lunedì 19 agosto 2019

LA LETTERA E LO SPIRITO DELLA COSTITUZIONE

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Così recita l'articolo uno della costituzione.
Lasciamo perdere il “fondata sul lavoro” ed esaminiamo il resto dell'articolo.
“ La sovranità appartiene al popolo” viene stabilito in forma solenne. Poi si aggiunge:
“che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Che la sovranità del popolo venga esercitata nelle forme e nei limiti della costituzione è talmente ovvio da fare apparire ridondante questa specificazione. Qualsiasi diritto viene esercitato nelle forme e nei limiti previsti dalla costituzione o comunque non in contrasto con questa.
E' però altrettanto ovvio che queste forme e questi limiti non possono mettere in discussione la sovranità del popolo solennemente enunciata nell'articolo uno. Dire che “la sovranità appartiene al popolo “ e poi porre a tale sovranità forme e limiti che di fatto la vanificano renderebbe la costituzione auto contraddittoria. Si può forse dire che “la sovranità appartiene al popolo” e poi stabilire che le elezioni politiche si tengono una volta ogni 20 anni? O che il capo dello stato può, a suo piacere, render nulla qualsiasi legge votata dal parlamento? Basta farsi la domanda per avere la risposta. Le “forme ed i limiti” stabiliscono come si esercita la sovranità popolare, ma non possono contraddire la stessa.

Sappiamo tutti come si formano nel nostro paese le maggioranze parlamentari che sostengono i governi. Ci sono le elezioni. I vari partiti presentano al corpo elettorale i loro programmi e dicono chiaramente con chi intendo allearsi per metterli in atto.
Dopo le elezioni il capo dello stato inizia le consultazioni. Le varie forze politiche gli espongono le loro posizioni. Il capo dello stato affida l'incarico di formare il nuovo governo ad una persona che sembra abbia la capacità di rappresentare la maggioranza uscita dalle urne. Se questa riesce nel suo intento si forma il nuovo governo.
Tutto il sistema si regge sul tacito presupposto che i partiti diranno al capo dello stato più o meno le stesse cose, o cose non troppo dissimili, o comunque non contraddittorie, con quelle che hanno proposto al corpo elettorale.
Le forze politiche discuteranno col capo dello stato i nomi dei vari ministri, questo o quell'aspetto del loro programma, ma non proporranno cose che fanno a pugni con le posizioni che queste avevano prima della consultazione elettorale. Il partito A si presenta alle elezioni alleato con B per attuare il programma P, contro il partito C. Non è che poi dalle consultazioni col capo dello stato esce una alleanza fra A e C per attuare il programma Q, opposto di P. Una simile ipotesi è formalmente possibile, la costituzione NON la esclude. Non è quindi illegale, non tradisce la forma della costituzione. Ne tradisce però, clamorosamente, lo spirito.
Per quanto complesso, macchinoso e criticabile sia il processo che porta alla formazione di un governo, questo ha per fine la formazione di governi sostenuti da maggioranze non in contrasto con quanto voluto dal corpo elettorale. Se così non fosse l'accenno alla sovranità del popolo contenuto nell'articolo uno della costituzione sarebbe del tutto privo di senso. Al limite si potrebbe abolire il rito delle libere elezioni. Il popolo vota, da la maggioranza a certi partiti, poi un gruppo di parlamentari cambia casacca e si forma un governo sostenuto da una maggioranza opposta da quella votata dagli elettori, che attua un programma opposto a quello che il corpo elettorale aveva scelto. Se questo fosse lo spirito della costituzione si dovrebbe da subito pensare a riscriverla, dal primo all'ultimo articolo.

