giovedì 25 novembre 2021

"DAL MARXISMO AL NICHILISMO". UNA SCHEDA

 Dal marxismo al nichilismo


E' in vendita su Amazon il mio nuovo libro "Dal marxismo al nichilismo".
Il prezzo di copertina è di euro 12,50.
Formato kindle euro 2,99
Qui di seguito parte del sunto di copertina e brani tratti da alcuni degli scritti che compongono il volume


…Questo libro parte dalla analisi di alcuni concetti chiave del marxismo. Si cerca di analizzarne i legami col totalitarismo e di rispondere ad una domanda inquietante: perché mai una filosofia che parla di continuo di integrale liberazione dell’uomo ha dato vita  a tirannidi totalitarie fra le più terrificanti della storia? Si passa poi ad esaminare criticamente la marxiana teoria del valore e la degenerazione terzomondista del marxismo.
Col crollo del comunismo è andata in frantumi la granitica compattezza della dottrina marxista, ma solo per dar vita ad un mix di ideologie enormemente meno rigorose e tutte caratterizzate da un nichilismo a volte strisciante, altre manifesto. In questo volume se ne analizzano alcune fra le più rilevanti...


… E’ certo che Marx non è Stalin, ed è almeno probabile che Marx sarebbe inorridito di fronte all’ampiezza ed alla efferatezza dei crimini staliniani. (…) Il problema però non è questo. Il problema è di capire se esistono nell’impianto complessivo del marxismo concezioni, teorie, modi di vedere l'uomo e la storia che, messe in pratica, hanno portato, sempre ed ovunque, alle conseguenze che conosciamo. Marx non ha mai teorizzato i gulag ma questo non basta a recidere ogni legame fra i gulag ed il marxismo. Occorre invece cercare di capire perché persone che si richiamavano a Marx e che conoscevano benissimo la sua opera hanno potuto costruire i gulag. I gulag sono stati costruiti in nome di Marx. Si tratta di un fraintendimento? Anche ammettendolo resta da spiegare perché il pensiero di Marx si è prestato ad essere frainteso in maniera così radicale, perché ad essere frainteso non è stato il pensiero di Kant , Hume o Locke.(...) Se un autore viene frainteso troppo e in maniera troppo profonda la colpa non è mai solo di chi lo fraintende...


… Se si osservano gli eventi dell'ottobre russo si nota come una nemesi. Gli operai, o quanto meno quelli più radicalizzati, volevano il controllo operaio. Avranno la più dura disciplina sul lavoro. Le nazionalità invocavano l'autonomia, Lenin aveva loro promesso l'autodeterminazione. Dovranno subire il più spietato centralismo grande russo. I contadini volevano la terra. Dovranno subire prima la requisizione forzata dei raccolti, poi, dopo la parentesi della NEP (nuova politica economica), il massacro dei “kulaki”, i contadini considerati “benestanti”, e la collettivizzazione forzata dell'agricoltura. Tutti volevano la pace, tutti avranno invece lunghi anni di spietata guerra civile…


“i gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un lamento che reclama da noi un’altra rotta. Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli” afferma l'enciclica.
Il guaio insomma è cominciato circa due secoli fa, quando l'uomo, accecato dalla sua insana volontà di potenza, ha intrapreso la strada della industrializzazione. Qualcuno potrebbe retrodatare l'inizio della catastrofe e collocarlo, più correttamente, fra il '500 ed il '600, al tempo della rivoluzione scientifica, ma questi sono dettagli.
Però, anche ad un esame superficiale le cose non sembrano quadrare troppo. Si, perché gli ultimi 200 anni sono stati quelli che hanno visto una riduzione della miseria ed uno sviluppo del benessere mai visti prima nella storia. Fino al 1400 un neonato poteva sperare di vivere al massimo 20, 30 anni e solo un bambino su due raggiungeva il quinto compleanno. In Francia nel 1845 l'aspettativa di vita era di circa 45 anni, oggi nei paesi sviluppati raggiunge o supera gli 80 anni ed anche in molti paesi economicamente arretrati si avvicina ai 70.


