Detesto il fanatismo,la faziosità e le mode pseudo culturali. Amo la ragionevolezza, il buon senso e la vera profondità di pensiero.
martedì 13 luglio 2010
Spigolature fra il caldo e l'afa
Non entro nel merito quindi ma esprimo qualche idea generale, così, quasi per gioco.
1)Sarebbe sorta in Italia una associazione segreta che avrebbe avuro il compito di "condizionare" le istituzioni. C'è da strabuzzare gli occhi! Nei paesi civili si accusa qualcuno di reati specifici: Tizio ha rubato, Caio ha ucciso, Sempronio ha pagato una tangente. Qui no, qui il reato sarebbe un presunto "condizionamento" delle istituzioni. Si è offerto del denaro ad alcuni giudici costituzionali in cambio di favori? Li si è minacciati al fine di ottenere una sentenza favorevole? Qualche giudice della consulta ha denunciato tentativi di ricatto ai suoi danni? Lo si dica, per piacere e, soprattutto, lo si PROVI!
2)Nei paesi in cui il diritto è una cosa seria inchieste come quella di questi giorni non sarebbero neppure state aperte. Negli Stati Uniti esiste separazione delle carriere fra pubblica accusa e giudici, il giudice è davvero terzo fra accusa e difesa e un giudice davvero terzo avrebbe blocciato sul nascere simili iniziative. Indagare qualcuno perchè avrebbe voluto "condizionare" le istituzioni farebbe solo ridere in un paese giuridicamente civile.
3) Questa come tante altre inchieste si basa quasi esclusivamente su intercettazioni, su frasi imprudenti, interpretabili in tanti modi. Se Tizio afferma: "Ah, se quel giudice cambiasse idea", una simile affermazione, intercettata, può siginificare volontà di corrompere quel giudice ma anche solo speranza che davvero il giudice in ogetto cambi idea. In sè una simile frase NON PROVA NULLA. Però è ottima per innalzare un gran polverone mediatico.
4) Che il gran polverone delle intercettazioni, e delle pubblicazioni delle intercettazioni, sia molto spesso, non sempre, del tutto inutile per provare qualcosa è dimostrato da un fatto molto evidente. In Italia si intercetta moltissimo, si intercetta molto, molto più che negli Usa, in Inghilterra o in Germania. Eppure il numero dei delitti impuniti nel nostro paese è altissimo. Qualcuno si ricorda della famosa inchiesta "calciopoli? Intercettazioni a raffica che hanno coinvolto un sacco di gente e sono costate un sacco di soldi (pubblici)... con quale risultato? Uno scudetto tolto alla iuventus. Qualcuno è finito in carcere a seguito di quella inchiesta? Finora NO, forse Moggi farà qualche mese di prigione ma non credo. In compenso quella inchiesta ha "prodotto" titoloni sui giornali, ha dato in pasto al pubblico migliaia di conversazioni private, spesso fra persone neppure indagate, ha alimentato dibattiti e polemiche. Sono troppo polemico se affermo che QUESTO, solo questo, sembra essere il fine di tante italiche inchieste della nostra ultra autonoma magistratura?
5) Il Pdl ed il suo leader sono sotto tiro da sedici anni. E' stata una escalation: si è partiti dalle (presunte) tangenti pagate alla gusrdia di finanza e si è arrivati alle stragi mafiose. Per tutto questo tempo Fini è stato a fianco di Berlusconi, cioè di uno stragista mafioso. E' lecito dire: " come mai se ne accorge solo oggi"? I casi sono due. O Berlusocni è davvero un criminale, e allora Fini è uno sprovveduto, oppure non lo è, e allora il Fini di oggi, che parla di questione morale nel Pdl, è un opportunista senza scrupoli.
Basta, il caldo è troppo per continuare. Inoltre parlare di queste meschinità provoca un leggero senso di nausea...
lunedì 5 luglio 2010
La presunzione di innocenza
Da questo principio base derivano alcune conseguenze di cui molto spesso in Italia ci si dimentica, vediamole.
