domenica 26 agosto 2018

CINQUE PUNTI SULLA "DICIOTTI"



1) I migranti sono scesi dalla “diciotti” Albania e Irlanda ne accoglierannoun cinquantina in tutto. Un centinaio la CEI. Ma... la CEI è forse uno stato? Non è sottoposta alle leggi italiane? Il clero cattolico considera la Chiesa uno stato nello stato? O i migranti resteranno rigorosamente entro le mura del Vaticano, senza spesa alcuna per lo stato italiano? Staremo a vedere.
2) In questa crisi la UE ha assunto un atteggiamento di totale chiusura, perché? Non perché Francia o Germania non potessero farsi carico di qualche decina di migranti. La UE voleva battere il governo italiano, infliggergli una umiliazione politica. Pare che ci sia riuscita, ma non è detto che la cosa non le si ritorca contro.
3) A Genova crollano 200 metri di viadotto, ad Amatrice non si sono ancora sgombrate la macerie a due anni dal sisma, e la gente aspetta ancora le casette prefabbricate. Un nordafricano indagato per stupro era da tempo stato espulso ma continuava a restare in Italia, libero come un fringuello. Ma la magistratura italica indaga formalmente il ministro dell'interno “reo” di compiere atti che rientrano pienamente nelle sue prerogative. Uno scandalo! Non è il primo, non sarà l'ultimo.
4) E' fin troppo facile prevederlo: mirano a far cadere il governo per sostituirlo, probabilmente, con un governo tecnico sostenuto da PD, sinistre, pezzi dei 5 S o di FI. E' un piano difficilissimo da realizzarsi, ma possiamo starne certi: lo tenteranno.
5) L'Italia è sempre meno una democrazia. La elite mondialista non vuole cedere un grammo del suo potere. Le elezioni contano sempre meno: chiunque vinca a dettare l'agenda politica sono sempre gli stessi. Occorre reagire, pacificamente ma con determinazione. O anche le ultime parvenze di stato di diritto saranno spazzate via.

mercoledì 22 agosto 2018

PAROLE

Le parole sono importanti. Usare una certa parola o una certa espressione invece che un'altra provoca in chi ascolta reazioni psicologiche del tutto diverse. Ecco perché i campioni della propaganda stanno bene attenti alle parole che pronunciano. Usano parole ed espressioni in linea coi loro fini propagandistici, anche se sono del tutto fuori luogo e danno un quadro degli eventi lontano anni luce dal vero.

Mi limito a tre soli esempi, molto significativi.

Crollo del muro di Berlino. Fine della guerra fredda.

Nel 1989 è crollato il comunismo, è finita una esperienza storica durata oltre 70 anni che aveva incantato milioni di esseri umani e moltissimi intellettuali.
Dire che è crollato il muro di Berlino e che la guerra fredda è finita suscita invece l'idea che nel 1989 sia finita la contrapposizione fra i blocchi, la reciproca incomprensione fra comunismo e democrazie occidentali. Prima si guardavano in cagnesco poi il muro è crollato e le incomprensioni sono state superate. Tutti possiamo volerci bene. E i milioni di morti, le economie distrutte, le società disgregate, il comunismo che ancora esiste in Corea del nord o a Cuba?
Dettagli.

Strage di Lampedusa.

Nessuno parla di “strage del Titanic” o dell'Andrea Doria. Si parla dei naufragi di queste grandi navi. Si parla invece di strage di Marzabotto, o di Katyn, o di San Valentino. La parola “strage”, come il quasi sinonimo "massacro", richiama irresistibilmente l'immagine di esseri umani che uccidono dei loro simili. Usarla riferendosi ad un naufragio fa nascere l'idea che di quel naufragio siamo sotto sotto responsabili NOI. E' stata una strage perché ci sono dei colpevoli e quelli siamo noi, con il nostro egoismo. Tipico esempio di uso propagandistico delle parole.

Naufraghi. Salvare da un naufragio (espressioni riferite ai migranti soccorsi in mare).

