sabato 21 settembre 2013

NAIROBI



A Nairobi i fondamentalisti islamici hanno fatto fuori una quarantina di esseri umani. A freddo, pare, dopo averli selezionati in base a religione e nazionalità. Non mi stupisce, è nel loro stile.
Però. Mi vengono in mente alcune domandine molto impertinenti.

La violenza non risolve nulla”, dice qualcuno. Ma, bisognava o non bisognava far intervenire l'esercito per bloccare i criminali? Era, ed è, giusto cercare di ucciderli per impedir loro di continuare ad ammazzare? Oppure era meglio lasciarli fare, dopo aver, naturalmente, condannato “ogni violenza”? E' proprio vero che la violenza “aggiunge solo morti ai morti”? Non può essere che, a volte, la violenza, meglio, la forza, eviti che ci siano troppe vittime innocenti?

I terroristi di Nairobi avevano qualche obiettivo economico? Si tratta di fanatici pronti ad ammazzare ovunque nel mondo, o di burattini privi di volontà, indotti ad uccidere dalle pressioni dei “mercanti d'armi”? I massacratori di Nairobi hanno deciso di compiere la strage perché avevano comprato le armi o hanno comprato le armi perché volevano compiere la strage? A mio parere un bambino di dieci anni può dare la risposta giusta a simili, sciocche, domande. Molti intellettuali progressisti invece danno, non so se per stupidità o peggio, la risposta palesemente sbagliata.

Quanti fanatici ci sono fra i “migranti” che quotidianamente sbarcano sulle nostre coste? Quanti potenziali terroristi stiamo “accogliendo”?

C'è qualcuno che “comprende” i fondamentalisti assassini? Io penso di si. In fondo hanno assalito un centro commerciale, il simbolo del capitalismo globalizzato, delle multinazionali e della “finanza giudaica”. Come non “comprendere” le loro “buone ragioni”? C'è in Italia, sempre, qualcuno, molto amante della “LEGALITA'”, che “capisce” i criminali. Non “capisce” invece, e condanna, e magari vorrebbe incarcerare chi teme che una moschea possa diventare un centro di predicazione della violenza.

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