... Il radicalismo, di destra o di sinistra, laico o religioso, universalista o particolarista che sia, sfocia sempre nel rifiuto e nella svalorizzazione della storia.
La storia non va studiata, capita, criticata. Non si fanno in essa distinzioni, non si condanna ciò che c'è da condannare sforzandosi nel contempo di riconoscere quanto di positivo ci hanno lasciato epoche lontane, caratterizzate da idee, valori, modi di agire profondamente diversi dai nostri. Il rinnovamento assoluto del mondo, la aspirazione al "totalmente altro" segnano la fine della storia ed il suo ripudio. Più radicale è il nuovo più netto il rifiuto del vecchio, la svalorizzazione di ogni tradizione, la negazione di ogni continuità.
L'assalto nichilista alle statue, l'invocazione della censura, l'attacco a grandi personaggi come Curchill e Lincon, la pretesa di espellere Dante dai corsi scolastici o quanto meno di sottoporlo a censura sono la logica conseguenza di simili concezioni. E ci mostrano con chiarezza quali sono, inevitabilmente, gli esiti del radicalismo antistorico. Non l'inizio di un'epoca nuova e felice ma la regressione nella barbarie. Perchè la barbarie, solo la barbarie, è l'esito obbligato di ogni forma di nichilismo.


martedì 23 novembre 2021

DAL MARXISMO AL NICHILISMO

 Dal marxismo al nichilismo

 

E' in vendita su Amazon il mio nuovo libro "Dal marxismo al nichilismo".
Il prezzo di copertina è di euro 12,50.
Formato kindle euro 2,99
Qui di seguito l'introduzione ai vari scritti che lo compongono.


I
l presente libro raccoglie una serie di scritti che un po’ tutti ruotano, partendo da diversi punti di vista, attorno ad un unico centro: il marxismo e la crisi dell’occidente.
Si tratta di scritti vecchi di alcuni anni. Il lettore troverà in alcuni accenni a situazioni ormai obsolete e noterà in altri la mancanza di ogni riferimento ad eventi che sono invece di grande interesse attuale. Nello scritto sui paranoici del complotto
ad esempio non c’è alcun accenno alla pandemia di Covid ed alle infinite discussioni su veri o presunti complotti che la hanno accompagnata. Ho scelto volutamente di non modificare i testi per adeguarli alla situazione presente, in primo luogo perché gli accenni ad attualità ormai superate sono di scarsa rilevanza e, in secondo, perché non è da tali accenni che ci si può formare un giudizio sulla validità di quanto sostengo.
Comunque nessuno scritto è legato, se non in maniera molto labile, alla attualità. I primi scritti riguardano il marxismo ed il comunismo. Seguono altri dedicati alla crisi che la nostra civiltà attraversa in questo periodo ed alle culture che la accompagnano: il misticismo pseudoecologico (con una particolare attenzione all’enciclica “laudato si”), il nichilismo contro la storia che si è manifestato con particolare virulenza negli Stati Uniti, ma che è ormai caratteristico di tutto l’occidente, il complottismo.
Infine tre
saggi (se posso permettermi una parola tanto impegnativa) sono dedicati all’analisi dei concetti di verità, libertà ed uguaglianza. Termina il volume uno scritto sulle “filosofie del sospetto”. Argomenti abbastanza astratti, ma non scollegati con quanto accade oggi nel mondo, al contrario.
E’ convinzione dell’autore di quest
o libro che la nostra civiltà sia in crisi e che la decadenza della cultura occidentale sua uno degli aspetti di tale crisi. Non l’unico, certo, forse neppure il più importante, ma di certo non qualcosa di secondario, residuale. Contrariamente a quanto pensano molti le idee hanno grande rilevanza nell’agire umano. Certo, nella gran maggioranza dei casi non si tratta di idee elaborate, complesse. Spesso riesce assai difficile trovare i collegamenti fra molte idee diffuse a livello di massa e le elaborazioni teoriche di importanti pensatori. Ma tale collegamento esiste. Semplificate, ridotte in pillole, trasformate in luoghi comuni le grandi filosofie influenzano i modi di pensare ed agire, di masse enormi di persone. La gran maggioranza di chi partecipava ai cortei dell’estrema sinistra negli anni 70 dello scorso secolo non aveva letto “Il capitale”. Molti con tutta probabilità di Marx conoscevano solo l’esortazione “proletari di tutti i paesi unitevi” con cui si conclude il “Manifesto del partito comunista”. Ma il legame fra le complesse analisi marxiane e quei cortei esiste. Mediato, indiretto, tutto da analizzare, certo, ma non per questo illusorio.
Nei miei scritti ho cercato di analizzare queste problematiche. Lo dico sinceramente: non credo di aver fatto chissà quali scoperte, di aver toccato chissà quali vette speculative. Il mio è un lavoro modesto, niente di neppur lontanamente paragonabile ai parti intellettuali di autentici, grandi pensatori. Se raffrontato però al livello deprimente del dibattito politico culturale dell’Italia di oggi credo di poter dire, senza false modestie, che si tratta di un lavoro che si situa ben oltre la media.
Il giudizio spetta ovviamente a chi avrà voglia di leggermi.



