lunedì 30 aprile 2018

LUIGI DI MAIO


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I grillini lo hanno ripetuto sino alla nausea: gli eletti non devono tradire gli elettori. Hanno addirittura proposto il vincolo di mandato: se un parlamentare è eletto in un certo partito non può, una volta ottenuto il posto, cambiare schieramento.
Poi il signor Di Maio ha fatto di tutto per convincere Salvini a rompere l'alleanza di centro destra. Dimenticando che Salvini si è presentato agli elettori come membro di quella alleanza e se la avesse rotta avrebbe fatto proprio ciò che il M5S per anni ha indicato come un peccato mortale.
Con Salvini gli è andata male; e non poteva andare diversamente, perché è buffonesco pretendere di discutere con qualcuno ponendogli la precondizione di rompere coi suoi alleati.
Allora il signor Di Maio si è rivolto al PD. Il M5S ha per anni definito il PD non un partito che porta avanti una politica inaccettabile, questo rientra nella normale dialettica democratica. No, lo ha definito un partito di farabutti, venduto alle oscure forze della finanza (ebraica?). Del resto è QUESTA la caratteristica dei 5S. Non hanno rivali ma nemici e neppure nemici politici. I loro nemici sono semplicemente dei criminali, criminali comuni. Si tratti del PD, di FI o di altri il risultato non cambia, sempre di mascalzoni si tratta. Non a caso il re dei giustizialisti forcaioli, il “giornalista” (si fa per dire) Marco Travaglio, è fra i principali sostenitori del M5S.
Ma,visto che si deve cercare di fare un governo, il signor Di Maio ha messo da parte le vecchie “divergenze” ed ha lanciato accorati appelli al PD. Ha sostituito il vecchio programma con una sequela di ovvie banalità (lotta alla povertà, trasparenza, no agli sprechi) e su questa ha cercato di agganciare quel partito. Ha blaterato patetiche scemenze sulla differenza fra “alleanza” e “contratto di programma” e, in un momento di inarrivabile creatività, ha addirittura tirato fuori dal cilindro il conflitto di interessi, cosa ridicola in un momento in cui Berlusconi non può neppure diventare parlamentare. Ma a Di Maio questo non basta più. Chi possiede una TV non può fare politica, anche se neppure si candida alle elezioni. Potrebbe comunque usare le sue TV per “influenzare il voto”. Seguendo una simile “logica” (si fa per dire) si dovrebbe interdire a chi segue la politica l'uso di Internet o chiedere che chi supera un certo reddito sia escluso dal diritto di voto: potrebbe usarlo per difendere i suoi interessi finanziari! Potranno votare solo i nullafacenti. In questo caso il M5S otterrebbe il 90% dei suffragi!

Il signor Di Maio ha strillato queste idiozie senza sosta. Mirava a sollecitare il ventre molle del PD, è chiaro. E ha trovato in quel partito molte orecchie attente, non a caso. Perché il PD è pieno di gente che con i grillini ha molto in comune: dal giustizialismo forcaiolo al misticismo ecologico, dalla antipatia, o peggio, per Israele alla vicinanza con l'ideologia gender.
Ma gli è andata di nuovo male. Perché nel PD c'è ancora gente, a cominciare da Matteo Renzi, occorre riconoscerglielo, in grado di capire che fare da stampella al M5S distruggerebbe il partito.
Poi sono arrivati gli elettori che hanno inferto al M5S due sonore batoste in Molise ed in Friuli. E così il buon di Maio saltella, insulta, minaccia, strilla e strepita.
Il fatto è che Luigi Di Maio in realtà ha un ruolo che non gli spetta. Non è il leader dei 5 stelle, non ha fondato lui il movimento e non è lui a guidarlo. E' una mezza figura, un ometto alle prese con cose più grandi di lui.
Senza voler essere troppo polemici, una nullità. Che però abbiamo rischiato di trovarci presidente del consiglio. Il rischio è superato? Non lo so. Forse si andrà di nuovo a votare e le cose potranno cambiare. Ma il rischio di essere governati da personaggi come Di Maio persiste. Purtroppo.

