Per il Csm i magistrati di Milano non hanno
violato la legge. Può essere vero, può essere che quei magistrati, e
tanti altri, non abbiano violato alcuna legge in questi ultimi 20 anni.
Cosa dimostra una cosa simile? Molto semplicemente che un magistrato può
aprire per 20 anni sempre nuove inchieste a carico di una persona senza
violare alcuna legge.
Se nel giardino di casa mia viene
scoperto un cadavere io finisco sotto inchiesta e, ovviamente, e non
posso parlare di persecuzione giudiziaria ai miei danni. Ma se tutte le
mattine una pattuglia della polizia giudiziaria viene a casa mia per
vedere se per caso c'è un cadavere nel mio giardino, io posso ben dire,
urlare, di essere oggetto di una persecuzione giudiziaria, posso farlo
anche se il magistrato che ha ordinato le visite non ha violato alcuna
legge.
Una idea si è diffusa come un cancro nel nostro paese: tutto
ciò che la magistratura fa è giusto, se il magistrato non viola alcuna
legge. Questa idea può a prima vista sembrare sensata ma NON LO E'. Non
lo è, PRIMO, perché esistono leggi ingiuste e non lo è, SECONDO, perché
c'è modo e modo di agire in conformità della legge. La carcerazione
preventiva è LEGALE ma è anche profondamente INGIUSTA, un provvedimento
che può essere giustificato solo in un numero molto ristretto di casi
particolarmente gravi. Abusare della carcerazione preventiva, ad esempio
per spingere un sospettato a confessare o a fare il nome di qualcuno,
magari di UNO, di UNO SOLO, è doppiamente ingiusto: introduce di fatto
nel nostro ordinamento la pratica della TORTURA.
Si tratta di
concetti molto semplici, un bambino li può capire. Perché non li
capiscono navigati politici? Ex sessantottini che un tempo strillavano
nelle piazze “ribellarsi è giusto”?
Semplice, sono letteralmente
accecati dall'odio. E non capiscono, gli sciagurati, che se passa in
Italia il principio secondo cui i magistrati possono fare ciò che
vogliono senza rispondere di nulla ad altri che non siano, essi stessi,
magistrati, ed eletti da loro, se passa questo principio la libertà è
FINITA. Finita Per tutti, anche per i forcaioli che oggi si sentono
euforici al pensiero di vedere Berlusconi in galera.
Detesto il fanatismo,la faziosità e le mode pseudo culturali. Amo la ragionevolezza, il buon senso e la vera profondità di pensiero.
giovedì 14 marzo 2013
lunedì 11 marzo 2013
IL CASO BERLUSCONI
Quali sono i reati di cui il cavaliere è accusato in questa ultima gragnuola di processi? Vediamoli.
1) Berlusconi ha subito MIGLIAIA di intercettazioni, moltissime sono finite sui giornali, fatte sentire in TV, diffuse in rete. Più di una volta Berlusconi è venuto a sapere di indagini a suo carico DALLA STAMPA. Nessuno è mai neppure stato multato per tutto questo. Sul “Giornale”, che Berlusconi NON dirige, appare il testo di UNA intercettazione di Fassino e Berlusconi viene condannato in primo grado ad UN ANNO SENZA CONDIZIONALE. Ogni commento è inutile.
2) Berlusconi è stato condannato a QUATTRO ANNI in primo grado per una frode fiscale da 4 MILIONI. Spiccioli per una azienda come Mediaset, che paga al fisco imposte per CENTINAIA DI MILIONI. Val la pena di ricordare che un certo Diego Armando Maradona deve al fisco italiano oltre 30 milioni di euro, e che Valentino Rossi ne doveva ancora di più. Nessuno dei due ha neppure RISCHIATO un giorno di carcere.
