venerdì 11 giugno 2010

Spigolature

Si strilla molto, in questi giorni, contro la cosidetta "legge bavaglio". Non si potranno pubblicare i testi delle intercettazioni! Questo è un attacco alla libertà di stampa! "Rivolta della società civile" tuonano molti giornalisti che scambiano il loro sindacato con la società civile ed il proprio ombelico col centro del mondo.
Vediamo di fare chiarezza. Una intercettazione è uno strumento giuridico. E' qualcosa che serve a stabilire se Tizio è o non è colpevole di qualche reato. Tizio dice X, viene intercettato ed in effetti X sembra provare la responsabiltà di Tizio. Però Tizio ha detto anche Y e Z, può giustificare X, può dire che ha detto X senza aver davvero intenzione di compiere quel certo reato, può esibire testimonianze o prove materiali che riducono o addirittura annullano la portata di X. Tutto questo nella intercettazione data in pasto alla stampa scompare, resta solo X, e con X resta la sensazione che Tizio sia, senza dubbio alcuno, colpevole. Da strumento di prova, da esaminarsi in sede di dibattimento processuale, l'intercettazione si trasforma in arma di sputtanemento mediatico. Tizio dice a Caio: "gran bella gnocca quella ballerina! Per una così venderei appalti anche al al diavolo!" Viene intercettato, "la Repubblica" e "il fatto quotidiano" pubblicano l'intercettazione e Tizio diventa subito colpevole, agli occhi di centinaia di migliaia di persone. Il suo matrimonio va in crisi, tutti lo evitano, diventa il simbolo del male e della corruzione, poi magari, venti anni dopo, arriva la sentenza definitiva di assoluzone, ma.. nessuno ci bada, ormai. Regolare simili situazioni per qualcuno equivale ad "imbavagliare la stampa", è incredibile!

All'Aquila i magistrati indagano sulle responsabilità del terremoto. Si, del terremoto, non del fatto che certe abitazioni fossero costruite male. Gli scienziati avrebbero dovuto prevedere il sisma, magari ordinare l'evaquazione della città. Se l'avessero ordinata e non fosse successo nulla oggi sarebbero indagati, con tutta probabilità, per "procurato allarme"!
Ma il fatto più mostruoso è un altro. Un alto magistrato dell'Aquila ha affermato di sperare che le indagini portino a dei risultati in sintonia coi desideri della gente! Si indaga per dar soddisfazione alle masse insomma! Ognuno di noi sotto sotto desidera che di ogni cosa ci sia un colpevole. E' duro subire una sventura e non potersela prendere con nessuno: dà un teribile senso di impotenza, fa sentire deboli, indifesi. Molto meglio se di quel lutto, di quella sciagura c'è un colpevole, qualcuno da poter insultare, punire, additare al pubblico disprezzo. I magistrati indagano sperando che ci sia, questo colpevole, e, come si sa, se si spera che un colpevole ci sia di solito lo si trova! Certe vicende italiane fanno venire in mente la caccia all'untore di manzoniana memoria...

mercoledì 2 giugno 2010

Lapidazione



E' una ragazza irachena di 22 anni, riconosciuta "colpevole" del "reato" di adulterio e condannata alla lapidazione. Il fatto è avvenuto nel 2006, in un villaggio a 320 chilometri da Bagdad, controllato da terroristi filo Al qaeda. La ragazza è stata lapidata con pietre non troppo piccole: non la uccidono, nè troppo grosse: la avrebbero fatta morire subito abbreviando i tempi e le sofferenze dell'agonia.
La foto è dedicata a tutti i relativisti culturali, a quelli che dicono: "è la loro cultura". E' dedicata a coloro che ogni giorno sparano merda contro Israele e gli Stati Uniti, è dedicata alle femministe sempre pronte a denunciare ogni violazione dei diritti delle donne, se queste violazioni avvengono in paesi occidenatli. E' dedicata a coloro che credono che la nostra cultura sia all'origine di tutti i mali del mondo, che si indignano per i crimini commessi dalla Chiesa cattolica al tempo della sacra inquisizione ma non hanno nulla da dire per ciò che di orrendo avviene oggi in moltissimi paesi, spesso molto vicini a noi. E' dedicata ai dialoganti ad oltranza, a chi non si schiera, a chi guarda a questo orrore sospirando meste parole sulla "follia degli uomini", indifferenziata follia di indifferenziati uomini.
E' dedicata a chi critica tale orrore, a chi dice: "ho firmato un appello contro la lapidazione"! Si, ha firmato un appello e poi è sceso in piazza a manifestare. Manifestare contro chi, contro cosa? Contro i boia che lapidano le adultere? No, contro Israele e gli Stati uniti, insieme a quei boia...
Insomma, è dedicata a tutti gli ipocriti trasudanti falsa bontà che infestano l'occidente.