venerdì 20 aprile 2018

LA SVOLTA


trump kim Jong Un incontro maggio


Qualcuno lo ricorda? Per mesi i “giornalisti” (si fa per dire) hanno strillato contro la politica di Trump nei confronti della Corea del nord. Le “esibizioni muscolari” del presidente americano rischiano di far precipitare il mondo in una guerra, hanno strillato. Altri hanno ironizzato sulle battute di Trump a proposito della potenza dei missili americani, cercando di interpretarle alla luce della psicanalisi freudiana.
Tutti o quasi hanno apparentemente messo sullo stesso piano Trump e Kim Joung Un, presentandoli come due pazzoidi con la mania della guerra. In realtà i due non venivano affatto posti sullo stesso piano. Il vero obiettivo degli strali dei “progressisti” non era il dittatore nord coreano, da loro tollerato per decenni, ma il presidente degli Stati Uniti.
Ora la svolta. La Corea del nord si dice intenzionata a piantarla con gli esperimenti nucleari ed intende addirittura firmare il trattato di pace con la Corea del sud. Un fatto storico che, se davvero dovesse concretizzarsi, metterebbe fine ad uno dei più vecchi  contenziosi della storia e spegnerebbe un focolaio di tensione potenzialmente devastante.
Se l'accordo ci sarà, il condizionale è d'obbligo quando c'è di mezzo un tipetto come Kim Joung Un, il presidente americano potrà dire di essere riuscito laddove tutti i suoi predecessori hanno miseramente fallito. Le “esibizioni muscolari” e le battute a sfondo freudiano hanno avuto successo laddove le chiacchiere hanno fallito, per decenni.
Non è vero che belare è sempre la strategia vincente. Senza lasciarsi andare ad azioni sconsiderate è bene, a volte, “mostrare i muscoli”, far capire a chi pensa di poter fare tutto ciò che vuole che non gli conviene tirare troppo la corda. Questo vale per la Corea del nord. Può valere anche per la Siria.
Certo, nulla è deciso. Possono esserci sorprese, Il dittatore nord coreano è imprevedibile, ma, al momento, sembra che una svolta sia davvero possibile e questo è, comunque, un evento la cui importanza gli stessi rivali del presidente dovrebbero riconoscere.
Personalmente trovo patetici i democratici americani (ed i loro amici europei) che di fronte ad una situazione come quella che stiamo vivendo si dilettano col Russiagate o le excort russe. Se vogliono davvero battere Trump dovrebbero cercare di darsi una politica, smettendola di cercare rivalse giudiziarie alle proprie sconfitte elettorali e politiche. Non credo lo franno. Il gossip, le inchieste fondate sul nulla o le battute ironiche sembrano essere, per loro, la via più facile. Peccato che non conduca da nessuna parte.

venerdì 13 aprile 2018

SIRIA

L'attacco c'è stato ed è facile immaginare le reazioni di molti.
Ricominceranno le discussioni infinite sul diritto internazionale, le armi di distruzione di massa eccetera. E risorgerà il mai sopito antiamericanismo italico, trasversalmente diffuso.
Certo, la situazione in Siria è complicata, ed ogni mossa può rivelarsi sbagliata.
Certo, la politica americana in medio oriente non è stata affatto esente da di errori, tutto è discutibile e criticabile, ovviamente.
Ma da questo a trasformare gli USA in “criminali aggressori”, Assad in un “moderato”, il terrorismo islamico in una “creazione degli USA e di Israele" e l'Iran in una sorta di democrazia liberale ce ne corre.
Al di la delle disquisizioni giuridiche il problema della Siria è semplice. E' accettabile che Assad si rafforzi e che suo tramite si accresca la presenza militare dell'Iran in Siria, ai confini di Israele e ad un passo da casa nostra? Io credo che questa prospettiva sia molto pericolosa. L'Iran mira a diventare potenza egemone nel mondo arabo e usa a questo fine il più vecchio ed efficace strumento che le varie teocrazie islamiche conoscano: l'attacco ad Israele, il tentativo di indebolirlo prima e di cancellarlo poi. Una simile strategia non è pericolosissima solo per Israele, lo è per tutti noi, malgrado gli isterismi anti israeliani di una parte importante della pubblica opinione occidentale.
Certo, combattere Assad è a sua volta pericoloso. Il leader siriano non è affatto un pacifista moderato. Ha da sempre legami strettissimi coi terroristi di Hammas ed Hezbbollah, ha trasformato il Libano in una mezza colonia siriana, minaccia costantemente Israele. Ma molti, forse la maggioranza, dei suoi nemici sono  ancora peggio di lui. Ed indebolire Assad potrebbe favorirli, creando in Siria una situazione incontrollabile. Da qui le difficoltà, e la necessità di muoversi con la massima attenzione.
Francamente, stando alle notizie della prima ora, mi pare che l'attacco americano tenga conto di queste difficoltà. Sembra, almeno per ora, un attacco mirato, limitato; un avvertimento, non una dichiarazione di guerra al regime siriano.