Una nave compie un viaggio, per un qualsiasi motivo affonda, chiede soccorso e la nave più vicina accorre per portare il suo aiuto. Questo è un naufragio, questo vuol dire soccorrere dei naufraghi.
Il caso dei migranti soccorsi in mare è completamente diverso. Nel migliore dei casi si tratta di navi che pattugliano il mare alla ricerca di naufraghi senza che vi sia stata alcuna richiesta di aiuto. Quando queste navi incontrano un barcone provvedono al trasbordo dei passeggeri anche se il barcone stesso non è in difficoltà.
Nel peggiore dei casi le navi di soccorso arrivano fino a pochi chilometri dal luogo di partenza dei migranti, li imbarcano e provvedono a trasportarli in Italia. Si comportano insomma come dei normali traghetti. Val la pena di aggiungere che, almeno nel caso delle ONG, la gran maggioranza dei soccorsi è di questo secondo tipo.

Solo tre esempi. Possono bastare, direi.

domenica 19 agosto 2018

GENOVA


Risultati immagini per crollo del ponte Morando foto

Non amo le polemiche politiche sulle sciagure, ma la gestione delle infrastrutture non è solo un problema tecnico, è anche, piaccia o non piaccia la cosa, un problema politico. Quindi qualche pacata considerazione politica sulla tragedia di Genova val la pena di farla.

La gronda.
Lo ripetono da giorni numerosi esponenti del PD. Se fosse stata fatta la famosa “gronda” la tragedia poteva essere evitata, e ad opporsi a quell'opera furono proprio i 5 S.
La mancata costruzione della “gronda” è uno dei tanti frutti velenosi di quella ideologia nichilista che si chiama misticismo ecologico. Quella che vede in ogni realizzazione del lavoro umano una “ferita” inferta dalla “umana follia” a “madre natura”. Ma, va detto a chiare lettere, questa ideologia nichilista non riguarda solo i 5S, è largamente egemone nella sinistra e nel PD. Fu il governo Prodi a bloccare a suo tempo la “gronda” e chi ha amministrato Genova negli ultimi decenni non ha di certo voluto la costruzione dell'opera. Erano contro la “gronda”, o comunque avanzavano dubbi paralizzanti sulla necessità di costruirla, il sindaco Doria e prima di lui Marta Vincenzi, entrambi a guida di coalizioni di centro sinistra. Del resto, il centro destra era favorevole all'opera, se anche il centro sinistra lo fosse stato la “gronda” sarebbe stata costruita. Elementare.

Il ponte.
Gronda o non gronda, duecento metri di viadotto non possono crollare in un attimo, come un castello di carte.
Detesto il giustizialismo, odio i processi sommari, non sono uno di quelli che di tutto vogliono un colpevole, ma di certo dietro alla tragedia di Genova ci sono responsabilità umane. Se un viadotto si sbriciola vuol dire che ci sono stati errori di progettazione, o che i materiali usati non erano adeguati, o che la manutenzione è stata fatta male, o che era insufficiente o sbagliata. Ma è impossibile sostenere che un viadotto crolla in un attimo per pura fatalità. Tra l'altro i segnali preoccupanti c'erano, e da tempo. Il minimo che si può dire è che sono stati sottovalutati.

Le concessioni.
Autostrade ed Autogrill erano due delle poche aziende pubbliche in attivo. Nel 1997 Prodi (sempre lui) decise di privatizzarle. Anas firmò la convenzione con Autostrade nel 1999. Presidente del consiglio era D'Alema, ministro del tesoro Amato. Nel 2017 Del Rio allungò la concessione ad autostrade di 4 anni. Per farla breve, tutta la vicenda delle concessioni ad autostrade è stata gestita dal PD e dalla sinistra. Nulla di male, è il libero mercato, si potrebbe dire. Beh... non proprio. Perché con quelle concessioni una società (autostrade, controllata tramite Atlantia dai Benetton) otteneva una sorta di monopolio sulla rete autostradale italiana ed era di fatto esente da controlli seri sul suo operato. Infine i contratti di concessione erano secretati. Tutto questo con un mercato davvero libero e trasparente ha poco, molto poco, a che vedere.