3) Berlusconi avrebbe pagato De Gregorio per votare contro Prodi. Ora, De Gregorio inizialmente ha sempre negato ogni pagamento in nero, ammettendo solo quello, del tutto regolare, al suo movimento. Ultimamente era indagato, rischiava e ha cambiato versione. Ora dice che il cavaliere voleva “corromperlo”. Val la pena di ricordare che nei paesi giuridicamente civili le chiamate di correità non hanno alcun valore probatorio. E' troppo facile per chi rischia anni di galera alleggerire la propria posizione incolpando qualcun altro. A parte questo, ragionando con il semplice buon senso, mi sembra che se un certo atto non è illegale non non dovrebbe essere illegale neppure pagare affinché quel certo atto venga compiuto. Votare contro Prodi non è illegale, mi sembra, almeno finora. Sempre a lume di buon senso, mi sembra assai più grave della presunta “corruzione” di De Gregorio il fatto che gli amministratori del Monte Paschi di nomina PD fossero tenuti, per statuto, a versare a quel partito forti somme di denaro. Mussari ha versato al PD somme molto ingenti, lo stesso hanno fatto altri dirigenti del Monte Paschi. C'è da chiedersi: questi dirigenti erano responsabili verso il PD o verso gli azionisti Monte Paschi?
4) Berlusconi è accusato di aver avuto rapporti sessuali con una diciasettenne. Avere rapporti sessuali con una diciassettenne NON E' REATO, se questa è consenziente, a meno che dietro a questi rapporti non vi sia un contratto di meretricio. E' stata PROVATA l'esistenza di questo contratto? Direi di no. Nel processo si è parlato di spogliarelli, toccatine durante le cene et similia. Tutte cose eticamente assai discutibili ma NON REATI. Domani, chissà, avremo matrimoni ed adozioni gay ed insieme la proibizione dello strip e delle toccatine durante le cene; per ora però queste cose sono legali.
Quanto al peculato che sarebbe connesso a questa vicenda, tutte le testimonianze sembrano smentirlo.
5) Berlusconi è indagato per VOTO DI SCAMBIO, per aver promesso in campagna elettorale la restituzione dell'IMU. A parte ogni altra considerazione, perché non si indaga su Grillo che ha promesso il salario di cittadinanza? O su Bersani che ha promesso l'esenzione dal tiket sulle visite specialistiche?
Per farla breve, Berlusconi è accusato di reati ridicoli, comunque non gravi, reati che se commessi da altri vengono ignorati o quasi dai magistrati. Inoltre non è affatto dimostrato che il cavaliere sia colpevole di tali reati. Del resto, solo una persona molto, ma molto “ingenua” può credere che sia la colpevolezza del cavaliere a preoccupare i PM che lo assediano. A questo punto, che Berlusconi sia colpevole o innocente è la cosa meno importante. La vera posta in gioco nel “caso Berlusconi” è, molto semplicemente, il ruolo ed peso politico della magistratura in Italia. La cosa davvero importante, il vero nocciolo della questione, non è l'innocenza o meno di Berlusconi, è il potere spropositato della magistratura, il fatto che sia sottratta ad ogni controllo, che la sua azione non incontri limiti di alcun tipo. Il sincronismo fra i vari procedimenti, la volontà di arrivare ad ogni costo ad una raffica coordinata di condanne, per un totale di DIECI, QUINDICI ANNI DI GALERA, sono talmente evidenti che non vale neppure la pena di sottolinearli troppo. La fretta di concludere il prima possibile, in piena crisi politica, con un paese allo sfascio, un paese in cui i processi durano decenni, la volontà di umiliare l'imputato costringendolo a presentarsi in aula in barella, dimostrano una faziosità politica che fa paura. Un particolare è ORRIBILE in tutta questa allucinante vicenda: la Boccassini voleva pronunciare la arringa contro Berlsconi nel processo Ruby L'OTTO MARZO: una sorta di comizio rivolto alle femministe radicali, qualcosa di indegno di un paese civile.
