lunedì 6 gennaio 2020

IRAN E TOLLERANZA RELIGIOSA

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Una delle barzellette più esileranti che girano in questi giorni sui media ed in rete è quella che ci racconta di un Solaimani prode difensore dei cristiani e di un Iran tollerante nei confronti di ebraismo e cristianesimo.
In effetti Solaimani ha combattuto contro l'Isis, ma questo non fa di lui un nemico del fondamentalismo per il semplicissimo motivo che da sempre l'Islam è teatro di scontri fra opposti fondamentalismi. Se aver combattuto l'Isis fa di Solaimani un campione della tolleranza religiosa l'eliminazione di Ernst Rohm e delle camicie brune trasforma Hitler in un eroico oppositore del nazismo e la fucilazione di numerosissimi comunisti, staliniani compresi, fa di Giuseppe Stalin il leader dell'anticomunismo mondiale. Non sarebbe ora di piantarla con le idiozie?

Ma veniamo al punto più importante. L'Iran è davvero un paese tollerante nei confronti delle religioni non islamiche? Per verificarlo andiamo a vedere cosa dice la costituzione iraniana.
L'articolo 13 di detta costituzione sembra essere ispirato a principi di tolleranza, dice infatti:

“Gli Zoroastriani, gli Ebrei e i Cristiani sono le sole minoranze religiose riconosciute, ed entro i limiti della legge sono liberi di compiere i propri riti e cerimonie religiose, e nei contratti giuridici privati e nell’insegnamento religioso sono liberi di operare secondo le proprie norme”.

E' inquietante che ci si riferisca solo a tre minoranze religiose, zoroastriani, ebrei e cristiani, con esclusione, ad esempio, di buddisti ed induisti e val la pena di chiedersi quali diritti siano garantiti ai non credenti, ma non andiamo troppo per il sottile. Ebrei, cristiani e zoroastriani possono “compiere i propri riti”, “entro i limiti della legge”. L'occidentale politicamente corretto, amico dell'Iran ed ammiratore di Solaimani, ci ricorda che il richiamo ai limiti della legge è assolutamente ovvio: nessun rito religioso può essere contrario alla legge, in Iran come in Italia o in Gran Bretagna, quindi l'articolo 13 della costituzione iraniana dimostra che l'Iran è davvero laico e tollerante. Evviva!!!
Però... però viene spontanea una piccola domandina: di QUALE legge si tratta? Di una legge laica? Della legge di una stato che accetta la divisione fra sfera civile e sfera religiosa della vita sociale? Vediamo un po'....

L'articolo 1 della costituzione iraniana afferma:

“Lo Stato dell’Iran è una Repubblica Islamica che la nazione iraniana, sulla base della fede tradizionale nel governo della verità e della giustizia [rivelato] nel Corano, in seguito alla vittoria della Rivoluzione Islamica guidata dall’Ayatollah Al-Uzma lmam Khomeini, ha approvato con il Referendum Nazionale svoltosi il 10 e l’11 Farvardin 13581 (corrispondenti al 30 e 31 Marzo 1979)...”

Alla base dello stato e delle sue leggi sta quindi IL CORANO, e questo la dice lunga su quali siano i “limiti” che la legge impone all'esercizio di fedi diverse da quella islamica.
Per fugare ogni dubbio basta comunque leggere l'articolo 4 della Costituzione iraniana:

“Tutte le leggi civili, penali, finanziarie, economiche, amministrative, culturali, militari, politiche e di altro tipo, e tutte le normative, devono essere fondate sui precetti islamici. Il presente articolo si applica in modo assoluto e universale a tutti gli altri articoli della Costituzione come pure ad ogni altra norma e regola, e i giuristi islamici che compongono il Consiglio dei Guardiani sono giudici in questa materia.”

