giovedì 12 marzo 2020

PARANOICI ED IMBROGLIONI

Ovviamente NON lo sapevo:Non esiste UN “coronavirus”, ne esistono MOLTI. Copio ed incollo da “Wikipedia:

“I coronavirus sono responsabili di patologie nei mammiferi e negli uccelli: comportano il verificarsi di diarrea nelle mucche e nei suini e di malattie respiratorie delle vie superiori nei polli. Nell'uomo, provocano infezioni respiratorie, spesso di lieve entità come il raffreddore comune, ma in rari casi potenzialmente letali come polmoniti e bronchiti.
I coronavirus sono stati responsabili delle gravi epidemie di SARS del novembre 2002, di quella della MERS del 2012 e della polmonite di Wuhan del 2019-2020.
A gennaio 2020 si conoscono sette ceppi di coronavirus in grado di infettare gli umani; non esistono invece vaccini o farmaci antivirali considerati validi dalla comunità scientifica per la prevenzione o per il trattamento delle patologie indotte”

Il Virus responsabile della attuale pandemia NON è il “coronavirus” è il COVID 19, UN particolare tipo di “coronavirus”.
Questa precisazione è importante perché i paranoici del complotto hanno diffuso le seguenti notizie (copio ed incollo dall'articolo “secondo gli USA i russi stanno disinformando sul coronavirus” rinvenibile in rete)

“Nel corso della serata, intitolata Event 201, il pubblico è stato coinvolto in una serie di esercizi virtuali creati con lo scopo di simulare una pandemia di coronavirus, per “sottolineare la necessità di una cooperazione globale pubblica e privata nel contrastare gli impatti economici e sociali di gravi pandemie”.
La circostanza ha immediatamente solleticato la fantasia degli investigatori del web, che in breve hanno rintracciato una richiesta di brevetto, risalente al 2015, per la creazione di una forma indebolita del coronavirus, da utilizzare come vaccino “per prevenire le malattie respiratorie negli uccelli e in altri animali”. Titolare del brevetto è il Pirbright Institute, uno degli enti di ricerca finanziati dalla Bill & Melinda Gates Foundation.”

Simili “notizie” fanno credere che il “coronavirus attuale sia stato creato dagli americani e dagli europei, introdotto in Cina e liberato sempre in Cina per infettare i cinesi. In Cina, lo sanno tutti, è facilissimo entrare con una valigetta piena di virus letali, muoversi, entrare in laboratori, diffondere virus senza controlli di sorta.,

Però, ed è questo il punto, “in nessuno dei due casi il termine coronavirus è riferito al Covid-19, dal momento che, come spiega il sito del ministero della Salute, si riferisce a “una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (Mers) e la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars)”

Per farla breve, i paranoici del complotto fanno passare per Covid 19 forme diverse di coronavirus studiate per prevenire malattie respiratorie negli animali. L'ambiguità del termine viene cinicamente usata per far credere che il COVID 19 sia stato inventato dai cattivissimi americani (magari anche dagli israeliani).

Ovviamente a capo dei paranoici sta il filosofastro Diego Fusaro, quello convinto di essere Socrate...