"Non si deve mica votare ogni volta che c'è una crisi di governo", si sente spesso dire in questi giorni. E' vero, non è obbligatorio votare ogni volta che un governo cade, se così fosse in Italia si voterebbe almeno una volta all'anno, magari ogni sei mesi. In passato ci sono state moltissime crisi di governo che non si sono risolte col voto, ma, cosa avveniva in quei casi? Si formava un nuovo governo in un quadro che restava però di sostanziale continuità politica col precedente. Cambiava spesso il presidente del consiglio, cambiavano alcuni ministri, il programma subiva alcune modifiche, ma non c'era alcun ribaltamento del quadro politico, NON si formavano governi contrapposti alla volontà del corpo elettorale così come questa si era manifestata nelle elezioni. Per quanto trasformista fosse la vecchia DC, non è MAI successo che si presentasse al corpo elettorale come la diga contro il comunismo per allearsi, subito dopo col PCI.
Quello che sta avvenendo in questi giorni è qualcosa di radicalmente opposto. Le elezioni del 2018 non avevano dato vita ad una maggioranza omogenea. Le due forze politiche uscite maggiormanete rafforzate dal voto erano riuscite a trovare un accordo sulla base di un programma di compromesso che non tradiva le promesse da entrambe fatte al corpo elettorale. Buono o cattivo che fosse, quell'accordo era al momento l'unico possibile, unica alternativa un ritorno immediato al voto che non avrebbe, con tutta probabilità, cambiato la situazione.
Dopo un anno di continui ed esasperanti tira e molla quell'accordo è saltato e cosa succede? Si prospetta una alleanza fra due forze politiche, PD e 5S che, entrambe, hanno sempre sostenuto di essere del tutto incompatibili, che si sono reciprocamente accusate delle peggiori nefandezze e che fino ad oggi hanno sostenuto programmi del tutto opposti. Qui non c'è alcuna continuità politica, alcun compromesso programmatico. O una delle due forze politiche impone all'altra il suo programma o entrambe si accordano sul nulla, pur di conservare le poltrone ed impedire la vittoria del “mostro”. La cosa è ancora più grave se si pensa che in tutte le consultazioni elettorali succedutesi dal marzo 2018 ad oggi sia il PD che i 5S hanno subito nettissime sconfitte, i 5S addirittura dei tracolli. Il loro sarebbe il governo degli sconfitti, una scatola vuota priva di qualsiasi sostegno popolare, qualsiasi legittimazione elettorale. Il loro programma è intuibile: porte spalancate alla immigrazione clandestina, strapotere della UE, crescita della pressione fiscale, probabilmente una patrimoniale sugli immobili. Quanto di più lontano e contrapposto si possa pensare dalle esigenze e dagli auspici delle persone normali.
Un governo PD - 5S sarebbe, per farla breve, una sfida al popolo italiano. Farlo equivarrebbe a dire agli elettori: “voi votate pure come vi pare, noi facciamo e continueremo a fare il cavolo che ci pare”.
E' impensabile che una tale follia non provochi nel paese risposte molto dure, con ripercussioni molto pesanti sull'economia. Potrebbe anche favorire una vera svolta a destra del paese, l'affermarsi di posizioni davvero razziste e fascisteggianti, tante volte scioccamente evocate a torto dai faziosi.
Spero che una simile follia non si realizzi e, se per sciagura, dovesse realizzarsi, duri il meno a lungo possibile.
E che la parola torni al tanto disprezzato e bistrattato popolo.
Allora per i Renzi ed i Di Maio, i Prodi ed i Grillo sarà la fine.

lunedì 12 agosto 2019

L'ULTIMA TROVATA DEL GIOCOLIERE


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Oggi Matteo Renzi ha formalizzato la sua proposta per una soluzione della crisi di governo. Si tratta di un autentico capolavoro di doppiezza ed ipocrisia, un gioco delle tre carte dialettico che val la pena di esaminare, se non altro per rendersi conto di fino a che punto possa spingersi l'impudenza di certi personaggi.
“Questa mattina” esordisce, “ho fatto una proposta. Un Governo NoTax che eviti l’aumento dell’IVA e che metta in sicurezza i conti pubblici italiani. Mi sono rivolto a tutti, anche a chi in questi anni mi ha insultato, offeso, diffamato”.
Val la pena di sottolineare il carattere truffaldino delle parole: “mi sono rivolto a tutti”. Renzi crede che gli italiani siano tutti completamente scemi? Crede davvero che si bevano la storiella secondo cui lui si rivolge a tutte le forze politiche? Renzi ha in mente un governo di unità nazionale con dentro Lega, 5S, PD, Forza Italia, Leu e più Europa?
E pensa davvero che una simile, inveroconda ammucchiata possa “mettere in sicurezza i conti pubblici”? Ed evitare l'aumento dell'IVA?
L'aumento dell'IVA si può evitare in tre modi: sfidando le pressioni della UE, alzando altre tasse o evitando di abbassarne altre ancora, tagliando la spesa pubblica. Pensare che un governo con tutti dentro possa trovare un minimo, solo un minimo, di accordo su temi di questo genere vuol dire mentire a se stessi, oltre che agli altri.
Quanto alla “messa in sicurezza dei conti pubblici”, il PD ha governato l'Italia, direttamente o indirettamente, dal 2011 al 2018 senza neppure avvicinarsi ad un simile obiettivo. Solo un parolaio da quattro soldi può raccontare che questo potrebbe essere anche solo avvicinato da un governo ammucchiata.
Ed infatti Renzi NON pensa a questo. Non si rivolge a tutti perché sa che molti di quei “tutti” gli risponderebbero picche. Si rivolge ai 5 stelle, ai “grillini”.
Lo chiarisce subito dopo, lasciandosi andare a ricordi privati.
“Ieri sera, dopo aver fatto l’intervista al Corriere, sono andato a mangiare una pizza con la mia famiglia dai miei genitori. E ho pensato ai giorni in cui delle persone inqualificabili dei Cinque Stelle facevano i segni delle manette nei confronti di due cittadini incensurati settantenni finiti per colpa mia in vicende più grandi di loro”.
Qui non ci sono dubbi, Renzi parla dei 5S, e definisce alcuni di loro “inqualificabili”. Con abilità da giocoliere Renzi evita di classificare “inqualificabile” il movimento politico dei 5S, se la cava prendendosela con alcune persone dei 5S. Andiamo avanti.
“Se vado di pancia” aggiunge “dico che non farò mai accordi con chi mi ha ferito e ha ferito la felicità della mia famiglia. Se penso al Paese, invece, credo che sia giusto mettere al centro l’interesse generale, non il mio orgoglio. Il bene comune, non la mia rabbia”.
Interlocutore di Renzi non sono quindi i “tutti”, ma i 5S. Certo, è dura per lui allearsi politicamente con chi ha insultato la sua famiglia, voleva in manette suo padre. Ma Renzi è un animo nobile, antepone alla sua “pancia” le superiori esigenze del paese. E accetta, chiede a gran voce, la alleanza con chi avrebbe spedito in galera i suoi anche prima del processo.
E non capisce, Matteo Renzi, che proprio questo è un problema politico di prim'ordine. Non si tratta di contrapporre la pancia alla ragione, le esigenze del paese quelle private. Si tratta di capire, con la ragione, che il giustizialismo dei grillini fa molto, molto male al paese prima ed oltre che ai privati cittadini. Renzi è convinto della innocenza di suo padre, io su questo non dico nulla. Per me, da buon garantista, tutti sono innocenti fino a prova contraria. Ma proprio per questo giudico pericolosissimo il giustizialismo grillino, considero che la riforma della giustizia di Bonafede, facesse ridere, o piangere. Renzi neppure vede il problema, lo assimila ad una privata questione “di pancia”. Non so se lo faccia in buona o cattiva fede. Propendo per la seconda ipotesi.