1)La carcerazione preventiva va limitata al massimo. Solo in alcuni, limitatissimi, casi questa può essere ammessa e comunque non per lunghi periodi di tempo. Certo, questo implica una giustizia che funzioni, processi che non durino decenni. Ma se la giustizia non funziona, se non si riesce a far si che un processo termini in tempi ragionevoli non può essere il cittadino, innocente fino a prova contraria, a pagarne le conseguenze.
2)Essere indagati non implica in alcun modo essere obbligati a dimettersi da certe cariche, cariche politiche incluse. A volte le dimissioni possono essere opportune dal punto di vista politico o possono sembrare moralmente doverose, ma in nessun caso devono diventare conseguenza automatica dell'apertura di una indagine. In questo modo si darebbe tra l'altro un potere abnorme ai PM. Il PM Tizio indaga sul politico Caio. Questi si dimette. Venti anni dopo arriva l'assoluzione, e intanto Caio ha chiuso con la politica...
3) Non esiste differenza alcuna fra una assoluzione piena ed una in forma dubitativa. La assoluzione per insufficienza di prove è un non senso. Se le prove sono insufficienti la colpevolezza non è dimostrata, se la colpevolezza non è dimostrata si è INNOCENTI, visto che l'innocenza è presunta.
4) Lo stesso dicasi per la prescrizione. Nessuno può essere indagato a vita, la accusa deve dimostrare la colpevolezza dell'indagato entro certi limiti di tempo. Se non ci riesce l'indagato è innocente, perchè, di nuovo, l'innocenza è presunta.
5) Si è colpevoli se si violano le leggi in vigore. Se le leggi cambiano non si può più essere perseguiti. Le leggi non devono essere retroattive, è vero, ma questo, in TUTTI i paesi civili, non vale per le leggi che favoriscano l'imputato. Se in un paese la bestemmia è punita con la pena di morte ed è in corso un processo per bestemmia, e, nel frattempo, il parlamento depenalizza la bestemmia, questa depenalizzazione si applica al processo in corso. Facile no?
Si tratta, come si vede, di principi semplici, elementari addirittura, posti in tutti i paesi civili a base dell'ordinamento giuridico. In Italia però sono quotidianemente messi sotto i piedi da molti. La sinstra italica ormai ha nei fatti accettato il principio della presunzione di colpevolezza. Tizio è stato assolto perchè il reato è prescrtto? E' colpevole! Caio è indagato? Si dimetta! Sempronio ha ricevuto un avviso di garanzia? Resti in carcere sette otto mesi in attesa che tutto si chiarisca! Per una certa mentalità forcaiola, sempre più diffusa nell paese, sembra che acciuffare un (presunto) corrotto sia molto più importante che non salvaguardare le basi stesse del sistema democratico liberale.
La cosa più allucinanate però è questa: non si invocano misure restrittive della libertà in nome, ad esempio, della sicurezza minacciata dal terrorismo omicida. In certe situazioni la libertà può davvero venire limitata, ma si tratta di situazioni davvero eccezionali, situazioni in cui davvero il sistema democratico è sotto attacco. In Italia no. In Italia si è molto garantisti con i terroristi, si è pronti ad invocare, per loro, il massimo di tutele e ci si dimentica del garantismo per reati che, per quanto gravi, non costituiscono affatto attacchi frontali contro le basi stesse della nostra civiltà. Viene da chidersi: certi personaggi hanno davvero a cuore queste basi? Questa civiltà?