domenica 23 febbraio 2020

SOCRATE E IL CORONAVIRUS

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Ponte. Buona giornata o Socrate.
Socrate. Buona giornata nobile Ponte. Come stai? Ti vedo col volto pallido e tirato, come se molte preoccupazioni guastassero i tuoi sonni.
P. Hai detto bene. Sono oberato dal gran lavoro. Devo fronteggiare, con la mia eccellente squadra di governo, l'epidemia di coronavirus.
S. Nobilissimo obiettivo.
P. Certo, e noi lo stiamo perseguendo con grandi sforzi e fatiche. E stiamo ottenendo alcuni indubbi successi.
S. Successi? Avrei dei dubbi in proposito visto che l'Italia è stata colpita in pieno dalla epidemia. Dopo la Cina e la Corea del sud è il paese col più alto numero di contagiati.
P. Mi stupisci o Socrate!
S. Perché mai?
P. Noi abbiamo il più alto numero di contagiati perché abbiamo effettuato controlli più serrati. Noi i contagiati li abbiamo cercati, gli altri no. Ecco perché da noi ce ne sono di più.
S. Fammi capire. Il fatto che in Italia ci siano più contagiati dimostra che noi siamo stati più bravi degli altri nel combattere l'epidemia?
P. Proprio così.
S. Mi sembra assai strana la cosa. Anzi, mi sembra che rovesci qualsiasi sensato criterio di valutazione.
P. Ti sbagli o Socrate.
S. Forse, io non ho la verità in tasca. Però, dimmi, a tuo parere chi sarà il migliore allenatore di calcio, quello la cui squadra vince o quello la cui squadra perde?
P. Senza dubbio quello la cui squadra vince.
S. Ed il miglior generale sarà quello che conduce il suo esercito alla vittoria o quello che lo conduce alla sconfitta?
P. Ovviamente il primo.
S. E se c'è da combattere una epidemia sarà migliore chi la tiene lontana dal suo paese o chi invece consente che questa nel suo paese si diffonda?
P. Cominci a fare il sofista o Socrate.
S. Non mi pare...
P. E' così invece. Quello che ti ho detto è precisamente che in Italia ci sono tanti contagiati perché noi li abbiamo trovati, altrove non ci sono perché non li hanno trovati, e non li hanno trovati perché non li hanno cercati.
S. Tu dunque dici che i governi di Francia, Germania, Spagna, USA, Giappone, Australia, Austria e tanti altri mentono tutti? Che non effettuano controlli, hanno l'epidemia in casa ma tacciono. Questo tu dici?
P. Non in maniera tanto drastica ma, si... questo più o meno dico. Del resto, vorresti forse negare, o Socrate, che ci possono essere molti casi di contagio non rilevati, molte persone che sfuggono ai controlli?
S. Non lo nego affatto, ma queste persone possono esserci in Francia od in Germania come in Italia. E se tu puoi accusare gli altri di mentire loro possono fare altrettanto con te. In mancanza di prove, riscontri empirici, chiunque può affermare tutto ed il contrario di tutto.
P. Ma io ho prove e riscontri empirici o Socrate.
S, E quali sarebbero?
P. In Italia si sono effettuati molti più tamponi che altrove. Più tamponi vuol dire più controlli ed è proprio il maggior numero di controlli che ha permesso di individuare un gran numero di casi. Come vedi il mio ragionamento non fa una grinza, o Socrate!
S. Scusa nobile Ponte, ma a me sembra ne faccia parecchie.
P. Spiegati.
S. Dimmi, se cerco qualcosa, faccio meglio a cercare in maniera mirata o a casaccio?
P. In maniera mirata direi.
S. Direi anch'io. E se cerco in maniera mirata spenderò più o meno tempo nelle ricerche?
P. Meno.
S. Interrogherò un numero maggiore o minore di persone?
P. Minore direi.
S. Controllerò un numero maggiore o minore di località?
P. Direi minore, ma cosa c'entra tutto questo col nostro discorso?