Renzi quindi si rivolge ai 5S. Punto. E se ne frega del loro giustizialismo. Altro punto. Perché vuole una simile alleanza che gli fa venire il mal di pancia? Semplice, per battere il nuovo mostro, Matteo Salvini.
Lo dice chiaramente, dimenticando che all'inizio parlava di “proposta fatta a tutti
Salvini “vuole pieni poteri per far che? Per portarci via dall’Euro? Per cacciare chi ha il colore della pelle diverso? Per educare all’odio i nostri figli?”
Il solito elenco di palle. La lega e Salvini non vogliono “pieni poteri” mussoliniani ma una solida maggioranza che permetta loro di governare sul serio. Non sono contro chi ha la pelle di colore diverso, tra l'altro l'unico senatore con la pelle nera milita nella lega. Sono contro l'immigrazione clandestina, che è cosa del tutto diversa. E sono contro il fondamentalismo islamico, che è cosa ancora più diversa. Perché l'Islam, lo sanno tutti, non è una razza ma una religione, e fra gli islamici i più numerosi sono gli arabi e gli arabi sono bianchi. Provate ad immaginare Osama Bin Laden vestito in smoking e nulla lo fa apparire diverso da un gentiluomo italiano o francese, forse anche britannico.
Quanto all'odio: è mai successo che militanti della lega disturbassero comizi del PD? Qualcuno ha mai strillato che vuole vedere Renzi a testa in giù? Se ragionasse invece di parlare per slogan Renzi eviterebbe di dire simili idiozie.
Infine, l'Europa. Personalmente non la considero un dogma e non mi scandalizza l'idea di uscirne. Renzi invece, che con l'Europa ha barattato immigrazione clandestina contro un po' di flessibilità, inorridisce al solo pensiero. Liberissimo di farlo. Non però di ignorare che l'uscita dall'Euro e meno che mai dalla UE, non fa parte del programma della lega, come non faceva parte del programma del governo giallo verde.

Lasciamo perdere gli slogan e le palle. Se Salvini e la lega sono un branco di rozzi ignoranti, biechi razzisti, fascisti o semi fascisti, perché Renzi non propone al suo partito di affrontarli a viso aperto alle elezioni? Denunciate al popolo questi barbari, fate capire a tutti che costituiscono un pericolo mortale per la democrazia, un cancro ne corpo della nostra società. Sconfiggeteli, umiliateli in una democratica competizione elettorale! E' tanto difficile sconfiggere dei selvaggi?
Sento già la risposta. Il popolo è bue, è incolto, ignorante. Vota seguendo passioni elementari, si fa condizionare dalla pancia, non segue i dettami della ragione. Non lo si può far decidere, potremmo trovarci con Salvini premier.
Che rispondere a simili considerazioni? A parte il fatto che fino a pochi anni fa questo popolo rozzo ed incolto aveva votato massicciamente Renzi, a parte questo, penso si possa rispondere con una esortazione: abbiate il sublime coraggio della coerenza! Traete dalle vostre premesse le loro logiche conclusioni, chiedete la abolizione del suffragio universale. Si, abolizione del suffragio universale, perché, se il popolo è rozzo ed ignorante oggi cosa vi fa pensare che possa non esserlo più fra uno o due anni? Se il corpo elettorale è costituito da una massa di barbari abbiate il coraggio di fare ciò che nazisti, fascisti e comunisti hanno fatto: proponete di togliere a questi barbari il diritto di voto. Quanto meno tutto sarà più chiaro.
Però, state attenti perché questa è la logica della guerra civile. Perché la abolizione della tanto detestata (da voi) democrazia non è mai un processo indolore. Porta spesso e volentieri alla guerra civile, comunque a tensioni sociali e politiche di estrema violenza. Perché il popolo sarà anche bue, gli elettori saranno anche un branco di barbari analfabeti, ma anche i barbari analfabeti ed anche i buoi possono incazzarsi, alla fin fine.