sabato 6 novembre 2021

ANNUNCIO


Lo annuncio con un certo anticipo: ho deciso di autopubblicare tutti i miei scritti che ritengo degni di un qualche interesse. Lo faccio tramite una ditta specializzata: la "Manoscritti ebook" di cui ho potuto constatare la serietà e professionalità. A breve, più o meno fra un mese, dovrebbe uscire una nuova raccolta di scritti. Il suo titolo dovrebbe essere: “dal marxismo al nichilismo”. Poi sarà la volta degli scritti che ritengo più “pallosi”, quelli di più spiccato carattere filosofico. Vedremo...
Perché ho deciso di imbarcarmi in questa, chiamiamola così, “impresa”?
Non certo perché speri che mi farà diventare ricco. Le copie vendute de “la decadenza dell’occidente” che, con spirito molto “commerciale invito a comprare, mi hanno permesso di recuperare le spese e di realizzare qualche modesto guadagno, tutto lì, nessuna “ricchezza”, ovviamente.
E neppure lo faccio per soddisfare mie presunte pulsioni narcisistiche. Sono abbastanza avanti negli anni per guardare con distaccata ironia a simili fremiti.
Non ho neppure la pretesa di comunicare al mondo chissà quali scoperte. So bene bene ciò che dico e scrivo è stato detto prima di me e con ben altra profondità da molti altri.
Però… però mi rendo conto della incredibile miseria del dibattito politico e culturale che caratterizza oggi l’Italia. E, se paragonate al livello deprimente ditale dibattito, le cose che ho scritto ed intendo auto pubblicare possono essere considerate, lo dico senza false modestie, di livello siderale. Non si tratta di miei meriti, solo di altrui demeriti, purtroppo.
E sono convinto di un’altra cosa: le idee contano, e non poco nelle azioni umane. Ed una società, in dominata da dee stupide e distruttive scivola verso la distruzione.
Auto pubblicando i miei scritti intendo dare un piccolo, piccolissimo contributo positivo all’impegno di quanti cercano di opporsi alla deriva nichilista che sta travolgendo oggi l’occidente e l’Italia in particolare.
Sono perfettamente consapevole di quanto poco i miei sforzi siano in grado di modificare la situazione, ma sono anche convinto che valga la pena di farli. Senza fremiti di idealismo eroico, con modestia intellettuale, ma anche con tanta determinazione.
Ringrazio anticipatamente chi vorrà leggermi.
Tornerò sull’argomento quando sarà il momento.
A presto.

 

domenica 3 ottobre 2021

L'APOCALISSE PUO' ATTENDERE

 L' apocalisse può attendere. Errori e falsi allarmi dell'ecologismo radicale - Paola Vitale,Michael Shellenberger - ebook




Michael Shellenbger: l’apocalisse può attendere. Marsilio editori.