Ad essere in gioco oggi nel “caso Berlusconi” sono fondamentali libertà democratiche, elementari garanzie liberali che la furia giustizialista potrebbe travolgere, e questo è immensamente più importante della colpevolezza o della innocenza del cavaliere. Ogni persona di buon senso dovrebbe capirlo, una buona volta.
martedì 5 marzo 2013
STIAMO AFFONDANDO
Il paese sta
affondando. I consumi sono in picchiata, la disoccupazione è a
livelli record, le piccole e medie imprese faticano sempre più ad
ottenere credito, due famiglie su tre dichiarano che il loro reddito
è insufficiente e non riescono ad arrivare alla fine del mese.
Vogliamo dircela tutta? Oggi moltissima gente riesce ad andare avanti
in due modi: o intaccando i propri risparmi o indebitandosi. I più
giovani dal canto loro molto spesso riescono a cavarsela solo perché
aiutati dai genitori. Però, i risparmi accumulati prima o poi
finiscono, e non ci si può continuare ad indebitare all'infinito, e
i genitori prima o poi passano a miglior vita. Siamo davvero
sull'orlo del precipizio, questa è la dura realtà.
Occorrerebbe un grande senso di responsabilità ma questo manca, del tutto. Lo dico chiaramente, è incredibile l'atteggiamento del PD che, in una simile situazione, sembra avere un unico obbiettivo: mantenersi il più possibile abbarbicato al potere cercando di infliggere un colpo mortale al suo nemico di sempre.
Bersani mira ad un accordo con una parte almeno dei grillini. Nulla da ridire, chiunque può cercare di accordarsi con chi vuole. Ma, che basi programmatiche dovrebbe avere questo accordo? E' molto semplice. Legge sul conflitto di interessi (la stessa che il PD non ha mai fatto quando per lunghi anni ha governato), normativa anti corruzione, magari qualche misura demagogica su i problemi ambientali e sulla “solidarietà”.
Con la legge sul conflitto di interessi si mira ad espellere Berlusconi dal parlamento, magari per trasferirlo direttamente in una comoda cella. La cosiddetta normativa anti corruzione si dovrebbe concretizzare nella invenzione di nuove fattispecie di reato, traffico di influenze illecite ad esempio, del tutto generiche ed indeterminate. Cosa vuol dire esattamente “traffico di influenze illecite”? Quali casi specifici dovrebbe coprire una simile fattispecie di reato? Mistero. Già ora col reato di “voto di scambio” è possibile cercare di incriminare qualcuno per promesse fatte in campagna elettorale; Bersani ed i suoi vorrebbero ora ampliare questa pericolosissima discrezionalità concessa ai magistrati. Tutto questo non ridurrebbe in nulla la corruzione, è ovvio. La corruzione si combatte riducendo il potere dei pubblici funzionari ed ampliando le libertà dei cittadini, esattamente il contrario di quanto si sta facendo.
E le misure “ecologiche”? E la “solidarietà”? Non so cosa abbia in mente Bersani ma posso immaginarlo: nuovi vincoli pseudo ambientali alle imprese, un po' di elemosina ai più poveri finanziata con qualche patrimoniale più o meno nascosta.
Le basi di un eventuale accordo fra il PD ed una parte almeno dei grillini sembrano fatte apposta per scoraggiare ancora di più la ripresa economica. Nessuno ha voglia di investire se da un momento all'altro un qualsiasi magistrato può far chiudere la sua fabbrica, o se teme che la pressione fiscale, già altissima, si alzi ancora, o se la sua attività rischia viene inceppata da normative sempre più vincolanti. Non solo, il tentativo, ormai sempre più scoperto, di eliminare, politicamente e, forse, non solo politicamente, l'odiato cavaliere è destinato ad accrescere esponenzialmente la conflittualità politica, l'esatto contrario di quanto serve oggi al paese.
Ormai sembra che le scelte politiche di molti siano dettate da un unico sentimento: l'odio, il desiderio di rivalsa. La situazione del paese ricorda la tragedia del Titanic. Sulla grande nave si ballava mentre ci si stava inabissando, in Italia mentre ci si inabissa si litiga e si stranazza.