Molti però non faranno considerazioni simili e daranno sfogo, c'è da scommetterci, all'anti americanismo più bieco. E fra questi ci saranno, (scommettiamo?) proprio coloro che in questi giorni hanno strillato più forte contro Assad. I vari Saviano, Boldrini, Litizzetto che si sono fatti fotografare con le mani sul volto in segno di “protesta” contro Assad. Questi personaggi strillano contro le armi chimiche al solo scopo di alimentare una propaganda falsamente “umanitaria”. Il loro obiettivo non è battere Assad o i terroristi dell'Isis, ma di accogliere quantità potenzialmente infinite di migranti. Per certi pacifinti terrorismo, tiranni pseudo laici, teocrazie oscurantiste non si devono combattere. Misure economiche, politiche o militari contro di loro sono atti “imperialisti”. No, si deve reagire alla barbarie con l'accoglienza indiscriminata. Grandiosa politica!

Ultima telegrafica considerazione. Molti già urlano contro la “guerra in Siria”, come se la guerra in Siria fosse iniziata stanotte, come se la Siria non fosse in guerra da circa sette anni! Secondo fonti del governo siriano l'attacco americano ha causato tre feriti. Finora la guerra civile in Siria ha provocato dai due ai trecentomila morti. Ma ad essere sotto accusa è, tanto per cambiare, l'imperialismo americano!

domenica 1 aprile 2018

L'ITALIA ACCETTEREBBE...?

L'Italia accetterebbe di essere definita "entità chitarra mandolino"?
Israele è definito da quasi tutti gli stati arabo islamici “entità sionista” (e per loro il termine "sionista" è un insulto sangunoso).

Accetterebbe di non vedersi riconosciuto il diritto ad esistere da parte di altri stati?
Quasi tutti gli stati arabo islamici negano ad Israele il diritto di esistere.

Accetterebbe di sentir dire da tanti finti amici “l'Italia ha il diritto di esistere, ma deve capire le ragioni di chi tale diritto lo nega”?
Tanti finti amici di Israele continuano a dire che ha si il diritto di esistere, ma la deve smettere di “discriminare” coloro che questo diritto lo negano.

L'Italia ha circa 60 milioni di abitanti. Accetterebbe di accogliere 50 milioni di presunti profughi?
Israele, con sei milioni di abitanti, dovrebbe accettare di accogliere nei suoi confini cinque milioni di “profughi” palestinesi.

L'Italia accetterebbe che decine migliaia di francesi manifestassero ai suoi confini e  cercassero di forzarli?
Decine di migliaia di palestinesi cercano di forzare i confini dello stato ebraico.

Se in Italia ci fossero scontri fra manifestanti e forze dell'ordine accetterebbe che su tali scontri indagasse una “commissione imparziale” dell'ONU?
Israele deve fronteggiare in questi giorno un autentico assalto alle sue frontiere e dovrebbe accettare la commissione di inchiesta di un organismo che emette un giorno si e l'altro pure condanne nei suoi confronti.

L'Italia accetterebbe di considerare “profughi” i figli ed i nipoti di persone che oltre settanta anni fa la hanno abbandonata?
I palestinesi sono gli unici al mondo a tramandarsi lo status di profugo di padre in figlio.

Accetterebbe di essere considerata “stato apartheid” perché circonda con barriere di cemento piazze e centri commerciali? E mette posti di blocco al fine di controllare possibili terroristi?
Da sempre Israele è tormentato dal terrorismo ma ogni misura che prende per combatterlo è considerata da “stato apartheid”.

Accetterebbe di non poter ospitare manifestazioni culturali e sportive perché boicottata?
Questo avviene regolarmente per Israele.

Accetterebbe di dover subire lanci di razzi ed essere condannata se risponde?
Questo avviene regolarmente per Israele.

Si potrebbe continuare. Quello che è fantapolitica per tutti gli stati del mondo è normalità per Israele.