Insieme saggio, giornalismo di inchiesta e reportage scientifico questo “L’apocalisse può attendere” di Michael Shellenbger è un libro che tratta con rigore il tema del catastrofismo ecologico. Se ne sentiva davvero il bisogno.
Non siamo alla vigilia della fine del mondo, questo il punto di partenza di Shellenbger. I problemi ambientali esistono ma il catastrofismo ecologico non solo non li risolve, ma li aggrava. Ne “L’apocalisse può attendere" si alternano pagine di grande rigore scientifico e resoconti di viaggio, considerazioni filosofiche e narrativa giornalistica. E vengono affrontati un po’ tutti i temi dell’ambientalismo radicale: dal riscaldamento del globo alle foreste amazzoniche, dalla biodiversità ai ghiacci del polo ed i grandi incendi.
Shellinbger non dedica molto spazio al problema, tanto dibattuto, se i cambiamenti climatici abbiano o no cause antropiche, e forse questo è un limite del suo lavoro. Sin dall’inizio tuttavia sottolinea l’enorme esagerazione con cui i dati scientifici vengono riportati dai media e dati in pasto ad un pubblico letteralmente martellato da una propaganda che definire di parte è poco.
Avviene che l’IPCC, l’organismo internazionale di controllo sul cambiamento climatico, incarichi uno scienziato di elaborare una relazione sul clima. Questi presenta un lavoro in cui i pericoli del cambiamento climatico vengono evidenziati ma non appaiono particolarmente allarmanti. Il suo lavoro viene sostituito da un altro, nettamente più catastrofista. Questo ha portato alcuni a dare le dimissioni dall’IPCC. Il nuovo testo viene dato in pasto ai media che esagerano ulteriormente il pericolo. Si passa così da “la situazione è grave ma gestibile”a “siamo alla vigilia della fine del mondo”. Poi arrivano le marce e gli scioperi contro “l’ingiustizia climatica” ed i bla bla della piccola Greta.
Shellenberger si definisce un ambientalista umanista e razionale. E’ stato in passato un ecologista radicale, poi ha saputo, con grande onestà intellettuale, rivedere le sue posizioni, pur restando un grande amante della natura. La sua tesi di fondo è che non esiste alcun contrasto insanabile fra ambiente e crescita economica. I discorsi sulle “decrescite felici” o le “crescite sostenibili” sono pura ed inaccettabile ideologia. L’ambiente si tutela puntando sulla una crescita economica intensiva e non estensiva, la stessa che dalla rivoluzione industriale ha caratterizzato l’occidente e che oggi le organizzazioni ambientaliste vorrebbero negare ai paesi poveri.
L’agricoltura estensiva non permette l’uscita dalla povertà ed ha un impatto sull’ambiente estremamente distruttivo. Molti paesi poveri usano il legno quale principale fonte energetica. Questo minaccia l’ambiente, aumenta le emissioni dannose e impedisce a centinaia di milioni di esseri umani di raggiungere un livello di vita decente.
Il libro di Shellenbger è tutto caratterizzato da una profonda empatia nei confronti delle popolazioni dei paesi poveri che i miliardari delle ONG ambientaliste vorrebbero lasciare nella loro povertà in nome di una “natura” deificata. Sono molto belle le pagine in cui l'autore descrive la situazione degli africani che vivono nelle vicinanze dei parchi naturali. Le loro misere culture sono periodicamente distrutte dalle incursioni di elefanti e babbuini. Per chi vive nei pressi di parchi naturali queste incursioni non sono un fastidio, come quelle dei cinghiali che distruggono l'orto di un occidentale. No, per loro si tratta del cibo quotidiano, della sopravvivenza. Eppure le loro proteste cadono nel vuoto. Si sono spesso limitati a chiedere recinzioni elettrificate che tengono lontani gli animali selvatici. Hanno ottenuto solo promesse.
Per venire a problemi di più ampia portata, molte ONG ambientaliste si oppongono alla costruzione di dighe e centrali idroelettriche in Africa. Non propongono però la distruzione delle dighe in Svizzera e California, un atteggiamento che definire razzista è dir poco.