Ci aspettano tempi molto, molto brutti. Non è un caso che siano in molti a desiderare di andarsene, lasciare l'Italia.
Occorrerebbe un grande senso di responsabilità ma questo manca, del tutto. Lo dico chiaramente, è incredibile l'atteggiamento del PD che, in una simile situazione, sembra avere un unico obbiettivo: mantenersi il più possibile abbarbicato al potere cercando di infliggere un colpo mortale al suo nemico di sempre.
Bersani mira ad un accordo con una parte almeno dei grillini. Nulla da ridire, chiunque può cercare di accordarsi con chi vuole. Ma, che basi programmatiche dovrebbe avere questo accordo? E' molto semplice. Legge sul conflitto di interessi (la stessa che il PD non ha mai fatto quando per lunghi anni ha governato), normativa anti corruzione, magari qualche misura demagogica su i problemi ambientali e sulla “solidarietà”.
Con la legge sul conflitto di interessi si mira ad espellere Berlusconi dal parlamento, magari per trasferirlo direttamente in una comoda cella. La cosiddetta normativa anti corruzione si dovrebbe concretizzare nella invenzione di nuove fattispecie di reato, traffico di influenze illecite ad esempio, del tutto generiche ed indeterminate. Cosa vuol dire esattamente “traffico di influenze illecite”? Quali casi specifici dovrebbe coprire una simile fattispecie di reato? Mistero. Già ora col reato di “voto di scambio” è possibile cercare di incriminare qualcuno per promesse fatte in campagna elettorale; Bersani ed i suoi vorrebbero ora ampliare questa pericolosissima discrezionalità concessa ai magistrati. Tutto questo non ridurrebbe in nulla la corruzione, è ovvio. La corruzione si combatte riducendo il potere dei pubblici funzionari ed ampliando le libertà dei cittadini, esattamente il contrario di quanto si sta facendo.
E le misure “ecologiche”? E la “solidarietà”? Non so cosa abbia in mente Bersani ma posso immaginarlo: nuovi vincoli pseudo ambientali alle imprese, un po' di elemosina ai più poveri finanziata con qualche patrimoniale più o meno nascosta.
Le basi di un eventuale accordo fra il PD ed una parte almeno dei grillini sembrano fatte apposta per scoraggiare ancora di più la ripresa economica. Nessuno ha voglia di investire se da un momento all'altro un qualsiasi magistrato può far chiudere la sua fabbrica, o se teme che la pressione fiscale, già altissima, si alzi ancora, o se la sua attività rischia viene inceppata da normative sempre più vincolanti. Non solo, il tentativo, ormai sempre più scoperto, di eliminare, politicamente e, forse, non solo politicamente, l'odiato cavaliere è destinato ad accrescere esponenzialmente la conflittualità politica, l'esatto contrario di quanto serve oggi al paese.
Ormai sembra che le scelte politiche di molti siano dettate da un unico sentimento: l'odio, il desiderio di rivalsa. La situazione del paese ricorda la tragedia del Titanic. Sulla grande nave si ballava mentre ci si stava inabissando, in Italia mentre ci si inabissa si litiga e si stranazza.
Ci aspettano tempi molto, molto brutti. Non è un caso che siano in molti a desiderare di andarsene, lasciare l'Italia.
PAOLO FLORES D'ARCAIS
"Inizia presto
ad occuparsi di politica nell'organizzazione giovanile del Partito
Comunista Italiano, ma presto viene espulso dalla FGCI per la sua
prolungata e grave attività frazionistica, cioè per la sua doppia
militanza nella FGCI e nella Quarta Internazionale trotzkista. Allievo e
amico di Lucio Colletti, dopo esser stato uno dei protagonisti del
"Sessantotto" romano, approda a
posizioni di riformismo radicale e verso la fine degli anni settanta ha
una breve ma vivida intesa con Bettino Craxi e Claudio Martelli, dai
quali, tuttavia, si distacca ben presto.