TUTTE le leggi, TUTTE le normative devono fondarsi su principi islamici. E questo precetto vale anche per tutti i restanti articoli della costituzione iraniana. E chi giudica se leggi, norme o addirittura articoli della costituzione sono davvero ben fondati su precetti islamici? Un consiglio di giuristi islamici!
Dunque, ebrei, cristiani e zoroastriani possono esercitare il proprio credo nei limiti di una legge che è integralmente e radicalmente una legge islamica, sotto il controllo di un consiglio di giuristi islamici! Cosa direbbero gli occidentali politicamente corretti se in Italia fosse consentito a musulmani o buddisti di ”esercitare i propri riti” entro i limiti di una legge integralmente e radicalmente basata sui testi sacri cristiani? Lascio immaginare...
La cosa è ancora più grave se si tiene conto del fatto che l'Islam è una religione totalizzante e totalitaria: riguarda cioè la vita degli esseri umani nella sua totalità Tutto, dai rapporti fra marito e moglie a quelli fra genitori e figli, dal cosa si mangia al come ci si veste, dalla speculazione filosofica allo sport ed al divertimento è sottoposto a regole molto rigide ispirate alla religione di stato. E queste regole riguardano non i soli musulmani ma tutti coloro che vivono in uno stato islamico, anche quelli che islamici non sono. Ai tempi della rivoluzione komeinista, su un aereo che sorvolava lo spazio aereo iraniano non si potevano servire alcoolici ai passeggeri, a tutti i passeggeri, non solo a quelli di fede musulmana. Non so se questa norma sia ancora in vigore, ma non credo sia oggi possibile ad una donna, sia o non sia questa di fede musulmana, di passeggiare in minigonna a Teheran. Nasrim Sotoude, avvocatessa iraniana che ha difeso donne "ree" di essersi tolte il velo è stata condannata, nel "tollerante" Islam a 38 anni di carcere e 148 frustate. Più tolleranti di così...

E' inutile continuare. La cosiddetta “tolleranza religiosa” in vigore in Iran altro non è che la tolleranza che si concede ai dhimmi. I dhimmi sono i sudditi non musulmani di uno stato governato dalla sharia, la legge islamica. Sulla base di un patto di protezione ai dhimmi è concesso di esercitare la propria fede. Spesso per questo “privilegio” i dhimmi erano costretti a pagare una tassa allo stato islamico, sempre dovevano e devono accettare una condizione sociale assolutamente subordinata. “Potete anche pregare il vostro Dio, ma non dovete far nulla che noi islamici possiamo ritenere “offensivo”, se osate farlo il patto di protezione si rompe e per voi sono guai”. Questa in soldoni la “tolleranza” nei confronti di "zoroastriani, cristiani ed ebrei". Val la pena di aggiungere che la condizione di dhimmi è sempre provvisoria. La teocrazia al potere può rompere il patto quando vuole, ovviamente.
Per molti occidentali “dialoganti” questa sarebbe una condizione di “tolleranza”! Pronti a sostenere le rivendicazioni dei musulmani che vivono in Italia quando si tratta di costruire nuove moschee questi signori neppure si chiedono se esistono, ad esempio, sinagoghe a Teheran o a Gaza, e come zoroastriani, cristiani ed ebrei possono “celebrare i loro riti” nella “tollerante” repubblica islamica iraniana.
E' tristissimo doverlo constatare: molti occidentali scambiano la dhimmitudine per tolleranza perché hanno acquisito essi stessi una mentalità da dhimmi.

3 commenti:

  1. L’Iran è anche, secondo le classifiche, lo stato più tirannico al mondo dopo la Corea del nord. Come Kim Jong-Un (che io chiamo, per semplificare, Cicciobello), sia riuscito a battere pure la shariah, è un mistero (ma non è che sia poi tanta la differenza. Lo 0,1%).

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  2. Poi, oltre a tutto questo, ci sono i processi farsa, come quello a quei 13 ebrei arrestati come spie di Israele (nel 2000 se ricordo bene), portati al processo talmente drogati che non riuscivano neanche tenere su la testa, come hanno mostrato le pochissime immagini che qualcuno è riuscito a mettere in circolazione, che naturalmente hanno "confessato" di tutto e di più, e condannati a morte.

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