sabato 8 giugno 2013

DOMANDE SULLA SCHIAVITU'


La tirannia della penitenza. Saggio sul masochismo occidentale

Non è stupefacente che le prime nazioni che hanno abolito la schiavitù, dopo averne ampiamente approfittato, siano anche le sole ad essere oggetto di accuse e di richieste di riparazione? In altri termini, il crimine viene imputato solo a chi se ne è pentito - l'Europa e gli Stati Uniti, che d'altronde hanno perso un milione dei propri figli nella guerra di secessione per questa causa - e che hanno definito il commercio umano una barbarie. (...) Perché l'occidente e solo l'occidente viene accusato quando il mondo orientale e quello africano, che non si sono mai pentiti pubblicamente, vengono esonerati da qualsiasi incriminazione? Perché il primo è ricco e sensibile alle argomentazioni morali, ed è in nome di queste argomentazioni che è arrivato, prima in Inghilterra nel 1807, poi in Danimarca e in Francia, ad arrendersi alle argomentazioni degli abolizionisti. (...) Ricordiamo che il primo stato arabo mussulmano ad abolire la schiavitù fu la Tunisia nel 1846, ma la misura divenne efficace solo con la presenza dei francesi nel 1881. L'impero ottomano seguirà questa via verso la fine del diciannovesimo secolo. Questo traffico è stato dichiarato illegale nello Yemen e in Arabia saudita solo nel 1962 ed in Mauritania nel 1980. Dire oggi che ci sono state tre tratte, ovvero, quella orientale, che iniziò nel settimo secolo (17 milioni di schiavi secondo le stime), quella africana, che abbinò uso interno e rete di esportazione (14 milioni di persone) e quella atlantica che in un lasso di tempo più breve comportò la deportazione di quasi 11 milioni di uomini donne e bambini, è ancora un tabù. Ogni storico che si azzardi a fare una simile osservazione rischia di essere accusato di revisionismo. (...)
Aspettiamo che il mondo arabo mussulmano faccia il suo pubblico mea culpa per il ruolo svolte nella "caccia alle pelli nere" e si interroghi sul proprio razzismo (in arabo la parola abid, schiavo, divenne a partire dall'ottavo secolo più o meno sinonimo di nero).
(…) Era dunque perfettamente legittimo istituire una giornata di commemorazione della schiavitù dato che è l'umanità intera ad essere macchiata da questa ignominia (…) è indispensabile insegnare nel modo migliore ciò che era legato a questo infame traffico. Ma questo insegnamento deve allora restituire il fenomeno in tutta la sua complessità. (…) Volete onorare la memoria dei deportati e dei suppliziati di ieri? Continuate la lotta degli abolizionisti, battetevi per liberare dalle loro catene 12 – 20 milioni di persone asservite oggi tramite il lavoro forzato e il traffico umano. Com'è strano il mutismo delle nostre grandi coscienze su questo soggetto scottante!

Pascal Bruckner: LA TIRANNIA DELLA PENITENZA. Saggio sul masochismo occidentale.

PS. Mentre consiglio a tutti la lettura di questo libro mi permetto di aggiungere una brevissima considerazione: in alcuni paesi mussulmani la quasi totalità delle donne vive in condizioni che possono, senza esagerazione alcuna, definirsi di schiavitù.

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