CON ISRAELE SENZA SE E SENZA MA!

domenica 25 marzo 2018

STAREMO A VEDERE

Dopo la vicenda dei presidenti di camera e senato tutti danno per scontato un governo lega - 5 stelle. Io sono invece piuttosto scettico. In primo luogo non di governo lega - 5 S si tratterebbe, ma di un governo di tutto il centro destra e dei 5 S, non è la stessa cosa. E' vero che Salvini è oggi più forte di Berlusconi, ma lo è nel centro destra. Se rompesse la coalizione si indebolirebbe, e molto, e mi pare che se ne renda conto.
Inoltre, siamo davvero tanto sicuri che ci sarà una alleanza fra 5 S e centro destra? Che la tentino è molto probabile e non c'è in questo nulla di scandaloso. Qualcuno ricorda l'inizio della vecchia legislatura? Bersani, si proprio lui, tentò in tutti i modi di stringere una alleanza coi “grillini” e per rendere possibile un tale obiettivo impose al paese due personaggi come Pietro Grasso e Laura Boldrini alla presidenza di senato e camera. Si è visto come sono andate le cose. Quindi, chi oggi nel PD grida contro le “manovre” farebbe meglio a tacere, per pudore.
Detto questo, mi sembra difficile che centro destra e 5S possano arrivare ad un accordo di governo e molto difficile che venga varato un governo di legislatura. Più probabile una qualche forma di governo “aperto a tutti i contributi” o “a tempo”, in vista di un nuovo voto. In ogni caso, è inutile sbizzarrirsi con le previsioni. Staremo a vedere.

La situazione non è bella, è molto “incasinata” e densa di pericoli. La ingovernabilità non giova alla democrazia. Ma non le giovano nemmeno le cappe di piombo. E la legislatura che si è appena conclusa è stata caratterizzata da una pesantissima cappa di piombo che ha soffocato ogni dibattito, ogni iniziativa vitale.
Ci vogliamo rendere conto che molte delle cose su cui si è discusso, e a volte anche deciso, nella scorsa legislatura venivano poste all'ordine del giorno non perché utili al paese ma solo perché funzionali a certi equilibri interni al PD? Lo Ius soli, ad esempio. Perché il PD se ne è fatto strenuo difensore, salvo poi abbandonarlo e non farne neppure menzione in campagna elettorale? Semplice: lo “Ius soli” serviva a Renzi per rabbonire le minoranze interne, conceder loro qualcosa “de sinistra” per aver mano libera su altre questioni. E le varie posizioni assunte sul tema, assolutamente centrale, della immigrazione senza limiti? Prima “no ai muri, accogliamo tutti”, poi “aiutiamoli a casa loro”. Prima la carta bianca concessa alle ONG, poi i tentativi di controllarne in qualche modo l'operato, cosa assolutamente ovvia in qualsiasi paese, ma che ha scatenato qui da noi un coro di strilli, sussurri e grida! Per farla breve, i rapporti interni ad una sinistra ideologica e litigiosa, interna o esterna al PD, sono stati per una intera legislatura il centro attorno a cui tutto ruotava. E chiunque non accettasse questa logica era accusato di essere “eversivo”, “populista”, ovviamente “razzista”, addirittura “fascista”.

Ora questa cappa di piombo si è spezzata, quanto meno incrinata. Il corpo elettorale ha punito il PD e la sua patologica incapacità di scegliere, ed ha dimostrato che le forze alla sua sinistra rappresentano solo strati marginali e molto minoritari della società italiana. La situazione oggi è più aperta. In questo, solo in questo, è migliore.
Solo in questo perché i pericoli ci sono, eccome. I 5 S sono una forza giustizialista e demagogica, inaffidabile, anche se va detto che una cosa è la “filosofia” (si fa per dire) di Grillo, altra cosa le idee, speranze, suggestioni che frullano nella testa e nel cuore dei milioni di italiani che hanno votato il suo movimento. Personalmente sono convinto che nel movimento 5 Stelle ci sia un po' di tutto, meglio, tutto ed il contrario di tutto; un gran calderone tenuto insieme da un leader carismatico e da alcune pessime suggestioni demagogiche (onestà onestà, in galera in galera). Un paese in cui un simile partito - movimento abbia quasi un terzo dei consensi è un paese in cui può accadere di tutto.
Staremo a vedere.