Nel 1991 aderisce al Partito Democratico della Sinistra di Achille Occhetto entrando nella Direzione del movimento, da cui però fuoriesce due anni dopo poiché favorevole alla guerra del Golfo a differenza della linea maggioritaria del partito. Tra i promotori della breve stagione dei girotondi, tenta di proporre una lista di suoi candidati alle primarie dell'Ulivo per le elezioni politiche del 2006 ma come lui stesso deve ammettere "realizza un fallimento pieno e perfetto" raccogliendo appena 130 adesioni alla sua idea.
Il 25 marzo 2008 annuncia su MicroMega che nelle elezioni politiche del 2008 avrebbe votato per il Partito Democratico in funzione anti-berlusconiana. Il 29 gennaio 2009 decide di ritentare in politica prospettando il "Partito dei Senza Partito" insieme ad Antonio Di Pietro ed Andrea Camilleri per partecipare alle elezioni europee del 2009 ma, il 12 marzo dello stesso anno, viene annunciato il mancato accordo fra i tre.
Per le Elezioni politiche italiane del 2013 ha dichiarato di votare la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia."
A queste note prese dalla rete posso aggiungere che il nostro eroe è stato per breve tempo, algli inizi del suo peregrinare, ammiratore di Mao Tze Tung. Quindi: da Mao a Trotzckj, dall'entrismo nella FGCI all'abbraccio con Craxi, poi da Craxi ad Occhetto, dall'Ulivo a Di Petro per finire con Ingroia. Il tutto, ovviamente senza mai fornire una spiegazione dei suoi voltafaccia.
Flores è stato allievo di Lucio Colletti, un filosofo marxista di prim'ordine che ad un certo punto ha abbandonato il marxismo. Però Colletti ha fatto i conti col suo passato, ha sentito il bisogno di dire: "Sbagliavo". In uno scritto del 1978 Colletti afferma, parlando del suo vecchio marxismo: "che l'alienazione sia un momento del processo dialettico, questo lo capirebbe anche un bambino. Per molti anni io invece non l'ho capito". Grande esempio di onestà intellettuale quello di Colletti. Quando era marxista pensava di conciliare Marx ed rifiuto della dialettica hegeliana, quando ha compreso il suo errore ha abbandonato il marxismo ed ha detto: SBAGLIAVO.
Flores D'arcais non ha una simile onestà. Malgrado il suo giovanile trotskismo sbava stalinismo da tutti i pori, sputa odio, tenta di distruggere fisicamente i suoi nemici politici, li vuole vedere in galera, magari morti. E' un piccolo insignificante essere umano a cui non dare troppo peso.
Nel 1991 aderisce al Partito Democratico della Sinistra di Achille Occhetto entrando nella Direzione del movimento, da cui però fuoriesce due anni dopo poiché favorevole alla guerra del Golfo a differenza della linea maggioritaria del partito. Tra i promotori della breve stagione dei girotondi, tenta di proporre una lista di suoi candidati alle primarie dell'Ulivo per le elezioni politiche del 2006 ma come lui stesso deve ammettere "realizza un fallimento pieno e perfetto" raccogliendo appena 130 adesioni alla sua idea.
Il 25 marzo 2008 annuncia su MicroMega che nelle elezioni politiche del 2008 avrebbe votato per il Partito Democratico in funzione anti-berlusconiana. Il 29 gennaio 2009 decide di ritentare in politica prospettando il "Partito dei Senza Partito" insieme ad Antonio Di Pietro ed Andrea Camilleri per partecipare alle elezioni europee del 2009 ma, il 12 marzo dello stesso anno, viene annunciato il mancato accordo fra i tre.
Per le Elezioni politiche italiane del 2013 ha dichiarato di votare la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia."
A queste note prese dalla rete posso aggiungere che il nostro eroe è stato per breve tempo, algli inizi del suo peregrinare, ammiratore di Mao Tze Tung. Quindi: da Mao a Trotzckj, dall'entrismo nella FGCI all'abbraccio con Craxi, poi da Craxi ad Occhetto, dall'Ulivo a Di Petro per finire con Ingroia. Il tutto, ovviamente senza mai fornire una spiegazione dei suoi voltafaccia.