Vediamo di concludere. In realtà Renzi non mira a risolvere i problemi del paese, a mettere al sicuro i conti, ad evitare l'aumento dell'IVA, non mira neppure a ridurre il numero dei parlamentari (l'ultimo dei problemi del paese). Mira solo a ritardare il più possibile le elezioni, sperando che la situazione evolva favorevolmente per lui.
Perché lo fa? Perché se si votasse ora perderebbe l'ultima rendita di posizione che gli resta: un buon gruppo di parlamentari “renziani”, punto e basta. Miseri interessi di bottega quindi, che si incontrano con altri miseri interessi: quelli dei parlamentari “grillini” terrorizzati dall'idea di abbandonare il posto in parlamento, con relativi stipendi e prebende.
Un governo PD 5S sarebbe oggi un insulto per la gran maggioranza degli italiani. Farebbe imbestialire non solo gli elettori di lega, FdI e FI ma anche molti elettori del PD e dei 5S. Sarebbe un sacco vuoto, privo di qualsiasi base di consenso. Aggraverebbe tutte le tensioni politiche e sociali, con enorme danno per l'economia. Un'avventura insomma, della peggior specie.
Spero che il presidente Mattarella, che è uomo intelligente, eviti al paese questo autentico salto nel buio.

sabato 10 agosto 2019

CHIESA E POLITICA

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Per trovare un intervento della Chiesa tanto massiccio come quello di cui è protagonista in questi giorni papa Bergoglio e, più in generale, la gerarchia vaticana occorre andare molto indietro nel tempo.
Il primo luglio 1949 un decreto della congregazione del Sant'ufficio, approvato da papa Pio XII, dichiarava che coloro che appoggiavano la dottrina comunista erano da considerare apostati ed incorrevano quindi nella scomunica.
Oggi papa Bergoglio non arriva a tanto, ma dice chiaramente che il sovranismo gli fa pensare ad Hitler ed induce in lui grande preoccupazione. Non si tratta del solito prodicozzo in favore dei migranti: Il papa, tra l'altro in un momento di precrisi di governo, si rifà ad una precisa corrente di pensiero politico e la paragona nientemeno che al nazismo.
A proposito di nazismo, val la pena di ricordare che la chiesa cattolica adottò a suo tempo nei suoi confronti una politica di sostanziale silenzio, mai ufficialmente condannata in seguito. Inezie, il nazismo vero non induceva preoccupazione.
Val la pena di aggiungere che la scomunica dei comunisti avvenne in un momento in cui nella Russia sovietica i cristiani erano sottoposti a barbare forme di persecuzione. Oggi Bergoglio condanna i cosiddetti "sovranisti" nel momento stesso in cui in mezzo mondo i cristiani vengono sottoposti a persecuzioni altrettanto barbare da parte dei fondamentalisti isamici. Salvini fa paura al Santo padre, chi crocifigge ed impala i cristiani no. Punti di vista.
Naturalmente molte persone diversamente intelligenti hanno applaudito l'esternazione papale. “Il papa ha diritto di difendere i diritti umani”, hanno, più o meno, strillato. La difesa di tali diritti è più importante della laicità dello stato, dello stesso articolo 7 della Costituzione che recita:
“Lo stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”.
Cosa volete che conti la sovranità dello stato quando ci sono di mezzo i diritti dell'uomo? Peccato che fra tali diritti NON esista quello di immigrazione clandestina, e che tutti (si TUTTI) gli stati del MONDO NON riconoscano tale diritto.
Ma, a parte questi dettagli, val la pena di ricordare che la Chiesa cattolica non ha detto molte parole di condanna per fatterelli come il gran balzo in avanti in Cina, che costò al popolo cinese alcune DECINE DI MILIONI di morti, o per il genocidio che negli anni 70 dello scorso secolo eliminò da un sesto ad un quarto della intera popolazione cambogiana.
E si, Salvini non solo è più pericoloso di Hitler, lo è anche di Mao e di Pol Pot. Punti di vista.
Per mia fortuna, o sfortuna, non lo so, io comunque non sono credente.
Se lo fossi sarei molto, molto in crisi di fronte ad un simile stato della gerarchia vaticana.

