mercoledì 18 maggio 2016

LA FOLLIA DEL RIFIUTO DEI VACCINI

Un  manifesto dei 5 Stelle in cui si publicizza la loro proposta di abolire la obbligatorietà dei vaccini termina con queste incredibili parole: “La salute non è in pericolo, infatti la proposta di legge “istituisce un  osservatorio pubblico che valuta, semestralmente, l'andamento epidemiologico e dà facoltà al presidente della regione di ripristinare l'obbligo vaccinale”. Insomma, sospendiamo i vaccini, se poi qualcuno si ammala e muore il presidente della regione li ripristina. Ovviamente li ripristina se si convince che, ad esempio, un bambino è morto di morbillo perché non vaccinato. Se invece pensa che la causa della morte del bimbo sia da ricercarsi nelle “oscure manovre delle multinazionali del farmaco”... beh... niente vaccini, altri morti di morbillo!

Lo scetticismo nei confronti dei vaccini è un fenomeno sconcertante. Riguarda una minoranza, certo, dei cittadini, ma non una minoranza insignificante. E' rivolto contro una pratica medica che ha il consenso unanime della comunità scientifica e ha permesso di salvare una quantità enorme di vite umane. Gli effetti collaterali dei vaccini sono sotto controllo, il rischio che una vaccinazione possa provocare la morte del vaccinato è prossimo allo zero. Certo, tutto, vaccini compresi, può essere rischioso, il rischio zero non esiste. Tuttavia, ci sono molte più possibilità di morire perché colpiti da un fulmine che non in seguito ad una vaccinazione. Eppure nessuno, mi pare, propone leggi che ci obblighino a restare a casa se nel cielo ci sono nuvoloni.

Perché una simile follia riscuote consensi significativi? La risposta è assai semplice. La ostilità ai vaccini è specchio e conseguenza di una serie di follie ideologiche che sono tipiche della nostra era di crisi.

In primo luogo la ostilità nei confronti della scienza e del pensiero scientifico.
Non si tratta di un fenomeno nuovo. Da sempre una parte degli intellettuali guarda quanto meno con sospetto alla scienza. Dall'inizio del ventesimo secolo in poi questa ostilità è diventato spesso fenomeno di massa, ha dato vita ad ideologie e movimenti politici irrazionali che hanno provocato lutti immani al genere umano.
La scienza non da risposte definitive, non interpreta la totalità del mondo. Le spiegazioni scientifiche sono parziali, limitate, possono in ogni momento essere messe in crisi dai dati dell'esperienza empirica. Soprattutto la scienza non risponde alle domande fondamentali. Non ci dice cosa sia un certo fenomeno né ci rivela la sua causa prima, il perché originario che lo spiega senza rimandare ad altri “perché”.
Newton ci dice come agisce la gravità, non ci dice né cosa siaperché esista la gravità. Einstein ha sostituito la teoria della gravitazione di Newton con un'altra, assai più sofisticata, ma, neppure lui, ha risposto alle insolubili domande prime. La scienza accetta il dato. Le cose stanno così e così, ci dice, possiamo cercare di spiegarle, non dire perché, in ultima istanza, stanno proprio così e non altrimenti.
A qualcuno questo non piace. “Non bisogna accettare la dittatura del dato, la tirannide dei fatti!” strilla. Vorrebbe risposte definitive, assolute, e, visto che l'umana ragione non è in grado di darle, queste risposte, si affida ad altro. L'intuizione, l'unità empatica con l'universo, l'autoidentificazione della propria filosofia con l'autocoscienza dell'idea assoluta, o del mondo, o della storia. O l'estasi mistica che ci porterebbe al cuore dei fenomeni. Tutto insomma meno che l'analisi razionale, la paziente verifica pubblica di ipotesi e teorie. Troppa fatica!