Ne “L’apocalisse può attendere” l’autore dedica molto spazio ai problemi energetici. La crescita economica può essere garantita solo da fonti ad alto potenziale energetico, costi limitati e basso impatto ambientale. Il carbone è, da questi punti di vista, molto meglio del legno, petrolio e gas naturale sono meglio del carbone, il nucleare è assai meglio di tutte le altre fonti. Per questo andrebbe esteso come principale fonte di energia, al di la delle demonizzazioni e delle incredibili esagerazioni sui pericoli che comporta. Per inciso: gli incidenti a centrali idroelettrioche hanno provocato un numero di vittime enormemente superiore a quelle causate dal nucleare. E le cosiddette “rinnovabili”? Queste hanno un basso potenziale energetico, producono poca energia in rapporto ai mezzi utilizzati ed hanno costi elevatissimi in rapporto all’energia prodotta. Hanno inoltre un enorme impatto ambientale. Questo viene allegramente ignorato dai loro sostenitori. Se tutta l’energia che oggi gli USA consumano fosse prodotta da eolico e solare una superficie variabile dal 25 al 50 per cento degli Stati Uniti sarebbe coperta da pannelli e pale eoliche dal costo elevatissimo. Una follia economica ed ambientale.

Agricoltura intensiva, acquacultura ed allevamento, nucleare non distruggono il pianeta. A minacciare le grandi foreste è la agricoltura primitiva fondata sul brucia e semina, non gli OGM e l’applicazione della scienza all’agricoltura. Dietro ai discorsi apparentemente dolci sullo “sviluppo sostenibile” sta di fatto la accettazione del dato terrificante della povertà per centinaia di milioni di esseri umani. Pretendere che gli africani possano nutrirsi e raggiungere un decente livello di vita con l’agricoltura biologica o le pale eoliche altro non è che una forma modificata di malthusismo. Noi occidentali siamo sulla "scialuppa di salvataggio", possiamo tenerci il tanto deprecata benessere. Gli altri… vadano al diavolo!
Interessanti le considerazioni filosofiche finali di Shellenbger, in cui l’autore collega l’attuale catastrofismo climatico alla cultura della disperazione diffusasi in occidente nella prima parte dello scorso secolo ed all’ansia di assoluto che caratterizza una parte della pubblica opinione occidentale, specie fra le giovani generazioni. L’ecologismo radicale è ormai una nuova religione, una religione mondana in cui la “natura” sostituisce Dio. Ultimamente questa religione ha visto attenuarsi il suo aspetto utopico a tutto vantaggio di un pervasivo nichilismo. Le teorizzazioni ideologiche sulla dolce armonia fra uomo e natura sono state sostituite dagli strilli sulla fine del mondo prossima ventura e da atteggiamenti sempre più decisamente ostili nei confronti dell’uomo. L’uomo è il cancro del pianeta, la sua scomparsa non deve essere considerata un gran danno, dopotutto. Si elimini l’uomo e la natura tornerà al suo antico splendore. Un nuovo diluvio deve punire i reprobi, ben venga!
Teorizzazioni minoritarie certo, ma da non sottovalutare. Alle quali l’autore contrappone un rinnovato umanesimo, amico, insieme, della natura, dello sviluppo economico e della scienza.
In definitiva, “L’apocalisse può attendere” è un libro da leggere e meditare. Un ottimo antidoto contro la propaganda goebbelsiana di chi cerca di presentarci Greta Thunberg come la salvatrice del mondo. E’ assai positivo che fra la tanta spazzatura editoriale che fa brutta mostra di se sugli scaffali delle librerie compaia ogni tanto qualcosa di buono, di molto buono.

