Le elezioni furono un momento importante della ascesa di Hitler, ma costituisce un falso storico sostenere che Hitler giunse al potere solo grazie alle elezioni.
Appena ottenuto il cancellierato, nel gennaio 1933, Hitler divenne capo di un governo di coalizione. Collaboravano con la NSDAP, il partito nazional socialista, formazioni nazionaliste di destra. Eppure nel giugno del 1933 la NSDAP era l'unico partito legale della Germania. In meno di sei mesi Hitler aveva eliminato tutte le fondamentali libertà politiche, messo fuori legge i partiti anche solo potenzialmente rivali, distrutte le libertà civili. In seguito, nel giugno del 1934 con la “notte dei lunghi coltelli e la fucilazione di Rohm, avrebbe eliminato ogni opposizione interna al suo stesso partito.
Per riassumere. Hitler non conquistò mai la maggioranza assoluta dei suffragi, le violenze ebbero un ruolo fondamentale nella sua ascesa al cancellierato, dopo la conquista del cancellierato mise in atto, in tempi brevissimi, una politica di eliminazione brutale di ogni rivale politico, attuale o potenziale. Bastano queste brevissime considerazioni storiche per far capire quanto ogni paragone fra la vittoria di Hitler e quella di Trump sia priva di qualsiasi fondamento. Chi la fa è o ignorante o in malafede. Forse è entrambe le cose.

La Corea del Nord è, letteralmente, uno stato lager, una sorta di prigione da cui nulla filtra. Si può solo intuire che la popolazione soffre letteralmente la fame e che qualsiasi opposizione è stroncata con metodi disumani.
Nel mondo esistono paesi in cui i rivali politici vengono decapitai e/o crocifissi.
In molti paesi le donne vengono lapidate, frustate, vivono in una condizione di schiavitù domestica. I gay vengono impiccati, apostati e bestemmiatori ammazzati in diversi modi, tutti poco piacevoli.
I cristiani devono subire in vaste aree del globo persecuzioni degne del medio evo.
Per farla breve, se qualcuno vuole divertirsi a paragonare situazioni di oggi con la tirannide hitleriana ha solo l'imbarazzo della scelta.
Ma non si riferiscono a queste situazioni gli attuali angioletti del politicamente corretto. No, il loro obiettivo è il presidente degli stati uniti Donald Trump, “reo” di essere stato democraticamente eletto dal suo popolo, di avere vinto in maniera assolutamente regolare le elezioni.
Quando e se Trump metterà fuori legge il partito democratico, farà imprigionare i rivali politici, compresi i molti repubblicani che non lo amano, scioglierà il congresso, il paragone fra lui ed Adolf Hitler potrà avere un senso. Fino a quando queste cose non avverranno (ed ritengo che non avverranno mai) chi fa simili paragoni dimostra solo la propria ignoranza e la propria inguaribile faziosità.

7 commenti:

  1. Caro Giovanni, sei troppo educato (te l'ho già detto altre volte). Ti metti a spiegare al papa pampero la differenza tra Hitler e Trump. Ma quello non è ignorante, è semplicemente analfabeta e non capirà mai. Ciao.

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    1. Di solito gli analfabeti sono anche ignoranti.

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    2. Solo un po' peggio, anzi molto peggio...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Le faccio i complimenti per l' analisi; ho scritto le medesime cose giusto ieri. Purtroppo la ricostruzione che l' intellighenzia ( o meglio deficenzia) fa del nazifascismo è parziale se non fuorviante. La gente non ha veramente idea di cosa fosse il clima politico in quegli anni e tende a dimencare anche che le istituzioni collaborarono coi nazisti per confermarsi al potere ( Hindenburg ed il re) in chiave anticomunista. non si può capire il fascismo se non si conosce la rivoluzione d'ottobre. Oggi invece l' establishment pretende di riscrivere le regole democratiche a proprio uso e consumo, sbandierando pericoli vari tra cui bail in e populismo. Francamente io trovo che questo desiderio dei vertic di autoconservazione a tutti i costi sia molto più vicino al nazismo che non certuni discorsi di Trump.

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  4. Non per niente oggi si parla di 'fascismo rosso'.
    I sinistroidi si avvicinano a Hitler molto più delle destre, con tanto di squadrismo, ossessione per le razze e odio antiebraico.

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