S. C'entra eccome. Se devo trovare delle persone infettate ed effettuo dei controlli mirati farò un numero maggiore o minore di tamponi?
P. Beh... non saprei... minore forse...
S. Io direi minore senza forse. Anche dando per scontato che altrove si sia effettuato un minor numero di tamponi, io non ho dati in proposito, questo non prova che altrove si sia cercato male, può provare che si è cercato meglio, in maniera più mirata, coordinata. Ad esempio, voi avete bloccato i voli dalla Cina, è stato un errore. Era meglio non bloccare i voli e mettere in quarantena i passeggeri all'arrivo. Non lo avete fatto, molti cinesi sono arrivati ugualmente in Italia con voli indiretti e non sono stati controllati. Poi, quando si sono presentati i primi casi avete effettuato controlli non coordinati...
P. Sei tu ora che fa illazioni o Socrate. Io ti ho presentato dei fatti e tu rispondi con congetture prive di riscontro, vani sofismi!
S. Non ti agitare nobile Ponte.
P. Ho ben ragione di agitarmi! Tu, un grande filosofo, sembri ripetere gli argomenti faziosi e populisti di Tartini, quel sovranista razzista!
S. Io non ripeto gli argomenti di nessuno perché sono abituato a ragionare con la mia testa. Inoltre non ho fatto ricorso, mi sembra, ad alcun sofisma. Ho solo cercato di dimostrare che aver fatto un maggior numero di tamponi, ammesso che così stiano le cose, non dimostra che le ricerche siano state migliori, può benissimo dimostrare che sono state solo fatte a casaccio.
P. Ecco, PUO' dimostrare, dici. Nulla di certo dunque...
S. Non pretendo certezza alcuna nobile amico. Però... però mi sembra che i tuoi discorsi, oltre a non fornire certezza alcuna siano logicamente incoerenti. Ed un discorso incoerente non dimostra nulla, sarai d'accordo penso
P. E come no? Ma... perché il mio discorso sarebbe incoerente?
S. Tu dici che in Italia ci sono più contagiati solo perché noi i contagiati li abbiamo scoperti facendo più controlli, è vero?
P. Certo, questo io dico.
S. Ma, dimmi: in Italia sono stati fatti forse controlli a tappeto?
P. Direi di no.
S. Siamo stati controllati tutti?
P. No.
S. E' vero, io ad esempio non sono stato controllato, ed anche nessuno dei miei amici.
P. Certo.
S. Chi è stato controllato?
P. Beh... di solito chi telefonava agli appositi centri denunciando dei sintomi preoccupanti.
S. Quindi non è vero che si sono trovati i contagiati perché sono stati fatti più controlli. Al contrario, si sono fatti più controlli perché c'era in giro un maggior numero di contagiati.
P. ma questi sono vani sofismi o Socrate! Mi fai venire il mal di testa con il tuo svolazzare da un concetto all'altro!
S. Mi spiace per il tuo mal di testa, nobile Ponte. So bene che mente eccelsa si nasconda in quella testa possente! Però... così stanno le cose. Tu sei partito spiegando i contagi con i controlli e, visto che sei onesto intellettualmente (è così vero?) devi ora riconoscere che sono i controlli a dover essere spiegati con i contagi. Al massimo puoi divertirti a girellare in quello che in logica si chiama circolo vizioso: a spiegare cioè i contagi coi controlli ed i controlli coi contagi. Un giochetto che non dimostra assolutamente nulla.
P. E cosa resta se nulla può essere dimostrato?
S. Restano i nudi fatti nobile amico. I dati che ci dicono che l'Italia da te egregiamente governata è al terzo posto nel mondo per numero di contagiati.
P. Basta o Socrate, coi tuoi discorsi mi fai scoppiare a testa, ti saluto.
S. Arrivederci, eccellente persona.
P. Addio Socrate!