venerdì 21 maggio 2010

La cellula sintetica

La scoperta (o l'invenzione?) della cellula sintetica pone problemi filosofici (ed etici, ma l'etica fa parte della filosofia...) enormi, che, ovviamente, non sfiorano neppure le candide testoline dei giornalisti che la stanno commentando, in questi giorni, dai teleschermi. Dobbiamo rassegnarci: ci sarà chi si sentirà "molto preoccupato", chi felice, chi perplesso, sentiremo molte banalità sulla natura, sull'umana "volontà di potenza" (ma.. è davvero tanto, e sempre, detestabile la volontà di potenza?), sarà difficile, temo, sentire qualche discorso che valga la pena di essere preso sul serio... pazienza.

Siamo solo un insieme i reazioni chimiche? E, se è così, che ne è della nostra libertà? E se la libertà non esiste che senso ha discutere della scoperta (o invenzione) di Venter? I miei, come i tuoi, i suoi, i loro argomenti altro non sono in questo caso che il risultato di qualche reazione chimica che, proprio ora, si compie nella mia (o tua, o sua, o loro..) testolina... e se la libertà è una illusione, se tutto è chimica, come possiamo definire "scoperta, o invenzione, o... chiamiamola come vogliamo quella di Venter? Questa "scoperta" era già fissata da sempre nel "gran libro della natura", non è una scoperta, è una reazione chimica fra le tante... altro che uomo che diventa Dio: se il riduzionismo scientifico è, nella sua totalità, vero, non esiste Dio, e non esistono neppure, a rigore, gli uomini, rassgnamoci.

A prescindere da interrogativi di questo tipo, la scoperta di Venter non trasforma l'uomo in un nuovo Dio, e questo per il semplice motivo che neppure questa scoperta lo pone al di sopra della datità. Dio, se c'è, è l'unico essere non dato, è l'essere che pone sè stesso, e che non è dato nel porsi, è "causa sui", come diceva il vecchio Spinoza. L'uomo, anche nei momenti in cui sembra essere molto simile a Dio, è, sempre, inesorabilmente, un essere dato. Può cambiarsi fin che vuole, può cercare di autocrearsi ma deve, sempre, partire dal dato, da qualcosa che non può spiegare, meno che mai può creare, qualcosa di cui può solo prendere atto. Siamo nel mondo come dati, è la nostra condizione ed anche le nostre scoperte più sconvolgenti ed importanti, e belle! Si, dannazione, belle, come quella di Vanter! Anche quelle sono opera di esseri dati che operano su un materiale dato. Non siamo Dei, nessuno di noi è Dio. Anche con la cellula sintetica la distanza che ci separa da Dio è immensa. Purtroppo, o... per fortuna.