giovedì 22 marzo 2018

BRUTTI SPORCHI E CATTIVI

Papa Benedetto scrive una lettera per ringraziare papa Francesco che gli ha donato alcuni volumetti di teologia. Dopo alcune parole di apprezzamento per papa Francesco, Benedetto afferma di non essere intenzionato a recensire e neppure a leggere i volumetti. Si dice inoltre spiacevolmente sorpreso che fra gli autori figuri un personaggio da lui giudicato sfavorevolmente.
I media tacciono la parte finale della lettera di papa Benedetto e la presentano come un grande elogio del suo successore.
In Inghilterra una ragazza italo egiziana è ammazzata di botte da un gruppo di giovani africane. I media tacciono il particolare che si tratta di africane.
Per mesi, no, per anni, solerti giornalisti ci hanno raccontato di “profughi” “salvati” nel “canale di Sicilia”. Oggi viene fuori che le navi delle ONG i “profughi” li andavano a prendere fino a pochi chilometri dalle coste libiche.
Tre esempi, solo tre, del modo in cui i media di regime manipolano volutamente i fatti, cercando di imporre a tutti la loro visione del mondo.
Ai loro tentativi si oppone la rete. Raccontare palle è diventato oggi molto più difficile perché in poco tempo queste possono venire sgonfiate. Ed è più difficile fare apparire una certa visione del mondo come l'unica possibile, e moralmente corretta.
Per questo vogliono mettere il bavaglio alla rete. Ed usano a questo fine lo "scandalo" dei dati rubati ad FB.

Una cosa sono i dati eventualmente “rubati” da FB. Se veramente Cambridge Analytica ha rubato i dati ha commesso, ovviamente, una illegalità, ma questa NON riguarda i politici che eventualmente abbiano comprato i servizi di questa società, assolutamente legale e regolare. Se io compro, da una concessionaria autorizzata, rispettando tutti gli obblighi di legge, un'auto che poi si rivela non in regola, ad esempio, con la normativa anti inquinamento non posso essere accusato di nulla, caso mai sono parte lesa.
Cosa completamente diversa è fare apparire come un “pericolo per la democrazia” il fatto che varie, o tutte, le forze politiche facciano campagne elettorali mirate utilizzando a questo fine dati sugli orientamenti del corpo elettorale. Questa è una cosa assolutamente normale. Io ho certe posizioni, ad esempio, sulla immigrazione. Se la forza politica X sostiene cose diametralmente opposte alle mie e sa che io la penso in un certo modo non perderà tempo con me nella sua campagna elettorale. Concentrerà le forze su altri che appaiono meglio conquistabili. La cosa può piacere o non piacere ma solo persone disoneste intellettualmente possono presentarla come un attacco alla democrazia. Meno ancora possono farla apparire come vilmente “manipolatoria”. Certe tattiche dimostrano al contrario il potere dei “persuasori occulti” in realtà non è illimitato. Più che cercare di manipolare le preferenze del pubblico i “persuasori” cercano in qualche modo di adeguarsi alle stesse.

Ma i media non fanno simili considerazioni, assolutamente di buon senso. Strillano contro l'attacco alla democrazia messo in atto dalla rete nelle mani dei “populisti”.
Perché, ovviamente, solo i “populisti” usano la rete per far propaganda politica. Solo loro vogliono “manipolare” le menti. La Clinton ha ricevuto barcate di milioni per la sua campagna elettorale, ma di certo non ha mai cercato di manipolare nessuno. Solo Trump può avere usato ai sui fini la rete. La sua rivale no. Zuckemberg è notoriamente un amico della mondializzazione, alcuni lo danno come prossimo rivale di Trump alle presidenziali, ma, chissà perché, si è dato un gran daffare per farlo diventare presidente. Mentre Obama era presidente la CIA ha spiato i leader dei paesi europei alleati degli USA. Non pericolosi populisti ma persone come, ad esempio, Angela Merkel erano intercettate in continuazione. Ma su questo non è nato scandalo alcuno, nessuno a strillato per la “democrazia in pericolo”.

In in Europa ci saranno fra un anno le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo ed il solo pensiero che gli euroburocrati possono venire clamorosamente sconfitti turba i sonni di un sacco di gente. Quindi, molto meglio imbavagliare tutti. Per evitare che i “persuasori occulti” possano manipolarci occorre che solo persone del tutto obiettive ed equilibrate possano parlare. Gad Lerner e Lilli Gruber. Giovanna Botteri e Federico Rampini, Moni Ovadia e Roberto Saviano, Alan Friedman e Guglielmo Zucconi, questi devono essere i saggi che hanno il permesso di illuminarci. Gli altri devono tacere perché sono sporchi, brutti e cattivi. E utilizzano i dati di FB.

martedì 20 marzo 2018

TUTTI COL BAVAGLIO

Ascoltiamo un TG, uno qualunque. Che idea ci facciamo del mondo? Semplice, più o meno questa:
- I migranti sono preziosissime risorse che ci pagano le pensioni e sostengono lo stato sociale. In ogni caso siamo moralmente obbligati ad accoglierli in numero indefinito.
- L'Islam è una religione di pace. Il terrorismo non ha nulla a che vedere con l'Islam.
- Non esiste alcun problema sicurezza e criminalità. Si tratta di fenomeni di “errata percezione”.
- La UE è una magnifica istituzione che garantisce a tutti pace, libertà e benessere.
- Trump ha vinto le elezioni grazie agli hacker russi e/o grazie all'uso truffaldino di FB.
- Israele è più o meno uno stato canaglia.
- Esiste in Italia ed in Europa una terrificante minaccia “fascista”, “omofoba”, “razzista” ed “islamofoba”.
- Chi non usa termini come “sindaca” o “ministra” è un bieco maschilista nemico delle donne.