venerdì 14 febbraio 2020

PROCESSO ALLA POLITICA

Mi sembra che siano in molti a non aver capito la gravità della decisione Presa dal senato dando via libera al processo contro Salvini.
Lo si è detto e ripetuto fino alla noia: il senato doveva decidere se Salvini avesse agito per tutelare, bene o male, non è questo il punto, un interesse nazionale. Ma tutelare interesse nazionale vuol dire compiere un atto politico. Bloccando per 4 giorni la “Gregoretti” Salvini ha o non ha compito un atto politico? Questa la domanda vera. Non si trattava di stabilire se quell'atto politico fosse giusto o sbagliato, buono o cattivo, accettabile o inaccettabile, si trattava "solo" di decidere della sua natura politica. Bloccare lo sbarco dei migranti in attesa di garanzie sul loro ricollocamento doveva configurarsi alla stregua di contrattare una tangente, scippare una vecchietta, stuprare una ragazzina? Questo, solo questo, il punto da decidere. Come spesso accade basta fare la domanda giusta per avere la risposta.
Che bloccando la "Gregoretti" Salvini abbia compiuto un atto politico mi sembra assolutamente incontestabile, neppure i suoi nemici più accaniti lo contestano, mi pare. Salvini ha difeso misure come quella presa a proposito della "Gregoretti" in tutte le sedi. Ha chiesto voti agli elettori promettendo misure simili; se non di atti politici si trattasse ma di reati Salvini avrebbe dovuto esser indagato per apologia di reato già durante la campagna elettorale. Qualcuno immagina un candidato al senato che esalta nei suoi comizi corruzione, stupri ed omicidi?
Il blocco della “Gregoretti” quindi è stato un atto politico. Magari sbagliato, brutto, inaccettabile, ma POLITICO. E degli atti politici decidono i parlamenti ed il corpo elettorale, non la magistratura.
Invece NO. Col voto dell'altro ieri il senato ha deciso che la magistratura può decidere su atti politici, può cioè trasformare in reati determinate azioni politiche.
Un giudice dovrà stabilire se bloccare per qualche giorno la “Gregoretti” sia stato o meno sequestro di persona. Con la stessa logica potrebbe domani decidere che una riduzione delle tasse equivale a “voto di scambio”, o il via ad una grande opera a “disastro ambientale”. Qualcuno ricorda il caso Moro? Allora tutti i partiti tranne il PSI decisero di non trattare in alcun modo con le BR. Questa decisione costò la vita al leader democristiano. Oggi, con la logica che porta Salvini al processo, qualcuno potrebbe indagare per “omicidio preterintenzionale” i politici che rifiutarono la trattativa.
La decisione del senato sul caso Salvini costituisce un colpo gravissimo al principio della separazione dei poteri. Consentendo alla magistratura di criminalizzare atti politici le si consente nei fatti di legiferare. Una scelta di gravità enorme.
Pd e M5S sono talmente ansiosi di distruggere per via giudiziaria un nemico politico da non arretrare di fronte a nulla, neppure a misure che fanno letteralmente a pezzi il poco che resta in Italia dello stato di diritto. Vanno fermati, per il bene di tutti.

mercoledì 12 febbraio 2020

SETTE PUNTI SU UN PROCESSO INDECENTE

Il senato, come previsto, ha votato a favore della autorizzazione a procedere contro Salvini. Alcune considerazioni, per punti.
1) Il fatto che Salvini si sia dichiarato favorevole a farsi processare non diminuisce di un millimetro la gravità della decisione odierna, Se l'Italia fosse un paese normale, con una magistratura davvero e per intero non politicizzata, con forze politiche che mirano a vincere nelle urne e non nelle aule giudiziarie il procedimento a carico di Salvini non sarebbe neppure iniziato.
2) Salvini dice, DEVE dire, SI al processo NON per “difendersi” ma per attaccare, per trasformare il processo a suo carico in un processo, sorretto da una massiccia mobilitazione popolare, a carico di chi vuole trasformare in crimine la lotta alla immigrazione clandestina. Se impostasse diversamente la sua “difesa” commetterebbe un errore gravissimo.
3) La posizione di quanti dicono che Salvini deve difendersi “nel” processo e non “dal” processo è di una ipocrisia intollerabile. Il processo non dovrà appurare i fatti: i fatti sono chiarissimi, né dovrà stabilire la colpevolezza o l'innocenza dell'imputato. Dovrà solo stabilire se bloccare una nave carica di migranti in attesa di stabilire chi debba farsene carico sia o non sia un reato.
4) Salvini non ha commesso il suo (MOLTO) presunto crimine di nascosto. Ha operato alla luce del sole. Il suo partito lo ha sostenuto, lo hanno sostenuto i milioni di italiani che hanno votato lega. Se Salvini è un criminale sequestratore chi ha votato lega simpatizza per i criminali e la lega è una organizzazione criminale che va messa fuorilegge. Propongano questo Grillo e Zingaretti, siano, una volta in vita loro, seri e coerenti!
5) Particolarmente vomitevole la posizione dei “grillini”. Salvini ha commesso il suo (MOLTO) presunto crimine quando era ministro di un governo in cui LORO erano la forza maggioritaria. Se agiva da criminale perché non lo hanno bloccato, sconfessato, denunciato al paese?
6) Anche questo governo ha tenuto ferme navi cariche di migranti per ben più di quattro giorni. A quando un processo per la signora Lamorgese?
7) In una parola, per concludere: il processo a Salvini dovrà stabilire se chi governa l'Italia (chiunque sia) ha o non ha il diritto di decidere la politica migratoria del paese o se la gestione della stessa va demandata alle ONG, agli scafisti o a magistratura democratica. La scelta è SOLO questa, altro che “innocenza” o “colpevolezza” di Salvini!!!