venerdì 11 giugno 2010
Spigolature
Vediamo di fare chiarezza. Una intercettazione è uno strumento giuridico. E' qualcosa che serve a stabilire se Tizio è o non è colpevole di qualche reato. Tizio dice X, viene intercettato ed in effetti X sembra provare la responsabiltà di Tizio. Però Tizio ha detto anche Y e Z, può giustificare X, può dire che ha detto X senza aver davvero intenzione di compiere quel certo reato, può esibire testimonianze o prove materiali che riducono o addirittura annullano la portata di X. Tutto questo nella intercettazione data in pasto alla stampa scompare, resta solo X, e con X resta la sensazione che Tizio sia, senza dubbio alcuno, colpevole. Da strumento di prova, da esaminarsi in sede di dibattimento processuale, l'intercettazione si trasforma in arma di sputtanemento mediatico. Tizio dice a Caio: "gran bella gnocca quella ballerina! Per una così venderei appalti anche al al diavolo!" Viene intercettato, "la Repubblica" e "il fatto quotidiano" pubblicano l'intercettazione e Tizio diventa subito colpevole, agli occhi di centinaia di migliaia di persone. Il suo matrimonio va in crisi, tutti lo evitano, diventa il simbolo del male e della corruzione, poi magari, venti anni dopo, arriva la sentenza definitiva di assoluzone, ma.. nessuno ci bada, ormai. Regolare simili situazioni per qualcuno equivale ad "imbavagliare la stampa", è incredibile!
All'Aquila i magistrati indagano sulle responsabilità del terremoto. Si, del terremoto, non del fatto che certe abitazioni fossero costruite male. Gli scienziati avrebbero dovuto prevedere il sisma, magari ordinare l'evaquazione della città. Se l'avessero ordinata e non fosse successo nulla oggi sarebbero indagati, con tutta probabilità, per "procurato allarme"!
Ma il fatto più mostruoso è un altro. Un alto magistrato dell'Aquila ha affermato di sperare che le indagini portino a dei risultati in sintonia coi desideri della gente! Si indaga per dar soddisfazione alle masse insomma! Ognuno di noi sotto sotto desidera che di ogni cosa ci sia un colpevole. E' duro subire una sventura e non potersela prendere con nessuno: dà un teribile senso di impotenza, fa sentire deboli, indifesi. Molto meglio se di quel lutto, di quella sciagura c'è un colpevole, qualcuno da poter insultare, punire, additare al pubblico disprezzo. I magistrati indagano sperando che ci sia, questo colpevole, e, come si sa, se si spera che un colpevole ci sia di solito lo si trova! Certe vicende italiane fanno venire in mente la caccia all'untore di manzoniana memoria...
mercoledì 2 giugno 2010
Lapidazione

E' una ragazza irachena di 22 anni, riconosciuta "colpevole" del "reato" di adulterio e condannata alla lapidazione. Il fatto è avvenuto nel 2006, in un villaggio a 320 chilometri da Bagdad, controllato da terroristi filo Al qaeda. La ragazza è stata lapidata con pietre non troppo piccole: non la uccidono, nè troppo grosse: la avrebbero fatta morire subito abbreviando i tempi e le sofferenze dell'agonia.
La foto è dedicata a tutti i relativisti culturali, a quelli che dicono: "è la loro cultura". E' dedicata a coloro che ogni giorno sparano merda contro Israele e gli Stati Uniti, è dedicata alle femministe sempre pronte a denunciare ogni violazione dei diritti delle donne, se queste violazioni avvengono in paesi occidenatli. E' dedicata a coloro che credono che la nostra cultura sia all'origine di tutti i mali del mondo, che si indignano per i crimini commessi dalla Chiesa cattolica al tempo della sacra inquisizione ma non hanno nulla da dire per ciò che di orrendo avviene oggi in moltissimi paesi, spesso molto vicini a noi. E' dedicata ai dialoganti ad oltranza, a chi non si schiera, a chi guarda a questo orrore sospirando meste parole sulla "follia degli uomini", indifferenziata follia di indifferenziati uomini.
E' dedicata a chi critica tale orrore, a chi dice: "ho firmato un appello contro la lapidazione"! Si, ha firmato un appello e poi è sceso in piazza a manifestare. Manifestare contro chi, contro cosa? Contro i boia che lapidano le adultere? No, contro Israele e gli Stati uniti, insieme a quei boia...