Si potrebbe continuare ma penso che basti. QUESTO è il quadro che emerge dalla informazione ufficiale, con poche eccezioni, tanto lodevoli quanto isolate.
Se i media rispecchiassero il sentire diffuso fra le persone normali alle ultime elezioni il PD avrebbe raggiunto il 40% dei voti. Al secondo posto ci sarebbe L.eU. Con il 25%, al terzo il M5S con il 15%, Più Europa sarebbe al 10%, Forza Italia al 7% e la lega avrebbe il 3% .

La gente normale però la pensa in maniera leggermente diversa e questo i fanatici della mondializzazione e del politicamente corretto proprio non riescono a digerirlo. Hanno il monopolio quasi assoluto della informazione ufficiale, riescono a controllare gli stessi social, specie FB, caratterizzato da livelli orwelliani di censura, ma non basta. Sanno che fra le stronzate che dicono ed il mondo vero corre una distanza misurabile in anni luce e vogliono far di tutto per impedire la formazione e, soprattutto, la diffusione di qualsiasi tipo di pensiero autonomo.
E così sformano di continuo nuove sensazionali “rivelazioni” sulle “interferenze“ elettorali di questo o quello, sull'uso distorto dei “social” e cose simili. Il fine è fin troppo chiaro: impedire ad ogni voce non conformista di esprimersi, mettere il bavaglio alla rete.
 

Non vorrei essere frainteso. La rete è nei fatti anche uno strumento di propaganda elettorale e lotta politica. Non c'è nulla di strano, illegale o negativo in questo. Ed è probabile che ci possono essere in rete furti di dati e tentativi di utilizzarli in maniera truffaldina. E' invece è una miserabile mistificazione cercare di far passare l'idea che questi furti possano, non si capisce come, decidere l'esito di importanti elezioni, spostare milioni di voti. Spostamenti che, chissà perché, riguardano sempre e solo elezioni che si concludono in maniera non gradita ai fanatici del mondialismo. Ad essere “sospetta” è la vittoria di Trump, non quella di Macron, è la Brexit, non il quarto mandato per la signora Merkel.
Tralasciamo queste inezie. Ammesso che ci sia, un furto di dati cosa rende possibile? Semplicemente sapere come la pensano certe persone, cosa che del resto è abbastanza facile da appurare semplicemente consultando la rete, senza furto alcuno. Chi sa come io la penso, in che modo può conquistare il mio voto? Solo facendomi proposte che siano in sintonia col mio modo di vedere. Ma questo è quello che avviene in ogni normale campagna elettorale! Io sono convinto di X, il tal partito mi propone X, io voto il tal partito. Se poi il partito che ho votato non farà X io, se non sono un cretino, non lo voterò più alle prossime elezioni. In tutto questo non c'è alcuna “manipolazione” del corpo elettorale, siano o non siano questo o quel partito in possesso di chissà quali dati sul mio conto. Ogni partito ha un particolare target di riferimento, un settore del corpo elettorale cui rivolgersi e la rete può essergli d'aiuto nella individuazione di questo target. Solo persone poco oneste intellettualmente possono vedere in questo chissà quali misteriose “manipolazioni del voto”. Semmai è molto più manipolante l'uso distorto di sondaggi taroccati in cui i fautori della mondializzazione sono maestri, basti pensare alle ultime elezioni americane.

Lo confesso, è quasi penoso parlare di simili miserie. Abbiamo a che fare con personaggi che ormai sempre più apertamente affermano che NON si deve votare, almeno su certi argomenti. La UE, la illimitata accoglienza, il controllo asfissiante di burocrazie onnipotenti su tutti gli aspetti della nostra vita sono cose su cui il popolo bue non ha diritto di decidere, neppure di parlare!  Eppure sono questi personaggi gli stessi che strillano contro le “manipolazioni” del voto. Loro non vogliono manipolare il voto, sognano solo di abolirlo!