In secondo luogo la concezione, tipica del radicalismo ecologico, secondo cui il mondo è dolce e bello, e tutto ciò che nel mondo bello non è sarebbe opera dell'uomo. Lasciamo che la natura faccia il suo corso e vivremo tutti felici e contenti, sussurrano quelli che a ragione potremmo definire i nuovi barbari. “Smettiamola”, aggiungono “con la follia di voler medicalizzare tutto”. Non c'è bisogno di cure, tanto meno di vaccini se si seguono i precetti di madre natura.
Sagge parole. Le malattie, la fame, la lotta per l'esistenza, la sopravvivenza del più adatto, il collasso del sole che ci aspetta, fra un po' di milioni di anni, inezie per “madre natura”, tutte fole, sciocchezze, invenzioni di scienziati asserviti alle “multinazionali”. In natura non esistono sofferenza, morte, malattie, collasso di stelle e pianeti; sono tutte la conseguenza della follia umana. Verissimo... lo ha detto, più o meno, anche Papa Francesco nella sua bellissima enciclica! Però, per chi crede, l'uomo lo ha creato Dio, come ha potuto compiere un errore tanto spaventoso? E, per chi non crede, l'uomo è, anche lui, un prodotto della selezione naturale. Come la mettiamo? Lasciamo perdere...

In terzo luogo.
La idiozia secondo cui visto che c'è libertà di parola tutte le parole hanno lo stesso valore. Avere una laurea, un dottorato, decenni di pratica alle spalle non contano nulla. Tutti siamo uguali quindi sono uguali tutte le idee. E' una vecchia idiozia. Cominciò negli anni del “grande rifiuto” quando qualcuno scoprì che non esiste al mondo qualcosa che sia “superiore” od “inferiore” a qualcos'altro. Nessuno è superiore od inferiore, al massimo può essere "diverso". Nulla di serio separa un nobel per la fisica da un analfabeta, Pinco Pallo è allo stesso livello di Kant, la musica di Beethoven non è superiore ma solo diversa dalle canzonette di Sanremo, la vispa Teresa vale quanto l'Amleto.
Però se saliamo su un aereo preferiamo che chi lo pilota abbia frequentato una scuola qualificata ed abbia alle spalle molte, moltissime ore di volo. Particolari di poco conto...

In quarto luogo, la
mentalità complottista che si esprime nella notissima frase: chi li paga? Non puoi confutare le tesi di una persona che conosce benissimo un certo argomento? Ti basta dire “sei al soldo delle multinazionali” ed il gioco è fatto. In questo modo un imbecille che non è riuscito a prendere la licenza media può confutare Einstein. E' vero, l'imbecille non conosce nulla della fisica, ma può sempre dire: “Einstein ha lavorato per il governo americano” e questo gli da immediatamente ragione. Lavorare per grandi aziende non è un titolo di merito ma la prova che tutto ciò che dici è una menzogna. Però, a pensarci bene, tutti o quasi lavoriamo per qualcuno, tutti siamo pagati, quindi nulla di ciò che diciamo e facciamo nella nostra attività lavorativa è, neppure lontanamente, vicino al vero. I calcoli di un ingegnere, le diagnosi di un medico, gli insegnamenti di un professore sono tutti falsi perché ingegnere, medico e professore sono pagati da qualcuno. Ma.. anche chi strilla “chi li paga?” è pagato, a ben vedere le cose... come la mettiamo?

Non è il caso si dilungarsi ancora. Se non fossimo in un momento di crisi culturale gravissima le scemenze degli anti vaccino farebbero solo sorridere. Purtroppo però non c'è nulla da ridere, e neppure da sorridere.

2 commenti:

  1. un tipo che va a fare conferenze in giro, con patrocini dei Comuni, e potrei provare questa affermazione, se qualcuno non ci crede, ha affermato che
    // tutte le teorie sono vere finché non si dimostra che sono false //

    Con gente così il dialogo è impossibile, anche perché se vai nelle loro pagine ti bannano.
    Usano fare affermazioni senza mai portare prove serie, e rifiutano qualsiasi prova che provenga dalla scienza.

    L'ignoranza che si mette in cattedra.
    Secondo me.

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  2. Il movimento 5 mezzelune (vista l'ammirazione del novello duce verso il regime iraniano) purtroppo è secondo partito, e tra 2 anni sarà probabilmente questo a governare in italia.
    Prima dell'islam(che purtroppo sarà per sempre, o comunque io non vivrò abbastanza da vederne la caduta) ci tocca il grillismo.

    La natura è buona? Quando le mie gatte (o meglio, la più giovane delle due) cattura un topo, e prima di mangiarselo lo tortura fino alla morte, la colpa non è mia. E' l'animale gatto che è così.

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