domenica 7 luglio 2019

COSI' NON SI PUO' ANDARE AVANTI

A mio modesto parere Salvini deve cominciare a pensare molto seriamente di staccare la spina a questo governo.
Nella vicenda delle navi ONG non era e non è in gioco, come qualcuno fa finta di credere, lo sbarco di qualche decina di migranti. Era ed è in gioco qualcosa di molto più essenziale: la sovranità dell'Italia, del suo governo, del suo parlamento.
Uno stato, qualsiasi stato ha, il pieno diritto di decidere chi può entrare nel suo territorio, quanti possono entrarci, con che modalità, seguendo quali regole, possono farlo.
Questo diritto, assolutamente essenziale per qualsiasi stato, è oggi messo pesantemente in discussione. In molti dicono che devono essere altri e non lo stato italiano a poter stabilire chi entra e chi non entra in Italia. Addirittura c'è chi teorizza che questo diritto spetta a delle organizzazioni private quali sono le ONG.
Un governo degno di questo nome non può mostrarsi diviso su un problema di questo genere. Quali che siano le divergenze interne un governo decente non può che mostrarsi assolutamente compatto nei confronti di chi contesta, di fatto, il suo stesso diritto a governare.
Il governo lega 5S invece sulla vicenda delle navi ONG si mostrato tragicamente diviso. Una nave ONG forza un blocco militare, rischia di speronare una motovedetta della guardia di finanza e cosa fa il ministro della difesa? Tace!
Le ONG rivendicano per se il diritto di stabilire quale porto sia sicuro e quale no e cosa fa il ministro degli esteri del governo italiano? Dichiara “non sicura” la Libia, esattamente come la signora Rackete. Detto polemicamente per inciso, se la Libia non è sicura per i migranti, che in larghissima maggioranza non sono libici e che in Libia ci sono entrati volontariamente, se la Libia dicevo non è sicura per i migranti non lo è neppure per i libici. Cosa propone il ministro Moavero? Che l'intero popolo libico si trasferisca in Italia? Così, solo per capire...

Lasciamo perdere le facili polemiche e veniamo al sodo. Ci sono questioni sulle quali un governo non può dividersi, deve essere e deve anche apparire unito. Il rapporto con le ONG è una di queste. Il governo giallo verde è invece diviso anche su questo. Conte, Trenta, Moavero lasciano che Salvini cerchi di bloccare le navi ONG salvo poi tacere quando questi deve cedere alla loro prepotenza ed alle pressioni di qualche astuto magistrato. Così non si può andare avanti. Salvini rischia di logorarsi, impegnato com'è in continui bracci di ferro da cui alla fine esce sconfitto o comunque malconcio. Certo, grazie anche a questi bracci di ferro il flusso dei migranti si è enormemente ridotto rispetto agli scorsi anni. Quando governavano Renzi e Gentiloni, quando impazzava Alfano, ex delfino di Berlusconi, entravano in Italia a centinaia, addirittura a migliaia in certi periodi, al giorno. Chi sostiene che Salvini non ha fatto nulla di buono sul controllo dei migranti è stupido o in cattiva fede. Ciò non toglie che la situazione attuale non può proseguire. Pensare ad anni di bracci di ferro con navi ONG che forzano blocchi, magistrati che le sequestrano e subito dopo le dissequestrano è semplicemente impossibile. La situazione deve risolversi. E pare che solo una crisi di governo la possa risolvere.

Certo, una crisi presenta grossi rischi. In un paese appena normale una crisi di governo sarebbe subito seguita da nuove elezioni, ma l'Italia NON E' un paese normale. Mattarella farebbe di tutto pur si evitare il voto. Cercherebbe di imporre un governo tecnico e questo potrebbe anche raccattare una maggioranza. PD e 5S, forse anche una parte di Forza Italia potrebbero concedergli la fiducia. Ed è molto facile immaginare cosa farebbe un simile governo. Obbedienza assoluta ai vari proclami della UE, austerità e, in campo migratorio, riapertura dei porti, forse addirittura legge sullo “ius soli”. Entrino pure in Italia signori! Avanti c'è posto!
Ma una simile soluzione non è tanto semplice come alcuni pensano.
Una parte dei 5S, di Forza Italia, forse dello stesso PD potrebbe non accettarla. E, anche se una simile disastrosa prospettiva si avverasse, quanto potrebbe durare? E' fin troppo chiaro che un simile governo sarebbe del tutto avulso dal paese reale ed i suoi provvedimenti farebbero crescere pericolosamente la conflittualità politica e sociale. Ed un paese sempre sull'orlo della crisi economica questa non se la può permettere.
Insomma, è sbagliato considerare certe cose che sono invece probabili, forse solo possibili.
E in ogni caso quale può essere l'alternativa? Quattro anni di liti fra lega e 5S?
Francamente non mi sembra il massimo.