mercoledì 19 maggio 2010

duemilioni e mezzo di euro

Pare che Santoro, finito "anno zero", lascerà la Rai (io però non ci giurerei...) ed avrà come liquidazione, per alcuni anni di "duro lavoro", la modesta somma di 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) euro. E si, una bazzeccola, quasi cinque miliardi delle vecchie lire... pinzillacchere, sciocchezzuole. La cosa non mi esalta ovviamente, ma non voglio fare il moralista. Qualcuno potrebbe dire che la grande maggioranza dei comuni mortali una cifra simile non la guadagna in tutta la vita, qualcun altro potrebbe sussurrare che un nemico del capitalismo come Santoro una simile liquidazione non dovrebbe proprio accettarla, meno che mai investirla, magari in azioni o in fondi comuni internazionali! Però... bando al populismo! Francamente l'entità della cifra non mi scandalizza, a scandalizzarmi è invece un'altra cosa, assai più importante, a mio avviso.
Il mondo è pieno di attori, campioni di vari sport, artisti o presunti tali che sono letteralmente sepolti dai soldi, gente che spende in dieci minuti ciò che un normale essere umano guadagna in dieci anni; la cosa mi lascia francamente indifferente, anche se spesso mi infastidisce la sfacciata esibizione di ricchezza cui certi personaggi a volte si lasciano andare. Divi del rok o campioni di basket possono spendere e spandere solo perchè esistono al mondo milioni di esseri umani disposti a pagare per assistere ai loro concerti, avere in casa i loro CD, andare allo stadio e vederli impegnati in una competizione sportiva. Se tutti fossero come me, Madonna sarebbe, letteralmente, costretta a chiedere l'elemosina agli angoli delle strade, però... per uno come me che non ha mai comprato un CD nè assistito ad un concerto di Madonna, ce ne sono molti altri che per quei Cd e quei concerti sono disposti a tirare fuori tanti bei soldini.. sono loro a fare ricca Madonna, e ciò che vale per Madonna vale per Bono, o Jordan, o Maradona... lamentarsi di un fatto simile è sciocco; io stesso del resto, se non ho contribuito ad arricchire Madonna ho fatto qualcosa per rendere ricco, che so io, Karajan, ognuno ha i suoi peccati...
Per Santoro e quelli come lui però le cose sono diverse. Questi personaggi non sono pagati, se non in minima parte, per il loro successo sul mercato, sono pagati, in base a considerazioni politiche, da un ente pubblico che usa per pagarli i soldi dei contribuenti, e questo senza che nessuno venga a chiedere ai contribuenti se sia giusto, lecito, morale che i loro soldi vengano spesi in quel modo. Nessuno mi obbliga a comprare un CD di Madonna, però sono obbligato a pagare il canone, e non posso, se permettete, non incazzarmi quando vedo che i soldi che io, comune mortale, sono costretto a pagare vengono spesi per dare una liquidazione milionaria ad un tipo come Santoro!!!
Il problema è tutto qui, senza strilli, populismi e demagogie. Molti politici, dirigenti di grandi enti pubblici, Rai in testa, vari menager e boiardi di stato, considerano roba loro dei soldi che invece roba loro non sono! Pensano di poter spendere come cazzo gli pare del denaro che è dei cittadini e che dovrebbe servire, così dicono i manuali di scienza delle finanze, per finanziare servizi collettivi, opere pubbliche, strade, ospedali, acquedotti. Ed anche la Rai dovrebbe avere una finalità "sociale": dovrebbe tutelare a livello mediatico le ragioni della cultura, della profondità di pensdiero, dell'arte, ragioni che sono spesso soccombenti in un'ottica unicamente mercatista. Invece come usano i nostri soldi i dirigenti Rai? Per pagare liquidazioni milionarie a Michele Santoro!!! Sono o non sono giustificato ad incazzarmi? Come una belva?

lunedì 10 maggio 2010

La crisi greca

E così la crisi riparte, dalla Grecia ora, non più dalla lontana e liberista America, ma dal cuore stesso dell’Europa. La Grecia è sull’orlo del fallimento, e non è la sola a trovarsi in una situazione tanto drammatica: la Spagna, la esaltatissima Spagna di Zapatero, additata per anni come modello positivo, naviga in acque non molto migliori. Mentre l’Italia riesce a cavarsela, malgrado un quadro istituzionale antiquato, la guerra che parti consistenti della magistratura hanno dichiarato al governo ed al suo leader, l’azione spesso irresponsabile di una opposizione capace solo di strillare, le stesse divisioni interne alla maggioranza, mentre l’Italia, dicevo, resta a galla sono proprio i paesi europei più amati dalla italica sinistra a trovarsi sull’orlo dell’abisso.. forse non è un caso.

Molti hanno parlato e parlano, a proposito della crisi Greca, del ruolo della speculazione. Ora, la speculazione esiste ed è certamente un fattore molto negativo in crisi come questa. Ma, fare della speculazione la causa scatenante della crisi è del tutto fuori luogo, serve solo ad occultare i problemi.