I Benetton.
Non so se la famiglia Benetton abbia finanziato le campagne elettorali del PD. Di certo i Benetton sono politicamente molto vicini a quel partito.
Benetton vuole, e propaganda, una società senza sesso ed un mondo senza stati e barriere, tranne che ai caselli delle autostrade, dove il pedaggio va pagato. Si tratta della tipica azienda mondialista che però per fare affari non disdegna gli accordi più o meno segreti col potere politico. Il suo portabandiera, Oliviero Toscani, è uno dei più convinti sostenitori delle libere migrazioni. La vicinanza politica di una simile azienda al PD è lampante direi.

E tanto basta. Non ho voglia di polemizzare troppo in un momento in cui tanti miei concittadini soffrono.

lunedì 13 agosto 2018

CINQUE CLASSICI VERI

Se avessi letto questi cinque classici della letteratura non avresti votato Salvini”. Così recita un post che circola in questi giorni in rete.
I cinque “classici” sono: Il Milione di Marco Polo, Dei delitti e delle pene, di Cesare Beccaria, Sul sentiero dei nidi di ragno, di Italo Calvino, Il nome della rosa, di Umberto Eco e, udite udite, Vieni via con me di Roberto Saviano.
A parte la irresistibile comicità di annoverare Saviano fra i “classici”, gli accostamenti fra questi libri e la politica di Salvini sono quanto mai pretestuosi ed infondati. Il Milione sarebbe contro Salvini perché esalta il valore del dialogo fra le culture, come se chiedere regole per la immigrazione si identificasse col rifiuto degli scambi culturali. L'opera di Beccaria costituirebbe una implicita critica al leader leghista perché invoca rispetto per l'umanità dei condannati. A parte il fatto che Beccaria troppo tenero non era, ad esempio si oppeneva in certi casi alla pena di morte solo perché non la riteneva abbastanza spaventosa ai fini della prevenzione del crimine, a parte questo, non mi sembra che la richiesta del rispetto di leggi e regole si identifichi col ripristino della tortura. Ed ancora, sottolineare il peso della religione nella nostra tradizione culturale equivarrebbe a sognare il ripristino della inquisizione, difendere la brigata ebraica nelle manifestazioni del 25 aprile equivarrebbe al ripudio della costituzione repubblicana e facezie di questo genere.

Mi permetto di consigliare ai soloni che hanno compilato questo comico elenco la lettura di cinque libri, questi si davvero dei CLASSICI. Potrebbe far loro bene.

Arcipelago gulag. Di Aleksandr Solzenicyn.
Molti dei super “buoni” critici del ministro dell'interno sono stati o sono fieramente comunisti, ed hanno difeso o giustificato l'esperienza sovietica prima, quelle cinese, cubana, vietnamita e venezuelana poi.
Nel suo capolavoro Solzenicyn ricorda al mondo cosa realmente è stata quella esperienza: i fiumi di sangue e la quantità immane di sofferenze che ha provocato. Senza lasciare alcuna eredità positiva al genere umano: solo economie distrutte, società disgregate, e, soprattutto, montagne di cadaveri. Ma simili sofferenze non indignano ne commuovono i “buoni”.

Lettera sulla tolleranza. Di Jhon Locke.
Il padre del pensiero liberale difende in questa sua famosissima opera il valore della tolleranza religiosa. Ricorda però che non si può tollerare sempre tutto. I “papisti” dice Locke, non vanno tollerati. Non vanno tollerati perché sono a loro volta intolleranti, cercano di imporre a tutti il loro credo e perseguono fini che mirano alla sovversione politica prima che alla salvezza delle anime.
Chi sono oggi i nuovi “papisti”? Qualsiasi persona intellettualmente onesta e capace di vedere lo sa benissimo. I “buoni” non lo sanno, o fingono di non saperlo.

I promessi sposi. Di Alessandro Manzoni.
E' il romanzo più importante della letteratura italiana ed uno dei più importanti di quella mondiale. Scritto in un italiano splendido ci ricorda il peso enorme che la religione ha avuto nella nostra storia e nello sviluppo della nostra cultura. Si può non essere credenti ma non si può pensare di conservare un minimo di identità culturale se si prescinde dal rapporto positivo con quella storia e quella cultura tanto segnate dalla religione. Si tratta di ovvietà, è vero, ma non per tutti.