domenica 26 maggio 2019

QUESTE ELEZIONI



Le hanno tentate tutte.
Il tentativo di trasformare la difesa dei confini nazionali in “sequestro di persona”, le inchieste giudiziarie ad orologeria, la demonizzazione, la mobilitazione dei teppisti dei centri sociali, l'evocazione di un “pericolo fascista” per fortuna inesistente. E' scesa in campo anche la Chiesa cattolica, ai massimi livelli. Per vedere una così massiccia presenza della Chiesa in una competizione politica bisogna risalire alle elezioni del 18 aprile 1948. Con una differenza non da poco. Allora la Chiesa condannava forze politiche schierate con un paese, l'URSS di Stalin, in cui i cristiani dovevano subire pesantissime persecuzioni. Oggi una parte consistente del clero cattolico, a cominciare dal suo massimo esponente, condanna chi le nuove persecuzioni dei cristiani le denuncia senza se e senza ma.
I loro sforzi si sono rivelati vani. La lega incassa una vittoria straordinaria. Supera il 34% dei voti e diventa il primo partito d'Italia. Va bene anche Fratelli d'Italia, altra forza presentata come di “estrema destra” da una stampa ed una informazione faziose.
I 5 stelle subiscono una batosta memorabile. Nel corso di tutta la campagna elettorale hanno concentrato le polemiche sugli alleati di governo, hanno fatto appello ai peggiori umori giustizialisti della loro base. Dimezzano i voti.
Il PD recupera qualcosa rispetto alle politiche solo perché rosicchia una manciata di voti ai già deboli partitini collocati alla sua sinistra. L'estrema sinistra, chiassosa sui social, praticamente scompare. Il PD supera i 5S solo perché questi ultimi subiscono un crollo enorme. Se sono attendibili gli exit pool, il PD e la sinistra perdono il Piemonte, ultima regione del nord che amministravano. Ci vuole il faccione di Zingaretti per parlare di “successo”.
Mi fa personalmente molto piacere la sconfitta nettissima del partitino di Emma Bonino, il più eurofanatico di tutti.

E ci vuole una gran faccia di bronzo per parlare di “sconfitta del sovranismo” a livello europeo. Il partito popolare europeo resta forte ma perde molti seggi; inoltre dentro quel partito c'è un po' di tutto. Se ben ricordo fa parte dei popolari anche Orban che in tema di migrazioni è un po' distante non solo da Zingaretti, ma anche dalla sigora Merkel, mi pare...
In ogni caso, in Francia vince il partito di Marine le Pen, in Ungheria stravince Orban, in Polonia vincono i conservatori contrari alla immigrazione senza regole, in Gran Bretagna stravince il brexit party, con buona pace di coloro che cianciavano di secondo referendum e di una possibile rimessa in discussione dell'uscita della Gran Bretagna dalla UE. Nella stessa Germania, unico paese a trarre vantaggi dall'euro, il partito della Merkel subisce un ridimensionamento nettissimo.
Sempre a livello europeo fa impressione la sconfitta, in certi casi la quasi scomparsa, dei partiti socialisti e social democratici, sostituiti quà e là dai verdi nello schieramento politico di sinistra. Non mi fa piacere un fatto simile. Fra gli eredi di Brandt e Giuseppe Saragat e i seguaci della piccola Greta avrei preferito i primi, se non si fossero convertiti, anche loro, al “gretismo”.

Insomma, queste elezioni europee stravolgono il quadro politico in Italia e, come minimo, lo modificano radicalmente in Europa. Da oggi le prediche faziose di un Saviano o di una Laura Boldrini avranno ancora meno ascolto; la prepotenza delle ONG troverà più ostacoli, come, su un altro piano, il teppismo dei centri sociali.
C'è da essere soddisfatti, molto soddisfatti.

giovedì 18 aprile 2019

IL MONDO IN FIAMME

thunberg greta - la nostra casa È in fiamme

Sono in un ipermercato. Nel settore dei libri (che tristezza i titoli!!!) fa bella mostra di se il capolavoro della piccola Greta: “La nostra casa è in fiamme”.
Sono un masochista, non resisto alla tentazione. Lo prendo, lo apro.
Si tratta di brevi articoletti, stampati a lettere grosse, per fare aumentare il numero delle pagine, penso malignamente (ma sono molto cattivo, lo so).
Ne leggo uno a caso.
Attenzione, strilla la piccola Greta, quando in passato le emissioni erano pari a quelle di oggi il livello dei mari era di dieci metri più elevato dell'attuale.
Resto perplesso. Cosa mai avrà voluto dire la cara, piccola Greta? Non poteva riferirsi ad emissioni causate da attività umane. Di certo ai tempo dell'antica Roma le emissioni causate da attività umane erano nettamente inferiori alle attuali. Forse si riferiva ai tempi primordiali: quelli in cui le terre sono emerse, è nato l'attuale mediterraneo o in cui le dolomiti erano scogli coperti dall'acqua marina. Il quei tempi remoti le emissioni derivanti da agenti naturali erano pari alle attuali ed il mare era più elevato di dieci metri: questo forse voleva dire la piccola Greta. E mi scuso se sbaglio nella interpretazione del suo acuto pensiero.
Però... però le cose restano misteriose. Ci penso mentre spingo il carrello della spesa. Per fortuna è con me mia moglie che pensa agli acquisti...