sabato 2 ottobre 2021

MIMMO LUCANO

Le forze politiche di sinistra protestano per la condanna di Lucano. Hanno tutto il diritto di farlo. Le sentenze si possono commentare, criticare e condannare, tutte. Si possono criticare le condanne come le assoluzioni, si può definire ingiusta una sentenza come la si può definire giusta. Sono quelli che oggi strillano contro la condanna di Lucano ad aver sostenuto per anni che “le sentenze non si commentano”. Sembra che oggi abbiano cambiato idea, Meglio tardi che mai.
C’è anche chi cerca di tenere il piede in due scarpe. Enrico Letta, ad esempio. Lui esprime solidarietà e vicinanza a Lucano ma rispetta il lavoro dei giudici. Che possente ingegno! Gli sfugge un minuscolo particolare: la logica. O Lucano è innocente, ed allora condannandolo ad oltre 13 anni di carcere i giudici hanno, come minimo, commesso un enorme errore ed una clamorosa ingiustizia, oppure merita la condanna perché si è macchiato di reati gravissimi, ed allora è impossibile esser solidali con lui. E’ pura logica, ma… chiedere coerenza logica ad un personaggio come Letta è come pretendere la castità da un divo del porno.
Vediamo di parlare di cose serie. Nei processi, specie in quelli che hanno forti legami con la politica, un imputato può difendersi in due modi.
Può dichiararsi innocente, negare di aver commesso i reati che gli vengono contestati. Non ho organizzato un attentato, non ho aggredito un poliziotto, non ho scippato una vecchia pensionata. Sono innocente.
Oppure può ammettere di aver commesso certi reati, violato certe leggi, ma sostenere che è giusto commettere quei reati, violare quelle leggi perché si tratta di leggi ingiuste. In questo casi l’imputato contrappone la giustizia alla legalità, difende le sue azioni in nome di un ideale di giustizia che è doveroso anteporre alla legge. Chi agisce in questo modo spesso mira a sollecitare un movimento di opinione che spinga i politici a modificare una legge ritenuta ingiusta. Si dichiara formalmente colpevole, ma sostanzialmente innocente.
Tornando a Lucano, l’ex sindaco di Riace ha ammesso di aver commesso alcune delle cose che gli sono state contestate. Ha fornito a migranti irregolari documenti senza aver appurato la loro reale identità, ha organizzato matrimoni di comodo fra vecchi pensionati e giovani donne nigeriane, alcune, pare, dedite alla professione più antica del mondo. Pare che molti pensionati abbiano preteso di consumare i matrimoni di comodo, altri avrebbero acconsentito “gratuitamente”.
In ogni caso, in seguito alle azioni di Lucano sono diventate regolari persone di cui non si sa assolutamente nulla, sono arrivate clandestinamente in Italia, potrebbe trattarsi di malviventi ricercati dalle polizie dei loro paesi che oggi, grazie a lui, circolano regolarmente in Italia. Di certo Lucano ha fatto cose simili che la nostra legislazione considera reati. Ebbene, è possibile ritenere che regalare documenti senza fare i doverosi accertamenti, organizzare matrimoni di comodo sia qualcosa di giusto da contrapporre al formale rispetto della legge? Chi lo sostiene sia serio: proponga che una legge stabilisca che si possono rilasciare documenti a chiunque li richieda, senza verifica alcuna, o che sia legale “convincere” un novantenne a sposare una ventenne al solo fine di regolarizzare la posizione di quest’ultima, il tutto naturalmente senza alcuna delle trafile legali che chi fra noi è sposato ha dovuto seguire.
Se le azioni di Lucano rappresentano la giustizia da contrapporre alla legalità non si deve dire: “Lucano è innocente”, si deve dire “Lucano è colpevole ma la sua colpevolezza è un esempio di superiore giustizia” e si deve chiedere che le sue azioni divengano il paradigma di una nuova legislazione.
Ovviamente i suoi sostenitori e lui stesso si guardano bene dall’assumere un simile atteggiamento. Lucano non è una sorta di nuovo Ganhdi, un martire della disubbidienza civile. In base alla sentenza che lo condanna è solo uno dei tanti che ha fatto fortuna con l’immigrazione clandestina. Davvero un bel compagno di viaggio per Enrico Letta.

