giovedì 29 agosto 2019

IL MOSTRO

Sta nascendo il mostro. Il peggior governo della storia della repubblica, frutto di un tradimento aperto, arrogante, senza mascheratura alcuna della volontà popolare per come questa si era espressa nelle elezioni del marzo 2018 e per come si è venuta configurando in tutte le successive tornate elettorali. Il governo degli sconfitti. Del PD, grande sconfitto delle politiche del 2018 e del M5S che in tutte le consultazioni elettorali successive ha visto franare i propri consensi.

Con monotona, testarda ripetitività tutti i media hanno ripetuto in questi giorno che l'Italia è una repubblica parlamentare, che gli elettori non eleggono il governo, che questo si forma in una libera dialettica parlamentare sotto la regia del capo dello stato. Tutte ovvie verità, che però hanno pochi nessi con quanto sta avvenendo in questa calda fine di agosto.
E' vero, in Italia gli elettori non eleggono il capo del governo, ma forse da questo discende che il governo che viene a formarsi dopo le elezioni debba essere sostenuto da maggioranze del tutto slegate, anzi, contrapposte alla volontà degli elettori? L'essenza, per usare una parolona, della repubblica parlamentare consisterebbe nel fatto che gli elettori votano A che sostiene il programma P e si vedono poi governati da B che sostiene il programma Q, opposto di P? Se così stessero le cose la repubblica parlamentare sarebbe una schifezza, esattamente come il governo che sta nascendo in questi giorni.
Ma le cose stanno in maniera leggermente diversa.
E' vero, la costituzione non obbliga il capo dello stato a sciogliere le camere quando si apre una crisi di governo, ma neppure gli impedisce di farlo. Le consultazioni del capo dello stato e la sua azione di regia delle crisi mirano, dovrebbero mirare, ad assicurare al paese un governo retto da una solida maggioranza parlamentare che non sia in aperto, tragico contrasto con la volontà espressa dal corpo elettorale in libere e lezioni. Il discorso, che in tanti ripetono ossessivamente secondo cui il capo dello stato non può sciogliere le camere se nel corso delle consultazioni emerge in parlamento una maggioranza qualsiasi, anche in totale contrasto con la volontà popolare, anche frutto di un tradimento aperto di alcune forze politiche nei confronti dei propri stessi elettori, è semplicemente falso. Questa presunta impossibilità di sciogliere le camere in presenza di una simile maggioranza posticcia è una palla. Il capo dello stato non è affatto obbligato ad avallare una simile schifezza. Non è obbligato a sciogliere le camere, ma neppure a non scioglierle. Farlo o non farlo dipende dalla sua valutazione ed in questa valutazione le considerazioni sulla armonia fra il governo che si sta formando e quello che i costituenti chiamavano “lo spirito” del paese, il suo orientamento politico dovrebbero avere la priorità. Se non la hanno si tratta di una scelta del capo dello spato, non di un obbligo costituzionale.
Del resto, se in una crisi di governo la cosa più importante fosse quella di stabilire se esiste in parlamento una maggioranza qualsiasi, anche del tutto scissa dalla volontà manifestata dal corpo elettorale, se questa davvero fosse la cosa fondamentale, non ci sarebbe bisogno di consultazioni, basterebbe una calcolatrice. PD + 5S + LEU + chissà chi, magari Casa Pound se fosse in parlamento o il partito comunista di Rizzo, arrivano ad una qualsiasi stiracchiata maggioranza? Se si i giochi sono fatti. Alla faccia del popolo bue.
No, non è questo il vero spirito della costituzione, se no proprio non si capirebbe perché mai questa, al suo articolo
UNO, dichiara solennemente che “la sovranità appartiene al popolo”. Per quanto la nostra costituzione sia criticabile, in quanto non prevede norme che rendano impossibili schifezze come quella che sta nascendo, la sua essenza profonda è estranea al miserabile gioco di palazzo di questi giorni. Questo non contraddice formalmente la lettera della costituzione. Ne contraddice tuttavia lo spirito. Legale nella forma è illegale ed incostituzionale nella sostanza.