domenica 26 gennaio 2020

LE ELEZIONI DI IERI

In altri momenti i risultati delle elezioni di ieri in Emilia Romaga e Calabria sarebbero stati considerati una grande vittoria del centro destra.
Alla vigilia del voto entrambe le regioni erano in mano al centro sinistra, l'Emilia è la regione rossa per eccellenza, da sempre governata da giunte di sinistra. Ebbene, in Calabria il centro sinistra subisce una autentica disfatta. In Emilia il candidato del centro sinistra vince bene ma non trionfa. A livello di voti per le singole liste il PD si conferma il primo partito della regione, ma è tallonato dalla lega; stesso discorso per le coalizioni. Solo in lieve vantaggio quella di centro sinistra. In altri tempi simili risultati sarebbero stati accolti a sinistra con autentica paura.
Ma non siamo in altri tempi, questo è il punto. E' inutile nasconderselo: la partita politicamente decisiva si giocava in Emilia Romagna. Salvini puntava a conquistare la regione rossa per eccellenza, convinto che se l'impresa gli fosse riuscita il governo avrebbe avuto i giorni contati. L'impresa non è riuscita e quella di ieri può essere considerata una battuta d'arresto per Salvini, e, più in generale, per il centro destra. Questo è innegabile.
Si tratta di una grande, storica, inversione di tendenza, come sembra credere, non so quanto in buona fede, qualcuno? NO, assolutamente NO.
Il fatto stesso che in una regione come l'Emilia, rossa per definizione, la coalizione di centro destra talloni da vicino quella di centro sinistra sta lì a dimostrare che se Zingaretti può tirare un sospiro di sollievo non ha motivo alcuno per abbandonarsi a facili trionfalismi. A livello nazionale lui ed il governicchio del signor Nulla, detto anche Giuseppe Conte, sono largamente minoritari; lo scampato pericolo in Emilia non cambia di certo questo dato fondamentale.

A proposito di governicchio: un dato importante delle elezioni di ieri è il crollo verticale, rovinoso, del M5S. Nel parlamento nazionale il M5S resta di gran lunga il primo partito, ma si tratta di un partito in pieno disfacimento. La sua forza nel paese è praticamente inesistente, come dimostrano invariabilmente TUTTE le tornate elettorali. In parlamento l'armata Brancaleone dei 5S è unita solo dall'istinto di sopravvivenza. Vogliono rimandare il più possibile le elezioni politiche perché sanno benissimo che queste segneranno la loro scomparsa. Se mi è concesso un paragone decisamente macabro, ricordano i condannati alla pena capitale che chiedono di continuo rinvii dell'esecuzione, perché, tutto sommato, è sempre meglio vivere qualche mese in più...
Ma, questo è il punto, un partito in simili condizioni può davvero fornire un valido sostegno al governicchio del signor Nulla? E' quanto meno lecito dubitarne. Un partito in pieno disfacimento è inevitabilmente soggetto a forti tendenze centrifughe. Come gli eserciti, anche in partiti in rotta sono colpiti dalle diserzioni. Pensare che un partito come i 5S, composto tra l'altro da persone di scarsa cultura politica, ne sia immune è del tutto irrealistico.
Le elezioni in Emilia non hanno segnato, quindi, la spallata che avrebbe dovuto far cadere il governo, per inciso, sono convinto che il governo non sarebbe caduto comunque, anche se il centro destra avesse conquistato l'Emilia. Ma non lo mettono neppure al sicuro, meno che mai lo blindano. Comunque... staremo a vedere.