 

sabato 28 agosto 2021

LETTERA APERTA ALLA SIGNORA CIRINNA'

 Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "flussi Co coNessi essi Riform CORRIERE DELLA SERA "Ero già nei pasticci di mio, nelle ultime settimane. Nei pochi giorni di ferie, cinque per la precisione, sto facendo la lavandaia, l'ortolana, la cuoca. Tutto questo perché la nostra cameriera, strapagata e messa in regola con tutti i contributi Inps, ci ha lasciati da un momento all'altro""

Cortese signora Cirinnà, leggo che lei invece di godersi le meritate vacanze sta “facendo la lavandaia, l’ortolana, la cuoca” a causa della sua cameriera che, “strapagata” e “messa in regola”, ha lasciato lei ed il suo compagno, così, da un momento all’altro.
Devo confessarle, cortese signora, che mi lascia un po’ perplesso quel termine, “strapagata”. Intende forse dire che la sua cameriera è pagata troppo? Una fiera paladina dei diritti delle lavoratrici pensa forse una cosa simile? Anche quel “messa in regola”non mi convince. Sembra quasi che lei consideri una sua graziosa concessione ciò che è un diritto di lavoratrici e lavoratori…
Di certo sbaglio cortese signora, interpreto male le sue parole. In lei c’è solo una sacrosanta irritazione per il comportamento della sua cameriera che, pur strapagata, ha abbandonato lei de il suo fortunato compagno lasciandovi nei pasticci.
Capisco benissimo, mi creda, l’enorme entità dei problemi che ora deve affrontare. Si trova oberata da una gigantesca quantità di lavori, roba da far tremare le vene ai polsi. Per pura curiosità: il suo compagno la aiuta? O si comporta da pigro e bieco maschilista?
A ben pensarci i faticosissimi lavori che lei è costretta a fare a causa dell’egoismo della sua strapagata cameriera sono gli stessi che la quasi totalità delle donne, ed anche una buona quantità di uomini, fanno senza lamentarsi troppo. Ma le è diversa, signora Cirinnà. Lei non è allo stesso livello delle altre persone, come le aquile lei vola alto. Lei è impegnata in grandi, eroiche e faticosissime battaglie politico culturali per desessualizzare i pronomi, difendere la sessualità non binaria e spiegare a grandi e piccini la teorica bellezza della filosofia gender. Pretendere che una donna del suo calibro perda tempo a lavare i piatti sarebbe come aver chiesto a Kant di interrompere la scrittura della “critica della ragion pura” per coltivare l’orto o preparare la cena!
A dire il vero però la sua dolorosa vicenda mi pone un problemino teorico, mi permetta di esporglielo.
La sua perfida e strapagata cameriera la ha lasciata in un mare di guai, capisco il suo sacrosanto risentimento, ma mi chiedo: che fine ha fatto la sorellanza? Ce lo avete detto e ripetuto mille volte, lei e le sue compagne femministe, che le donne sono tutte sorelle. Le donne sono tutte brave, dolci ed altruiste, e sono anche tutte belle! Quante volte ho sentito queste nobili parole! Solo i maschiacci sono egoisti, brutti e cattivoni! Vero, verissimo ma… ma come mai la sua strapagata cameriera ha commesso l’abominevole gesto di abbandonarla in un mare di guai? Come può una donna mostrarsi tanto crudele nei confronti di un’altra donna?
Mi scusi signora Cirinnà! Nella foga dello scrivere scordavo che voi, sottilissime intelligenze femministe, avete da tempo risolto questa apparente contraddizione. Tutte le donne sono brave, generose ed altruiste. E se per caso una donna come la sua strapagata cameriera si dimostra egoista e cattiva… non è una vera donna! La sua strapagata cameriera non è una donna è un maschio con la gonna! Assomiglia a quei neri che non sono d’accordo col BLM. Non sono neri, sono bianchi con la pelle nera. Assomiglia anche agli operai che votano lega: non sono operai, sono padroni che lavorano alla catena di montaggio. E' tanto semplice! Un po' come i leoni che sono tutti erbivori. Se un leone mangia una gazzella non è un leone: è un cavallo carnivoro!
Smetto di importunarla signora Cirinnà. Mi permetto di terminare questa mia letterina con una facezia. Ho saputo che nella cuccia del suo cane sono stati trovati 24.000 euro. So benissimo che lei, fiera sostenitrice della abolizione del contante, non ha nulla a che vedere con quel denaro (in fondo cosa sono per lei 24.000 euro)… però… però da quando ho saputo della cosa ho iniziato a spiare le mosse di Bolt, il mio Jack Russell. Chissà che l’esuberante cagnolino non mi faccia scoprire qualche piccolo tesoro. Sa, per me 24.000 euro sono una bella sommetta...
Ora la lascio cortese signora. Le rinnovo tutta la mia solidarietà per la situazione difficilissima che deve affrontare e le porgo i miei più rispettosi omaggi.