Si può speculare al ribasso ma si può speculare anche al rialzo, molti oggi tendono a dimenticarlo, questo elementare fatterello. Gli speculatori possono scommettere sull’indebolimento di una certa economia, ma possono scommettere anche sul suo rafforzamento. Il problema è proprio questo: perché la speculazione scommette oggi sulla crisi, forse addirittura sul tracollo della Grecia? Perché lo stesso euro appare oggi nell’occhio del ciclone? La risposta è molto semplice. Si scommette sull’indebolimento dell’economia greca, e forse europea, perché questa economia da ampi, addirittura drammatici, segnali di debolezza. La Grecia è, letteralmente, senza soldi, quindi rischia l’insolvenza: l’origine della crisi è tutta qui. I nodi vengono al pettine: non si possono spendere soldi che non si hanno, non si può vivere in eterno al di sopra delle proprie possibilità. Se qualcuno, privato cittadino o popolo che sia, lo fa, beh.. prima o poi deve pagare il conto, e la cura allora è molto, molto dolorosa. E’ comprensibile il malessere di quei greci che si vedranno tagliati salari e pensioni, meno comprensibile è l’atteggiamento del sindacato che dimostra di non avere alcun senso di responsabilità.

Di fronte ad una crisi tanto drammatica e che rischia di contagiare tutto il vecchio continente, viene anche da chiedersi: perché la si è voluta allargare tanto, questa vecchia Europa?

L’Europa oggi non ha un’anima, e sono i vari leader europei i primi a non volere che l’Europa abbia un’anima. L’Europa non deve riconoscersi in una storia, in una tradizione, in alcuni valori comuni ed unificanti, non a caso dalla costituzione europea è stato escluso ogni riferimento alle radici cristiano giudaiche del vecchio continente. Per molti parlare di identità culturale europea significa cadere nel nazionalismo, nello sciovinismo, nella xenofobia. Nuda, priva di storia, radici, valori, identità l’Europa deve solo “aprirsi”! Aprirsi ad una immigrazione priva di limiti e controlli, aprirsi alle altre culture, aprirsi al… “dialogo”, dialogo con chi? E per che cosa? E come si fa a dialogare se si è privi di identità? Se non si è altro che un insieme di istituzioni burocratiche?

Finora l’Europa è stata unita solo a livello bancario: un mostro privo di anima ma assai attento al portafoglio. La crisi attuale però fa crollare anche questo fragile fattore unificante fra gli stati europei. Di nuovo, i nodi vengono al pettine. Smaniosa di allargarsi, allargarsi a tutti senza essere nessuno, l’Europa ha aperto la porta a paesi che erano finanziariamente ben lontani dal possedere i requisiti richiesti… le conseguenze rischiamo di pagarle tutti, e a prezzo carissimo, le stiamo già pagando, in verità. Una sola, provocatoria domanda: a parte ogni considerazione sulla cultura, le tradizioni, i valori, i livelli di democrazia di un paese come la Turchia, siamo certi che, anche a livello puramente finanziario, questo paese abbia davvero le carte in regola? O non bisogna porsele, queste domande, per paura di dire cose “politicamente scorrette”?

Certo, oggi bisogna intervenire per bloccare le conseguenze potenzialmente catastrofiche della crisi finanziaria. Però prima o poi, meglio prima, bisognerà pur iniziare a parlare di Europa al di fuori della retorica e delle banalità di maniera!

domenica 28 marzo 2010

Vittorio Feltri e l'ordine dei giornalisti

La sospensione di Vittorio feltri decisa dall'ordine dei giornalisti in relazione alla vicenda Boffo merita a mio parere alcune parole di commento.

1) Feltri pubblicò il dispositivo di una sentenza di condanna (patteggiata) a carico del direttore dell'"Avvenire" Dino Boffo. questa non è in discussione, la condanna c'è stata e nessuno la ha mai messa in discussione.

2) Oltre al dispositivo di condanna pubblicò un documento in cui si affermava tra l'altro l'omossessaulità di Boffo.

3) Su questo documento si concentrarono le critiche e le smentite. Feltri invitò Boffo, ed i suoi occasionali difensori, a rendere pubblici gli atti del procedimento a suo carico concluso con il patteggiamento della pena. Questi però non vennero resi noti in quanto secretati. Se fossero stati subito resi noti, come più volte richiesto da Feltri, ogni equivoco si sarebbe chiarito.

4) Le informazioni fornite dal famoso documento si rivelarono poi false. Feltri ammise subito l'errore e si scusò pubblicamente con Boffo. Va sottolineato che la falsità si limita alle informazioni del documento, non alla sentenza di condanna, che resta comunque la cosa più importante.