Dunque, se il livello dei mari dipende dalle emissioni e se quando le emissioni erano pari a quelle di oggi il livello dei mari era dieci metri più alto dell'attuale, se ne deve dedurre che oggi il livello dei mari dovrebbe essere più elevato di una decina di metri. Città come Genova, Napoli e Venezia dovrebbero essere semi allagate, ma così non è, mi sembra.
La piccola Greta potrebbe obiettare che ci vuole del tempo. Livelli tanto alti di emissioni richiedono tempo per causare un innalzamento tanto elevato del livello dei mari, quindi...
Le cose però restano poco chiare. La rivoluzione industriale è vecchia di ormai circa tre secoli. Di quanto si è innalzato il livello dei mari in questi 300 anni? Di certo non di dieci metri. Genova è oggi lambita dal mare più o meno come tre secoli fa, ed anche Napoli, mi sembra...
Certo, la produzione industriale non era tre secoli fa la stessa di oggi, ma oggi ci sono tecnologie molto meno inquinanti di ieri. Moltissima energia è prodotta oggi dal nucleare, che Greta non ama ma che è ad emissioni zero. In ogni caso, lasciamo da parte i dieci metri. Rispetto a tre secoli fa l'aumento non è stato neppure di cinque o tre metri. L'innalzamento o meno del livello dei mari si misura in centimetri, al massimo in decimetri, non in metri. Ed allora?
Ma anche altre cose non quadrano. La piccola Greta sembra convinta che il clima sia determinato principalmente dalle emissioni di gas serra; per questo lancia il suo disperato e commovente allarme. Però... però tutti, comprese le persone scientificamente poco preparate come me, sanno che la terra ha attraversato diverse glaciazioni. Ci sono stati tempi in cui i ghiacci arrivavano quasi fino all'equatore. E' immaginabile che in quei tempi remoti non esistesse attività vulcanica? Non ci fosse un altissimo livello di emissioni che rendesse molto caldo il pianeta? Se queste emissioni c'erano come è stato possibile un simile raffreddamento della terra? E cosa ha reso possibile il successivo riscaldamento ed il ritirarsi dei ghiacci? Le emissioni di gas serra? Le stesse che non hanno impedito il loro avanzare? La piccola Greta non spiega il mistero.
Infine, e' davvero credibile il paragone fra l'attuale livello di emissioni di origine antropica con quello che caratterizzò il pianeta in tempi remoti? Viaggiare in auto ed aereo, costruire case, illuminare le città, coltivare grano produce emissioni di gas serra paragonabili a quelle che dovevano caratterizzare il pianeta all'epoca della deriva dei continenti? O del formarsi delle grandi catene montuose? Chissà perché ho dei dubbi.

La piccola Greta era in Italia in questi giorni. E' stata ricevuta dal Papa, dal presidente del senato signora Casellati e da un gigante del pensiero e dell'azione come Antonio Tajani. Tutto molto commovente. Però... un pensiero mi attraversa la mente. Come ci sarà arrivata in Italia la cara, piccola Greta? A piedi? Non credo. In aereo, penso, o in treno. Ma... cosa fa volare gli aerei, e viaggiare i treni? Quanta energia occorre per costruirli? Quanta per estrarre dalla terra il materiale di cui sono fatti, per costruire rotaie e campi d'aviazione? Quanta per elettrificare le linee ferroviarie? E quanta energia occorre per produrre gli strumenti di produzione che servono a costruire treni ed aerei, rotaie e campi d'aviazione? Quanta per dar da mangiare agli operai che lavorano a tutte queste brutte cose inquinanti? E quanta per produrre mezzi di produzione che servono a loro volta a produrre altri mezzi di produzione e così via? Il viaggio della piccola Greta è la migliore confutazione delle scemenze che scrive.
Si, l'ambiente è una cosa molto seria, ma la sua sacrosanta salvaguardia non ha nulla a che vedere con i deliri catastrofisti e gli estremismi infantili di Greta e dei suoi seguaci.
Ripongo il libro sullo scaffale. Per un attimo ho avuto la tentazione di comprarlo... a puro scopo informativo.
Meglio di no. Neppure un centesimo deve passare dalle mie tasche a quelle di Greta e dei suoi sponsor, del resto già molto, molto ben fornite di vile denaro.