Mai in passato si era avuta una simile conclusione di una crisi di governo. Gli stessi governi Monti e Dini, risultato di manovre di palazzo e, almeno il secondo, di violente pressioni della UE, si erano formalmente presentati come governi “tecnici” sostenuti dalla stragrande maggioranza del parlamento. Questo no, questo è, vuole essere, un governo di legislatura, frutto di una
alleanza politica fra forze che fino a ieri si scambiavano le più roventi accuse. Qualcuno potrebbe obiettare che anche lega e 5S non si erano presentate alleate al corpo elettorale. E' vero, infatti lo scandalo non sta nella alleanza in se fra PD e 5S. Lo scandalo sta nel fatto che la alleanza fra PD e 5S viene dopo che questi hanno governato per 15 mesi circa con la lega. Sta in una forza politica che cambia alleanze e programmi con la stessa disinvoltura con cui un uomo cambia la camicia. Ieri sostenevano i porti chiusi, domani sosterranno quelli aperti. Ieri accettavano i decreti sicurezza, domani la loro abolizione. Ieri erano critici feroci “dell'Europa delle banche”, domani ne saranno i fedeli servitori. Questo è lo scandalo, questo 'inganno nei confronti dei propri elettori. Questa la schifezza.

“L'uomo è per natura un animale politico”, afferma Aristotele nella sua “
Politica”. La politica è parte essenziale della natura umana. Ma, che politica?
Intesa in senso nobile la politica consiste nel contrapporre idee, valori, interessi, programmi propri alle idee, ai valori, agli interessi ed ai programmi dei propri rivali, rivali,
NON nemici.
Ma c'è un altro modo di intendere la politica. La si può degradare a mero strumento per impadronirsi di poltrone e prebende e fare qualsiasi cosa pur di non mollarle. Questo è quanto hanno fatti i “grillini” in questa crisi di governo.
E la si può intendere come finalizzata ad acquisire posizioni di potere sempre più estese, ad esempio non rinunciando alla presidenza della repubblica, e/o a far fuori con qualsiasi mezzo il
nemico politico. Farlo fuori non sfidandolo alle elezioni, contrapponendo ai suoi valori, alle sue idee, agli interessi che difende, ai suoi programmi altri programmi, interessi, idee, valori, no, farlo fuori con l'uso politico della giustizia, o con gli accordi sottobanco con chiunque, o con la mobilitazione dei faziosi. Salvini era stato individuato dai dirigenti del PD come il nemico principale e come tale andava abbattuto, non sconfitto alle elezioni, no, allontanato dal governo tramite un accordo senza principi con coloro di cui sino ad un minuto prima si era implacabili nemici. Domani potrebbero servire allo stesso scopo i magistrati politicizzati.
“Non possiamo votare perché se si votasse vincerebbe Salvini” ha detto pochi giorni fa la signora Boschi. Molto interessante. E se fra un po' di tempo, quando si sarà
OBBILGATI a votare Salvini godesse ancora di un vasto consenso popolare cosa farebbero la signora Boschi ed il signor Renzi? Cercherebbero di abolire le elezioni? Stiano bene attenti: non è un gioco facile.

Forse pochi si rendono conto fino in fondo della situazione anomala in cui si trova l'Italia.
Abbiamo un presidente della repubblica eletto da un parlamento in cui il PD disponeva di una maggioranza bulgara grazie ad una legge elettorale dichiarata incostituzionale.
Un parlamento la cui composizione dista anni luce dal paese reale.
Un governo che dallo stesso paese reale dista milioni di anni luce.
Una magistratura al cui vertice sta un organismo scosso da una crisi senza precedenti, su cui è calata la cappa di piombo di un totale silenzio.
Si aggiunga che siamo sottoposti a continui ricatti da parte della UE, che la situazione economica è, a dir poco, insoddisfacente e che siamo la meta predestinata di massicce ondate migratorie che si configurano sempre di più come un trasferimento di popolazioni da un continente all'altro.
Il nostro paese, la sua classe politica con i suoi giochetti da basso impero romano e le sue strutture istituzionali traballanti assomigliano sempre di più ad un sacco vuoto. Governo, parlamento, cariche istituzionali, grande stampa ricordano l'orchestra che suonava mentre il Titanic affondava. Quasi tutti sono talmente indaffarati a discutere di Conte e Di Maio, Renzi e Zingaretti da non capire più i processi reali, anche quando questi assumono dimensioni macroscopiche.
I sacchi vuoti si afflosciano prima o poi. E quando questo avviene sono guai per tutti, e suona la campana a morto per la democrazia.
Sbarazzarsi il prima possibile di un governo di traditori del corpo elettorale, guidati da una boriosa nullità è necessario per ridare un minimo di credibilità alle istituzioni, ed un minimo di speranza al paese.
Solo un minimo.

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