Insomma, è dedicata a tutti gli ipocriti trasudanti falsa bontà che infestano l'occidente.
venerdì 21 maggio 2010
La cellula sintetica
Siamo solo un insieme i reazioni chimiche? E, se è così, che ne è della nostra libertà? E se la libertà non esiste che senso ha discutere della scoperta (o invenzione) di Venter? I miei, come i tuoi, i suoi, i loro argomenti altro non sono in questo caso che il risultato di qualche reazione chimica che, proprio ora, si compie nella mia (o tua, o sua, o loro..) testolina... e se la libertà è una illusione, se tutto è chimica, come possiamo definire "scoperta, o invenzione, o... chiamiamola come vogliamo quella di Venter? Questa "scoperta" era già fissata da sempre nel "gran libro della natura", non è una scoperta, è una reazione chimica fra le tante... altro che uomo che diventa Dio: se il riduzionismo scientifico è, nella sua totalità, vero, non esiste Dio, e non esistono neppure, a rigore, gli uomini, rassgnamoci.
A prescindere da interrogativi di questo tipo, la scoperta di Venter non trasforma l'uomo in un nuovo Dio, e questo per il semplice motivo che neppure questa scoperta lo pone al di sopra della datità. Dio, se c'è, è l'unico essere non dato, è l'essere che pone sè stesso, e che non è dato nel porsi, è "causa sui", come diceva il vecchio Spinoza. L'uomo, anche nei momenti in cui sembra essere molto simile a Dio, è, sempre, inesorabilmente, un essere dato. Può cambiarsi fin che vuole, può cercare di autocrearsi ma deve, sempre, partire dal dato, da qualcosa che non può spiegare, meno che mai può creare, qualcosa di cui può solo prendere atto. Siamo nel mondo come dati, è la nostra condizione ed anche le nostre scoperte più sconvolgenti ed importanti, e belle! Si, dannazione, belle, come quella di Vanter! Anche quelle sono opera di esseri dati che operano su un materiale dato. Non siamo Dei, nessuno di noi è Dio. Anche con la cellula sintetica la distanza che ci separa da Dio è immensa. Purtroppo, o... per fortuna.
mercoledì 19 maggio 2010
duemilioni e mezzo di euro
Il mondo è pieno di attori, campioni di vari sport, artisti o presunti tali che sono letteralmente sepolti dai soldi, gente che spende in dieci minuti ciò che un normale essere umano guadagna in dieci anni; la cosa mi lascia francamente indifferente, anche se spesso mi infastidisce la sfacciata esibizione di ricchezza cui certi personaggi a volte si lasciano andare. Divi del rok o campioni di basket possono spendere e spandere solo perchè esistono al mondo milioni di esseri umani disposti a pagare per assistere ai loro concerti, avere in casa i loro CD, andare allo stadio e vederli impegnati in una competizione sportiva. Se tutti fossero come me, Madonna sarebbe, letteralmente, costretta a chiedere l'elemosina agli angoli delle strade, però... per uno come me che non ha mai comprato un CD nè assistito ad un concerto di Madonna, ce ne sono molti altri che per quei Cd e quei concerti sono disposti a tirare fuori tanti bei soldini.. sono loro a fare ricca Madonna, e ciò che vale per Madonna vale per Bono, o Jordan, o Maradona... lamentarsi di un fatto simile è sciocco; io stesso del resto, se non ho contribuito ad arricchire Madonna ho fatto qualcosa per rendere ricco, che so io, Karajan, ognuno ha i suoi peccati...
Per Santoro e quelli come lui però le cose sono diverse. Questi personaggi non sono pagati, se non in minima parte, per il loro successo sul mercato, sono pagati, in base a considerazioni politiche, da un ente pubblico che usa per pagarli i soldi dei contribuenti, e questo senza che nessuno venga a chiedere ai contribuenti se sia giusto, lecito, morale che i loro soldi vengano spesi in quel modo. Nessuno mi obbliga a comprare un CD di Madonna, però sono obbligato a pagare il canone, e non posso, se permettete, non incazzarmi quando vedo che i soldi che io, comune mortale, sono costretto a pagare vengono spesi per dare una liquidazione milionaria ad un tipo come Santoro!!!