mercoledì 3 aprile 2019

DISAGIO PSICOLOGICO E/O PSICHIATRICO

E' la loro ultima invenzione: il disagio psicologico e/o psichiatrico.
Dopo l'attacco alle torri gemelle avevano tirato fuori la bomba di Hiroshima ed il golpe cileno, come se ad abbattere le due torri fossero stati i giapponesi o i cileni. Poi erano venute fuori le crociate, il colonialismo, l'imperialismo eccetera, come se non fosse esistito un espansionismo imperialista islamico.
Ora abbandonano la storia e scendono nel profondo della coscienza. La causa di gesti davvero brutti, come sgozzare il primo che passa o cercare di bruciare vivi un bel po' di bambini, è da ricercarsi nel “disagio psicologico” o “psichiatrico”, conseguenza a sua volta della “mancata integrazione”. E di chi sarà mai la colpa per la “mancata integrazione”? Che domande! La colpa è nostra! La colpa è degli occidentali cattivi, degli italiani malvagi che non mettono in atto politiche attive di integrazione, lasciando così i poveri migranti soli, in preda ai propri disagi psicologici. Non c'è da stupirsi se poi qualcuno perde la testa e fa cosette leggermente deprecabili.
Se un teppista imbecille tira uova ai passanti e colpisce, tra gli altri, anche una atleta di colore siamo di fronte ad un "odioso atto razzista", se un marocchino naturalizzato italiano sgozza un giovanotto che gli sembra troppo felice siamo invece di fronte ad un grave disagio psicologico. Pareri...

La colpa è quindi tutta della mancanza di attive politiche di integrazione. Può essere vero, vediamo un po' di approfondire la cosa.
Se Tizio mi ospita a casa sua, mi da un tetto, mi fornisce vitto ed alloggio e mi aiuta a cercar lavoro io ho il dovere di adeguarmi agli usi e costumi vigenti in casa di Tizio. Tutti mi giudicherebbero non troppo bene se pretendessi che fosse Tizio ad operare per integrare me nel suo ambiente. Intendiamoci, potrebbe anche farlo, ma sarebbe soprattutto mio, non suo, il compito di darmi da fare per integrarmi.
Le politiche volte a favorire l'integrazione vanno anche bene, ma in nessun caso possono sostituire il dovere assolutamente prioritario dei migranti di integrarsi nel paese che li accoglie. Nessuna “politica attiva di integrazione” può avere il minimo successo se non c'è da parte dei nuovi venuti una volontà forte, chiara ed attiva di integrazione, una apertura mentale senza riserve nei confronti della cultura del paese accogliente. Pensare che basti costruire un cinema o un campo di calcetto, o concedere qualche casa popolare per integrare chi non vuole essere integrato è semplicemente stupido, molto, molto stupido.

Ma non è tutto. Il discorso sul disagio “disagio psicologico” dovuto alla “mancata integrazione” mostra tutta la sua inconsistenza non appena ci si pone una semplicissima domanda: quali livelli minimi di integrazione sono necessari per assicurare una convivenza decente fra i nuovi venuti e la popolazione locale?
La risposta è di una semplicità disarmante: per evitare atti come lo sgozzare uno sconosciuto o cercare di bruciare vivi dei bambini bastano livelli minimi, quasi nulli, di integrazione.
Se io mi trasferissi in Cina non mi occorrerebbe conoscere la filosofia di Confucio e Lao Tze per evitare di sgozzare un cinese sconosciuto che dovessi incrociare per strada. Non dovrei seguire corsi di taoismo o di buddismo e neppure di storia del celeste impero o di mandarino per evitare di bruciare vivi dei bambini cinesi. Il fatto di non approvare la politica del governo cinese non mi spingerebbe minimamente ad uccidere gente innocente. Per evitare di fare cose simili non serve una particolare "integrazione", basta riconoscere nell'altro un appartenente al genere umano.
NO! Non è il disagio psicologico e/o psichiatrico, conseguenza della “mancata integrazione”, la causa dei gesti folli di cui stiamo parlando. Dietro a quei gesti sta la disgregazione sociale conseguenza diretta della politica delle porte aperte senza limite alcuno ai migranti. Sta il degrado, l'allentarsi di qualsiasi legame fra gli esseri umani, compreso quello, estremamente generale, che ci spinge al rispetto di ogni nostro simile solo perché nostro simile. Sta, ovviamente, la criminalità individuale, ma anche, piaccia o non piaccia la cosa, una cultura fanatica e totalizzante che vede nell'altro, nell'infedele, nell'occidentale, nel laico, nell'ebreo, nel buddista, nello stesso islamico di diversa setta o confessione un estraneo assoluto, se non un nemico.
Smettiamola di dare a noi stessi la colpa di tutto, compresi i crimini di cui siamo vittime. Non è solo vile, sbagliato, ingiusto, stupido. E' suicida, stupidamente suicida.