
I paranoici del
complotto ripetono sempre due slogan:
TUTTO CIO' CHE SAI E'
FALSO.
TUTTO CIO' CHE NON SAI E' VERO. Si tratta
di due slogan che riassumono molto bene loro paranoia complottista.
Il mondo che conosciamo non è autentico, reale. Si tratta di un
mondo fittizzio, una pura illusione virtuale indotta in noi da forze
potentissime ed oscure che agiscono nell'ombra. Ciò che crediamo di
sapere è falso, ciò che non sappiamo è vero.
Per valutare
adeguatamente questi slogan val la pena di esaminarli con un minimo
di attenzione.
Se la proposizione “
tutto ciò che sai è
falso”, chiamiamola
P, è
vera, allora, in forza
di quanto essa stessa asserisce,
diventa immediatamente
falsa. Io infatti
so che
tutto ciò che so è falso,
quindi è falsa la proposizione
P che asserisce la falsità di
tutto ciò che so. Una proposizione come
P è
auto
contraddittoria, lo è necessariamente, in forza della sua
struttura logica. Si tratta di una proposizione che
non può mai
essere vera.
Qualcuno potrebbe obiettare che
P può
essere espressa in un metalinguaggio diverso dal linguaggio oggetto
in cui suono espresse le proposizioni
p, p1, p2 eccetera di
cui
P predica la falsità. Questo fa si che
P eviti di
riferirsi a se stessa e di cadere nella autocontraddittorietà. Tutto
vero. Nulla però mi vieta di esaminare la proposizione: “
P è
autocontraddittoria”, dopo averla collocata, naturalmente, in
un linguaggio oggetto diverso dal metalinguaggio in cui io la
esamino. La conclusione di questo esame non potrà essere che
positiva:
P è in effetti auto contraddittoria.
P
può sfuggire alla trappola della autocontraddittorietà solo se la
si modifica in questo modo: “
TUTTO CIO' CHE SAI E' FALSO TRANNE
LA PROPOSIZIONE P”. Così modificata
P cessa di essere
logicamente contraddittoria, ma cade immediatamente nel più cieco
dogmatismo fideista. Perché mai dovrebbe essere vera
P in
forma modificata? In effetti io sono ragionevolmente convinto di un
certo numero di cose: “due più due fa quattro”, “Roma è la
capitale d'Italia”, “Beppe Grillo era un comico”,” Antonio Di
Pietro non sa usare i congiuntivi”, “la Germania nazista ha perso
il secondo conflitto mondiale” e tante altre. Ora,
P mi dice
che
tutto ciò che so è falso tranne, appunto, la proposizione
che afferma la falsità di tutto ciò che so. Perché mai dovrei
credere ad una simile proposizione? Io controllo le cose in cui
credo. Ne esamino la coerenza logica e la corrispondenza coi fatti;
ora c'è chi mi dice che tutti i miei controlli sono inutili, che
gli strumenti che ho per cercare di appurare la verità non servono a
nulla: c'è chi mi inganna costantemente e io non posso rendermene
conto. Ma, se io non ho strumenti per controllare se qualcosa sia o
non sia vero, perché mai dovrei fidarmi di chi afferma
P? Non
potrebbe essere
lui il mentitore?
P si basa su una
sfiducia assoluta nei confronti del mondo e delle mie capacità
conoscitive e su una altrettanto assoluta fiducia nei confronti di
chi mi mette in guardia contro l'universale menzogna in cui sarei
immerso. Insomma, chi afferma
P è un Dio o qualcosa di
simile. Ma io ho visto in faccia le persone che asseriscono
P e
il loro volto non mi sembra l'immagine di Dio, tutt'altro. Preferisco
dubitare di quanto mi strilla Beppe grillo che non del mondo e delle
mie facoltà conoscitive.
Esaminiamo ora la proposizione
“
tutto ciò che non sai è vero” e chiamiamola
P'.
Questa non è autocontraddittoria: non c'è contraddizione nel dire
che tutto ciò che non so è vero. Chi asserisce
P' non cade
in contraddizione logica alcuna;
P' però è ancora più
dogmatica e fideistica di
P, anche di
P nella sua
forma modificata: “tutto ciò che sai è falso tranne P”.
P'
afferma che tutto ciò che
non so è vero.
Ma, quante sono
le cose che
non so?
Il numero delle cose che
so
è finito ed è probabilmente anche abbastanza piccolo, quello delle
cose che
non so è
potenzialmente infinito. Non so un
sacco di cose che altri esseri umani sanno, e non so moltissime cose
che con me nessun essere umano sa. Non so come risolvere una
equazione ad n incognite, non so se nell'universo ci siano altri
esseri intelligenti, non so di che colore sia la terza casa di via
Pincopallo a Brescia, e neppure so se esiste a Brescia, o altrove,
una via Pincopallo. Il numero delle cose che non so ha un solo
limite: l'estensione dell'universo e delle possibili combinazioni fra
tutti gli enti, reali o possibili, dell'universo, un limite posto all'infinito.
Io non so un
numero infinito di cose. Però esiste un uomo che afferma che
tutte queste infinite cose che
non so sono
VERE.
Quest'uomo non solo sa
quali cose io non so, è strano, io non
gli ho mai detto quali siano quelle che so, sa anche che sono
vere. Come diavolo fa a
saperlo? Quali sono le sue facoltà conoscitive? Legge nel mio
pensiero? E' dentro alla struttura ultima del cosmo? Vive in unità
mistica col tutto? Quest'uomo, questa mente onnisciente che sa cosa
io non so e che sa che tutto ciò che io non so è vero, quest'uomo
dicevo, non è un uomo, e non è neppure
un Dio.
Egli
E' DIO, a lui dobbiamo credere, senza esitazione alcuna. Io
sarei ben felice di credergli. Solo... ho un dubbio. Possibile che
DIO abbia il volto di
BEPPE GRILLO?