lunedì 17 giugno 2013

GRILLO E I DISSIDENTI

Detesto Grillo, da tempi non sospetti. Però mi fanno sorridere le critiche che oggi gli rivolgono un po' tutti, soprattutto trovo molto, molto discutibile l'atteggiamento dei “ribelli” del M5S. La senatrice Gambaro parla di scarsa democrazia nel movimento. Bella scoperta! C'è da chiedersi: se ne accorge solo ora? Ci voleva la mente di Aristotele per capire che la “democrazia del web” è una farsa ridicola? Che per essere democratico un partito deve avere regole, statuti, procedure formalizzate? Il M5S è una creatura di Beppe Grillo e manca di quelle strutture che caratterizzano, nel bene e nel male, i partiti politici “normali”. Esistono un comitato centrale, una segreteria, un segretario generale del M5S? NO. Nel M5S esiste il leader (o i DUE leader) e l'assemblea virtuale: questa sarebbe per i grillini l'essenza stessa della democrazia. Tutto questo piaceva fino a ieri ai “dissidenti” del movimento, ha permesso loro, fra le altre cose, di diventare senatori e deputati, con annessi stipendi e prebende. Ora si accorgono che il loro movimento è troppo “diverso” dagli altri e se ne lagnano. Beh, hanno poco da lagnarsi. E' proprio questa “diversità” che ha permesso loro di arrivare in parlamento.

Quanto alle critiche “politiche” che molti rivolgono a Grillo possono tradursi in una sola parola: ISOLAMENTO. Grillo avrebbe dovuto dire si a Bersani e formare con lui un bel “governo del cambiamento”. Non dico nulla sulle misure che questo governo avrebbe preso e su come queste sarebbero state catastrofiche per l'economia, e lesive delle libertà di tutti. Mi limito a fare una sola considerazione: chi voleva, e vuole, una qualche forma di alleanza fra Grillo e Bersani ha capito poco dell'anima del grillismo. Grillo è un demagogo giustizialista, però rivolge contro TUTTI la sua demagogia forcaiola. I dissidenti invece si sentono traditi perché il loro leader ha perso l'occasione storica di rendere,
alleandosi con Bersani, ineleggibile il cavaliere. Come i peggiori ipocriti del PD questi parvenù della politica vorrebbero cacciare Berlusconi dal parlamento e tacere, o dire solo poche parole imbarazzate, ad esempio sul caso Monte Paschi. Splendido!
Non so come evolveranno le cose. Certo, se il M5S dovesse dividersi e i dissidenti fossero abbastanza numerosi, tutto è possibile, anche che una qualche forma di “governo del cambiamento” sostituisca il governo Letta. Un simile ribaltone getterebbe il paese in una crisi terribile, ma cosa volete che gliene freghi di questo a tipetti come Bersani o Rosy Bindi? O ad un genio della politica come la senatrice Gambaro?

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