sabato 21 agosto 2021

AFGHANISTAN E DI BATTISTA

 

«Chi è interessato davvero al popolo afghano dovrà parlare con i talebani. Il resto è ipocrisia». «Anche la prima vittima della guerra in Afghanistan è stata la verità. Una verità che ancora oggi, nonostante i nodi siano tutti venuti al pettine, viene vilipesa, oltraggiata, assassinata. Gli Stati Uniti e i suoi servi sciocchi non hanno bombardato l’Afghanistan (così come l’Iraq, la Libia o la Siria) per eliminare il terrorismo, la shari’a, il burqa o per garantire diritti umani. E chi ancora si beve questa balla è complice dei padroni e padrini del pianeta».

Così parlò Alessandro Di Battista, il grillino duro e puro, il prode difensore degli originari ideali dei 5 stelle. Colui che sa, che vede dietro i cangianti fenomeni il vero “in se”, l’essenza autentica delle cose. E quale sarebbe questa essenza? Il Dio denaro ovviamente, i contratti commerciali. Di Battista come Bergoglio.

Ricordo, un bel po’ di anni fa, una discussione con un sapientone, professore di economia, ad un corso di formazione organizzato dalla azienda per cui lavoravo.
“La Germania è stata costretta a far scoppiare la guerra perché doveva trovare mercati di sbocco per le sue auto” affermò il dottissimo professore.
“Guardi professore che Hitler intendeva trasformare la Polonia in una enorme colonia agricola popolata da fieri agricoltori ariani, ed operò in tal senso una volta che la ebbe conquistata”, ribattei. Il professorone farfugliò qualcosa poi riprese a parlarci dei rischi comparati dei titoli a breve e di quelli a lunga.

Tutti i seguaci di un materialismo storico da vulgata, tutti i complottisti da quattro soldi, soprattutto, tutto coloro che detestano la civiltà occidentale sono maestri nello scovare le “vere” cause di tutto, a cominciare dalle guerre. E le cause fondamentali sono, ma guarda un po’, il denaro ed i contratti commerciali.
La teoria folle dello spazio vitale, l’antisemitismo paranoico, l’ideologia delirante della razza ariana destinata a dominare il mondo non hanno avuto peso alcuno nello scoppio della seconda guerra mondiale. Il problema era il mercato di sbocco delle Volkswagen.
Allo stesso modo il fondamentalismo islamico, la sharia ed il terrorismo non hanno importanza alcuna nella vicenda afghana. Tutto si riduce alla lotta per oleodotti e contratti commerciali. I Talebani sono in fondo operatori di borsa un po’ mascherati.

Peccato che tutti i paesi abbiano spesso il problema di trovare mercati di sbocco per le proprie merci, ma questo non fa scoppiare guerre.
Ed contratti commerciali se ne firmano ovunque, ma questi non producono attentati terroristici, burka e lapidazione delle adultere.

Chi crede di essere molto intelligente e di vedere la realtà vera nascosta dietro agli ingannevoli fenomeni non vede ciò che sta ad un centimetro dal suo naso. E’ cieco.
E non è affatto intelligente.