Questi i fatti. Ora, sempre rapidamente e per punti, qualche commento.

1) Affermare che Boffo (o chiunque altro) è omossessuale non significa insultarlo.

2) In Italia tutto è secretato, meno gli atti delle innumerevoli indagini a carico del presidente del consiglio. Queste sono note a quotidiani come "la repubblica" o "Il fatto quotidiano" prima che alla persona indagata. Si tratta di uno scandalo inconcepibile in qualsiasi altro paese occidentale, scandalo che non suscita indignazione alcuna negli italici difensori della libertà.

3) Feltri in tutta la vicenda si è comportato in maniera corretta. Ha pubblicato una notizia sostanzialmente vera, ha chiesto che venissero resi noti i documenti capaci di smentire alcuni fatti connessi a tale notizia, si è scusato quando è emerso che questi fatti erano non veri. Magari facessero così altri giornalisti che non chiedono scusa neppure quando sono condannati per diffamazione (ogni riferimento a Marco Travaglio è voluto).

4) La sospensione decretata dall'ordine a carico di Feltri è quindi un gesto fazioso non a caso diretto contro un giornalista scomodo, le cui idee si possono o meno condividere, ma a cui non si può negare il gran pregio della coerenza.

5) L'ordine dei giornalisti è una istituzione feudale, una corporazione che non ha alcun senso se non quello di difendere i giornalisti "ufficiali" dalla concorrenza e conferire ad un branco di burocrati un gran potere di controllo sulla carta stampata.

6) In Italia esiste davvero pericolo per la libertà di espressione. E uno dei pericoli maggiori viene proprio da coloro che si mobilitano in "difesa" di questa fondamentale libertà. Tanto per essere chiari, immaginiamo l'Italia retta da un governo presieduto da Antonio di Pietro, con De Magistris ministro della giustizia, Santoro ministro della pubblica istruzione e Travaglio a capo di un ministero di nuova formazione: quello sui media e l'educazione popolare. In una simile Italia ci sarebbe più o meno libertà, libertà in generale e libertà di informazione? Ognuno ci faccia un pensierino.


martedì 23 marzo 2010

Marco Travaglio

Culturalmente, politicamente e moralmente Marco Travaglio è una nullità, visto però che si tratta di una nullità che vanta un certo numero dei seguaci, e che ci è imposta in programmi televisivi pagati coi soldi dei contribuenti, può valere la pena di riportare e commentare alcune sue affermazioni. Ho letto in rete un suo articolo: "l'armadio degli scheletri", turiamoci il naso e dedichiamogli un po' di attenzione.