Un'ultima considerazione riguarda il movimento delle “sardine”. In effetti le “sardine” hanno contribuito alla vittoria in Emilia di Bonaccini. Nulla invece la loro influenza in Calabria, a conferma del fatto che non si tratta di un movimento nazionale. In ogni caso, la loro mobilitazione contro la “marea nera”, i loro strilli contro il “mostro” Salvini sono stati un autentico richiamo della foresta che ha convinto molti elettori del PD, stanchi e delusi del loro partito, a tornare al voto. Sarà bene che il centro destra la smetta di sottovalutare questi signori, li affronti a viso aperto senza farsi intimorire dalle loro continue provocazioni. Le “sardine” sono oggi, coi resti dei 5S, quanto di peggio esiste sul mercato politico. Rappresentano l'ala più forcaiola, illiberale, totalitaria della sinistra italiana. Vanno combattute a viso aperto, a tutti i livelli, senza attestazioni di “simpatia” o di “comprensione”. Prima tutti, ma proprio tutti, lo capiscono, meglio è.

lunedì 13 gennaio 2020

ADDIO ROGER SCRUTON



E' morto Roger Scruton. Un filosofo, un filosofo VERO, uno dei pochi che oggi meritino davvero questo nobile appellativo.
Bellissima la sua “filosofia moderna, compendio per temi”, un viaggio, non cronologico ma tematico, da Cartesio ai nostri giorni nel corso del quale Scruton accompagna il lettore dentro ai grandi, eterni, problemi della riflessione filosofica. La verità, il significato, il linguaggio, la logica, l'essere, la possibilità della conoscenza, la moralità, la libertà ed il determinismo, l'amore ed il sesso, la vita e la morte.
“Filosofia moderna compendio per temi” è un'opera “difficile”. Altre sono di più facile lettura, anche se mai superficiali, sempre profonde. “Guida filosofica per tipi intelligenti”, ad esempio, una sorta di sunto della “Filosofia moderna compendio per temi” e poi “Del buon uso del pessimismo”, “essere conservatore”, “l'occidente e gli altri”, “sulla natura umana”. Opere che tengono allenato il cervello e comunicano spesso all lettore un profondo, piacevolissimo senso di appagamento.

Come la scienza autentica la filosofia, la buona, sana filosofia, trova il difficile nel facile, scopre grandi problemi dietro a cose apparentemente banali. La mela di Newton, ad esempio. Nulla è tanto banale quanto una mela che cade dall'albero, ma dietro a quel cadere si cela un problema scientifico e filosofico enorme. Nel contempo la buona filosofia demistifica ciò che è solo apparentemente difficile. Dietro a tanti discorsi pseudo filosofici, a paroloni incomprensibili, a pagine illeggibili si celano molto spesso solo sciocche banalità che lo stile ermetico cerca abilmente di camuffare. Scruton ha denunciato più volte queste banalità pseudo profonde di tanti pseudo filosofi contemporanei. “I professori di discipline umanistiche” scrive nel Buon uso del pessimismo “impararono dai loro mentori francesi che esiste un modo di scrivere che sarà sempre considerato “profondo” solamente a patto che sia: A sovversivo e B incomprensibile”. Si tratta, scrive Scruton, di difese contro la verità. Si contrappone alla verità la banalità, debitamente resa ermetica. Vecchi trucchi.