Il problema è tutto qui, senza strilli, populismi e demagogie. Molti politici, dirigenti di grandi enti pubblici, Rai in testa, vari menager e boiardi di stato, considerano roba loro dei soldi che invece roba loro non sono! Pensano di poter spendere come cazzo gli pare del denaro che è dei cittadini e che dovrebbe servire, così dicono i manuali di scienza delle finanze, per finanziare servizi collettivi, opere pubbliche, strade, ospedali, acquedotti. Ed anche la Rai dovrebbe avere una finalità "sociale": dovrebbe tutelare a livello mediatico le ragioni della cultura, della profondità di pensdiero, dell'arte, ragioni che sono spesso soccombenti in un'ottica unicamente mercatista. Invece come usano i nostri soldi i dirigenti Rai? Per pagare liquidazioni milionarie a Michele Santoro!!! Sono o non sono giustificato ad incazzarmi? Come una belva?
lunedì 10 maggio 2010
La crisi greca
E così la crisi riparte, dalla Grecia ora, non più dalla lontana e liberista America, ma dal cuore stesso dell’Europa.
Molti hanno parlato e parlano, a proposito della crisi Greca, del ruolo della speculazione. Ora, la speculazione esiste ed è certamente un fattore molto negativo in crisi come questa. Ma, fare della speculazione la causa scatenante della crisi è del tutto fuori luogo, serve solo ad occultare i problemi.
Si può speculare al ribasso ma si può speculare anche al rialzo, molti oggi tendono a dimenticarlo, questo elementare fatterello. Gli speculatori possono scommettere sull’indebolimento di una certa economia, ma possono scommettere anche sul suo rafforzamento. Il problema è proprio questo: perché la speculazione scommette oggi sulla crisi, forse addirittura sul tracollo della Grecia? Perché lo stesso euro appare oggi nell’occhio del ciclone? La risposta è molto semplice. Si scommette sull’indebolimento dell’economia greca, e forse europea, perché questa economia da ampi, addirittura drammatici, segnali di debolezza.
Di fronte ad una crisi tanto drammatica e che rischia di contagiare tutto il vecchio continente, viene anche da chiedersi: perché la si è voluta allargare tanto, questa vecchia Europa?
L’Europa oggi non ha un’anima, e sono i vari leader europei i primi a non volere che l’Europa abbia un’anima. L’Europa non deve riconoscersi in una storia, in una tradizione, in alcuni valori comuni ed unificanti, non a caso dalla costituzione europea è stato escluso ogni riferimento alle radici cristiano giudaiche del vecchio continente. Per molti parlare di identità culturale europea significa cadere nel nazionalismo, nello sciovinismo, nella xenofobia. Nuda, priva di storia, radici, valori, identità l’Europa deve solo “aprirsi”! Aprirsi ad una immigrazione priva di limiti e controlli, aprirsi alle altre culture, aprirsi al… “dialogo”, dialogo con chi? E per che cosa? E come si fa a dialogare se si è privi di identità? Se non si è altro che un insieme di istituzioni burocratiche?
Finora l’Europa è stata unita solo a livello bancario: un mostro privo di anima ma assai attento al portafoglio. La crisi attuale però fa crollare anche questo fragile fattore unificante fra gli stati europei. Di nuovo, i nodi vengono al pettine. Smaniosa di allargarsi, allargarsi a tutti senza essere nessuno, l’Europa ha aperto la porta a paesi che erano finanziariamente ben lontani dal possedere i requisiti richiesti… le conseguenze rischiamo di pagarle tutti, e a prezzo carissimo, le stiamo già pagando, in verità. Una sola, provocatoria domanda: a parte ogni considerazione sulla cultura, le tradizioni, i valori, i livelli di democrazia di un paese come
Certo, oggi bisogna intervenire per bloccare le conseguenze potenzialmente catastrofiche della crisi finanziaria. Però prima o poi, meglio prima, bisognerà pur iniziare a parlare di Europa al di fuori della retorica e delle banalità di maniera!