I demoni. Di Fedor Dostoevskij.
I super “buoni” si ritengono enormemente superiori al resto del genere umano. Loro sono individui intellettualmente ed eticamente superiori, gli altri dei miserabili omuncoli, poveri fantozzini “alienati”, dominati da sentimenti meschini ed interessi volgari. Giudicano se stessi e gli altri esattamente nello stesso modo dei protagonisti del capolavoro di Dostoevskij. Spietati rivoluzionari che non indietreggiano di fronte a nulla pur di affermare la loro ideologia nichilista.

La macchia umana. Di Philip Roth.
Un tranquillo professore universitario americano custodisce da sempre un suo personalissimo segreto. Vive in pace, stimato e benvoluto, fino a quando pronuncia per caso una parola che alcuni ipocriti del politicamente corretto denunciano come “razzista”. Questo evento gli distrugge la vita.
Piuttosto attuale, vero?

Penso che se gli autori del post di cui stiamo parlando avessero letto, o leggessero, queste opere avrebbero di che pensare e forse comincerebbero a riconsiderare alcune delle loro posizioni. Ma pretendere che gente che considera un “classico” Saviano legga, e capisca, Locke o Dostoevskij è davvero esagerato

venerdì 10 agosto 2018

E' LA NATURA, BELLEZZA!

Perché nasca un essere umano (ed anche un cane od un gatto) occorre che uno spermatozoo maschile fecondi un ovulo femminile. La fecondazione può avvenire nel corpo femminile o in provetta, può essere o non essere il risultato di un rapporto sessuale, tutti questi sono in fondo dei dettagli. La cosa fondamentale è che per far nascere un essere umano (o un cane o un gatto) occorrono lo spermatozoo maschile e l'ovulo femminile quindi un padre ed una madre. E' la natura, bellezza.
E dalla natura non si può prescindere, mai. Francesco Bacone, uno che di certo non può essere sospettato di misticismo naturalistico, diceva che l'uomo può dominare la natura solo sottomettendosi alle sue leggi. La scienza scopre le leggi che regolano i fenomeni naturali e tutte le conquiste della tecnologia, dalla ruota ai viaggi interplanetari, utilizzano a fini umani queste leggi. Se un giorno si dovesse riuscire a costruire una macchina che produce bambini, ebbene, questa macchina dovrebbe avere una parte “maschile” ed una “femminile”, dovrebbe in qualche modo “imitare” quanto avviene in conseguenza dell'atto sessuale. Piaccia o non piaccia la cosa dal padre e dalla madre non si può prescindere, mai.

Certo, un bambino può avere genitori adottivi, diversi da quelli naturali, ma, appunto, di genitori adottivi si tratta, e l'avere genitori adottivi non elimina il fatto che si abbiano un padre ed una madre naturali.
Oggi invece qualcuno contesta proprio questo: il concetto stesso di padre e di madre, l'importanza della differenza sessuale nella riproduzione della specie umana. Padre e madre non esistono, neppure bisogna nominarli, esistono i genitori uno e due, domani, chissà, potrebbero esistere i genitori tre, quattro e cinque. Si, perché una volta eliminata la differenza sessuale quale base della riproduzione della specie, ogni combinazione è possibile. Perché fermarsi a due? Se un bambino può avere due maschi, o due femmine, come genitori perché non potrebbe avere per genitori due maschi ed una femmina? O tre femmine ed un maschio?

Sento già qualcuno che strilla: “tu attenti ai diritti degli omosessuali!”. No, per niente! Se qualcuno è o si sente omosessuale ha diritto di vivere come meglio crede la sua sessualità. Semplicemente non può, in quanto omosessuale, essere padre o madre perché la sessualità omosessuale è slegata dalla riproduzione della specie. Non lo dico io né lo dice Salvini, e prima di lui papa Giovanni Paolo secondo, lo dice la natura, tutto qui.
E' la natura, bellezza!