Scruton era un conservatore. Non un reazionario, non un nemico del progresso. Conservatore non significa questo. E' conservatore chi capisce che i passi avanti si fanno nella continuità storica. La novità assoluta, lo stravolgimento di tutto non è progresso, è nichilismo, l'esatto contrario del progresso. Ed era un identitario. Non un uomo chiuso al dialogo, al confronto. Identitario non significa questo. E' identitario chi sa che ci si può confrontare con altri solo a partire da ciò che si è. La difesa della propria identità è la premessa di ogni dialogo e di ogni confronto. Lo smarrimento della identità al contrario annulla la possibilità stessa di entrambi. E', di nuovo, una forma di nichilismo.
Per queste posizioni Scruton è stato perseguitato dai sacerdoti del politicamente corretto. Presidente della commissione Building Better, il cui ruolo è quello di fare proposte per risolvere la crisi abitativa in Gran Bretagna, è stato estromesso dalla carica dopo che si era permesso di criticare il concetto di “islamofobia”, da lui correttamente definito un pretesto per impedire ogni critica all'Islam.
Eppure oggi parlano bene di lui, ipocritamente, anche coloro che del politicamente corretto hanno fatto una religione. Nulla di cui stupirsi. L'ipocrisia è per certi personaggi una seconda pelle.
Inutile però perdersi in polemiche con gente da poco. Roger Scruton ci ha lasciati, questa è la notizia davvero importante, e tristissima. Da oggi la cultura occidentale è molto più povera.

lunedì 6 gennaio 2020

IRAN E TOLLERANZA RELIGIOSA

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Una delle barzellette più esileranti che girano in questi giorni sui media ed in rete è quella che ci racconta di un Solaimani prode difensore dei cristiani e di un Iran tollerante nei confronti di ebraismo e cristianesimo.
In effetti Solaimani ha combattuto contro l'Isis, ma questo non fa di lui un nemico del fondamentalismo per il semplicissimo motivo che da sempre l'Islam è teatro di scontri fra opposti fondamentalismi. Se aver combattuto l'Isis fa di Solaimani un campione della tolleranza religiosa l'eliminazione di Ernst Rohm e delle camicie brune trasforma Hitler in un eroico oppositore del nazismo e la fucilazione di numerosissimi comunisti, staliniani compresi, fa di Giuseppe Stalin il leader dell'anticomunismo mondiale. Non sarebbe ora di piantarla con le idiozie?

Ma veniamo al punto più importante. L'Iran è davvero un paese tollerante nei confronti delle religioni non islamiche? Per verificarlo andiamo a vedere cosa dice la costituzione iraniana.
L'articolo 13 di detta costituzione sembra essere ispirato a principi di tolleranza, dice infatti:

“Gli Zoroastriani, gli Ebrei e i Cristiani sono le sole minoranze religiose riconosciute, ed entro i limiti della legge sono liberi di compiere i propri riti e cerimonie religiose, e nei contratti giuridici privati e nell’insegnamento religioso sono liberi di operare secondo le proprie norme”.

E' inquietante che ci si riferisca solo a tre minoranze religiose, zoroastriani, ebrei e cristiani, con esclusione, ad esempio, di buddisti ed induisti e val la pena di chiedersi quali diritti siano garantiti ai non credenti, ma non andiamo troppo per il sottile. Ebrei, cristiani e zoroastriani possono “compiere i propri riti”, “entro i limiti della legge”. L'occidentale politicamente corretto, amico dell'Iran ed ammiratore di Solaimani, ci ricorda che il richiamo ai limiti della legge è assolutamente ovvio: nessun rito religioso può essere contrario alla legge, in Iran come in Italia o in Gran Bretagna, quindi l'articolo 13 della costituzione iraniana dimostra che l'Iran è davvero laico e tollerante. Evviva!!!
Però... però viene spontanea una piccola domandina: di QUALE legge si tratta? Di una legge laica? Della legge di una stato che accetta la divisione fra sfera civile e sfera religiosa della vita sociale? Vediamo un po'....

L'articolo 1 della costituzione iraniana afferma:

“Lo Stato dell’Iran è una Repubblica Islamica che la nazione iraniana, sulla base della fede tradizionale nel governo della verità e della giustizia [rivelato] nel Corano, in seguito alla vittoria della Rivoluzione Islamica guidata dall’Ayatollah Al-Uzma lmam Khomeini, ha approvato con il Referendum Nazionale svoltosi il 10 e l’11 Farvardin 13581 (corrispondenti al 30 e 31 Marzo 1979)...”