Così esordisce Marco: "per un giornalista, le condanne per diffamazione sono incerti del mestiere, come i tamponamenti per un tassista che passa la sua giornata in automobile, come le uscite fuori pista per i piloti di formula uno, come le papere per un portiere o i gol sbagliati per un centravanti".
Dare de ladro a Tizio o del pedofilo a Caio sarebbe un normale incerto del mestiere, con questo ragionamento si può dire che prendere a pugni Travaglio è un normalissimo incerto del mestiere per un pugile, o farlo arrestare senza motivo alcuno e tenerlo un mesetto in galera è un normale incerto del mestiere per un poliziotto. Punti di vista..
Perchè diffamare Tizio o Caio sarebbe un "incerto del mestiere"? Marco ha subito pronta la risposta:
"Chi scrive tutti i giorni uno o due o anche tre articoli, con i tempi stringenti del quotidiano, può incappare in errori, omissioni, imprecisioni, casi di omonimia, inesattezze." Insomma, tutti possono sbagliare no? Certo, tutti possono sbagliare, però tutti i giornalisti hanno il dovere di stare bene attenti a quello che scrivono, specie se quello che scrivono consiste in accuse molto gravi a carico di Tizio e Caio. Se un medico sbaglia e manda all'altro mondo un paziente rischia di finire sotto processo, se un tassista mentre guida pensa ai cavoli suoi e tampona questo e quello si troverà a dover pagare tanti bei soldini, se un portiere esce sempre a vuoto finisce fuori squadra. Inoltre, se uno sbaglia dovrebbe, una volta appurato l'errore, dichiararlo e chiedere scusa a chi ha diffamato, ma queste cose il caro Marco si guarda bene dal farle. Diffama, sbaglia, ricomincia a diffamare.
Travaglio ha subito alcune condanne per diffamazione ma, si affretta a precisare: " non ci sarebbe nulla di disdicevole in una condanna (a meno che non si accertasse che ho mentito sapendo di mentire, raccontando consapevolmente notizie false e tradendo così la fiducia del lettore o del telespettatore). Ma, almeno finora, questa condanna definitiva non è arrivata". Fantastico! Val la pena di fare due considerazioni:
1) Per Travaglio non c'è nulla di disdicevole in una condanna per diffamazione, a meno che non si provi che ha mentito sapendo di mentire. Ma, una condanna per diffamazione attesta il FATTO che il tale ha mentito. Che lo abbia fatto "sapendo di mentire" o perchè ha pubblicato notizie senza darsi cura di verificarle è cosa che riguarda lo psicologo più che il giudice. Se qualcuno dicesse a Feltri: "Di Pietro è un pedofilo" e Feltri l'indomani sbattesse in prima pagina la notizia, Feltri, se la notizia si rivelasse falsa, sarebbe un diffamatore, punto e basta.
2) Travaglio invoca la presunzione di innocenza! Afferma che non esistono SENTENZE DEFINITIVE di condanna nei suoi confronti! Evviva, Travaglio è un garantista, un legalitario, uno che si attiene alla lettera della legge! Ma, quante condanne definitive esistono a carico di Berlusconi, su cui da oltre 15 anni indagano a tempo pieno centinaia di magistrati? Berlusconi si fa le leggi ad personam direbbe Travaglio. Ma, si tratta di leggi regolarmente approvate dal parlamento, promulgate dal capo dello stato, iscritte nella gazzetta ufficiale, piaccia o non piaccia a Travaglio si tratta di LEGGI. Non è che per dover essere valida una legge deve prima ricevere il placet di Travaglio, per fortuna non siamo ancora a questo punto. Quando Di Pietro sarà presidente del consiglio e Travaglio ministro della giustizia avremo le leggi ad personam contro Berlusconi, per ora Marco deve aspettare.

Ma Marco non finisce qui, non termina di stupire! Guardiamo cosa dice sul risarcimento danni:
"Tutt’altro discorso meritano le cause civili per risarcimento dei danni, che portano a un processo del tutto diverso da quello penale: nessuna indagine per accertare i fatti, solo la fredda quantificazione del danno, morale e/o patrimoniale e/o biologico. Paradossalmente, si può danneggiare qualcuno ed essere condannati a risarcirlo anche se si è scritta la verità sul suo conto, ma non lo si è fatto con la necessaria “continenza” espressiva. (..) se un giudice mi ritiene tale a suo insindacabile e soggettivissimo giudizio, non mi resta che pagare, anche se la condanna è solo in primo grado".
Se devo pagare dei danni ciò significa che ho arrecato un danno ingiusto a qualcuno, questo Travaglio non lo dice, in compenso polemizza fra le righe contro "l'insindacabile e soggettivissimo giudizio del giudice"! Proprio lui, che dei giudici ha fatto una sorta di nuovi angeli! E si lamenta che LUI debba pagare prima della sentenza definitiva! Se invece questo inconveniente capita a Mediaset siamo di fronte ad un atto di profonda giustizia! Ma Travaglio raggiunge il vertice quando si lamenta del fatto che si sanzioni un linguaggio "non continente". Insomma, se Tizio si è fatto pagare una tangente ed io dico che è il peggior criminale del mondo, l'unico verme che ha osato commettere un crimine tanto esecrabile, magari incito la folla a linciarlo, non ci sarebbe nulla di sbagliato, nulla di "sanzionabile". Prima Travaglio pretende che la diffamazione sia un incerto del mestiere, poi si arroga il diritto di coprire di insulti chiunque abbia commesso la minima illegalità. Diffamare è un giochino da scolaretti, pagare mille euro ad un sottuficiale della guardia di finanza un crimine esecrabile. Punti di vista.
Per farla breve, Travaglio è il campione della ipocrisia e della doppia morale, forcaiolo con gli altri ma garantista con sè stesso, legalitario fino all'eccesso ma capace di discriminare allegramente fra le leggi: alcune devono sempre essere osservate al mille per cento, altre possono tranquillamente essere ignorate. Insomma, si tratta di un uomo piccolo e meschino. Non val la pena di occuparsi ancora di lui.