Alla base dello stato e delle sue leggi sta quindi IL CORANO, e questo la dice lunga su quali siano i “limiti” che la legge impone all'esercizio di fedi diverse da quella islamica.
Per fugare ogni dubbio basta comunque leggere l'articolo 4 della Costituzione iraniana:

“Tutte le leggi civili, penali, finanziarie, economiche, amministrative, culturali, militari, politiche e di altro tipo, e tutte le normative, devono essere fondate sui precetti islamici. Il presente articolo si applica in modo assoluto e universale a tutti gli altri articoli della Costituzione come pure ad ogni altra norma e regola, e i giuristi islamici che compongono il Consiglio dei Guardiani sono giudici in questa materia.”

TUTTE le leggi, TUTTE le normative devono fondarsi su principi islamici. E questo precetto vale anche per tutti i restanti articoli della costituzione iraniana. E chi giudica se leggi, norme o addirittura articoli della costituzione sono davvero ben fondati su precetti islamici? Un consiglio di giuristi islamici!
Dunque, ebrei, cristiani e zoroastriani possono esercitare il proprio credo nei limiti di una legge che è integralmente e radicalmente una legge islamica, sotto il controllo di un consiglio di giuristi islamici! Cosa direbbero gli occidentali politicamente corretti se in Italia fosse consentito a musulmani o buddisti di ”esercitare i propri riti” entro i limiti di una legge integralmente e radicalmente basata sui testi sacri cristiani? Lascio immaginare...
La cosa è ancora più grave se si tiene conto del fatto che l'Islam è una religione totalizzante e totalitaria: riguarda cioè la vita degli esseri umani nella sua totalità Tutto, dai rapporti fra marito e moglie a quelli fra genitori e figli, dal cosa si mangia al come ci si veste, dalla speculazione filosofica allo sport ed al divertimento è sottoposto a regole molto rigide ispirate alla religione di stato. E queste regole riguardano non i soli musulmani ma tutti coloro che vivono in uno stato islamico, anche quelli che islamici non sono. Ai tempi della rivoluzione komeinista, su un aereo che sorvolava lo spazio aereo iraniano non si potevano servire alcoolici ai passeggeri, a tutti i passeggeri, non solo a quelli di fede musulmana. Non so se questa norma sia ancora in vigore, ma non credo sia oggi possibile ad una donna, sia o non sia questa di fede musulmana, di passeggiare in minigonna a Teheran. Nasrim Sotoude, avvocatessa iraniana che ha difeso donne "ree" di essersi tolte il velo è stata condannata, nel "tollerante" Islam a 38 anni di carcere e 148 frustate. Più tolleranti di così...

E' inutile continuare. La cosiddetta “tolleranza religiosa” in vigore in Iran altro non è che la tolleranza che si concede ai dhimmi. I dhimmi sono i sudditi non musulmani di uno stato governato dalla sharia, la legge islamica. Sulla base di un patto di protezione ai dhimmi è concesso di esercitare la propria fede. Spesso per questo “privilegio” i dhimmi erano costretti a pagare una tassa allo stato islamico, sempre dovevano e devono accettare una condizione sociale assolutamente subordinata. “Potete anche pregare il vostro Dio, ma non dovete far nulla che noi islamici possiamo ritenere “offensivo”, se osate farlo il patto di protezione si rompe e per voi sono guai”. Questa in soldoni la “tolleranza” nei confronti di "zoroastriani, cristiani ed ebrei". Val la pena di aggiungere che la condizione di dhimmi è sempre provvisoria. La teocrazia al potere può rompere il patto quando vuole, ovviamente.
Per molti occidentali “dialoganti” questa sarebbe una condizione di “tolleranza”! Pronti a sostenere le rivendicazioni dei musulmani che vivono in Italia quando si tratta di costruire nuove moschee questi signori neppure si chiedono se esistono, ad esempio, sinagoghe a Teheran o a Gaza, e come zoroastriani, cristiani ed ebrei possono “celebrare i loro riti” nella “tollerante” repubblica islamica iraniana.
E' tristissimo doverlo constatare: molti occidentali scambiano la dhimmitudine per tolleranza perché hanno acquisito essi stessi una mentalità da dhimmi.