Flores è stato allievo di Lucio Colletti, un filosofo marxista di prim'ordine che ad un certo punto ha abbandonato il marxismo. Però Colletti ha fatto i conti col suo passato, ha sentito il bisogno di dire: "Sbagliavo". In uno scritto del 1978 Colletti afferma, parlando del suo vecchio marxismo: "che l'alienazione sia un momento del processo dialettico, questo lo capirebbe anche un bambino. Per molti anni io invece non l'ho capito". Grande esempio di onestà intellettuale quello di Colletti. Quando era marxista pensava di conciliare Marx ed rifiuto della dialettica hegeliana, quando ha compreso il suo errore ha abbandonato il marxismo ed ha detto: SBAGLIAVO.
Flores D'arcais non ha una simile onestà. Malgrado il suo giovanile trotskismo sbava stalinismo da tutti i pori, sputa odio, tenta di distruggere fisicamente i suoi nemici politici, li vuole vedere in galera, magari morti. E' un piccolo insignificante essere umano a cui non dare troppo peso.
lunedì 4 marzo 2013
BEPPE GRILLO E JEAN JACQUES ROUSSEAU
Grillo vuole una “democrazia senza partiti”. Nulla di nuovo sotto il
sole. Prima di lui la aveva teorizzata, con ben altra profondità di
pensiero, un certo Jean Jacques Rousseau.
La volontà generale per Rousseau non contrasta in nulla con le volontà individuali, la volontà del singolo può confluire nella volontà generale senza che questo provochi per lui nessuna riduzione della propria libertà.
Ma cos'è questa “volontà generale”? E' la volontà della maggioranza, o la volontà di tutti? E' l'insieme, la somma delle singole volontà dei singoli esseri umani? NO. La volontà generale è "ciò che tutti cittadini DOVREBBERO volere per il bene di tutti, compreso il proprio stesso bene". Se tutti i cittadini fossero perfettamente razionali capirebbero qual'è il loro VERO bene e capirebbero che questo loro VERO bene collettivo coincide senza residui con il loro stesso interesse privato.
Ma, affinché i cittadini possano quanto meno avvicinarsi alla comprensione di questo loro AUTENTICO bene collettivo, essi non devono essere fuorviati; nessuno deve agitare le loro passioni, fare appello ai loro interessi egoistici. I partiti, le fazioni politiche però fanno leva appunto su questi bassi istinti per conseguire i loro fini inconfessabili. La democrazia di Rousseau è quindi una democrazia assembleare, l'unica in cui la volontà generale possa emergere.
Democrazia senza mediazione politica quindi, senza differenza fra eletti ed elettori, senza alternarsi di forze diverse alla guida del paese. Ed ancora, democrazia senza garantismo, tutela dei diritti dei singoli, limiti posti all'azione dello stato, alla volontà dell'assemblea.
"Si può obbligare un uomo ad essere libero", afferma Rousseau, e dal suo punto di vista ha ragione. Se la volontà generale coincide con la mia volontà ogni differenza fra questa è quella è il risultato di un offuscamento del mio pensiero. Se vengo impiccato in nome della volontà generale chi mi impicca lo fa per il MIO BENE, distruggendo la mia vita, la libera assemblea che esprime la volontà generale tutela la MIA LIBERTA'.
Esagerazioni, svolazzi intellettualistici? NO. In Francia sarà un “incorruttibile” a mettere in atto la logica sottile del ginevrino. Tempo dopo, in altri paesi, questa conoscerà nuovi momenti di gloria.
Democrazia senza partiti equivale a democrazia assembleare totalitaria e giustizialista. Evoca giustamente folle urlanti che gridano “a morte il corrotto” e sghignazzano quando qualcuno chiede garanzie, tutela dei diritti individuali.
NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE.
La volontà generale per Rousseau non contrasta in nulla con le volontà individuali, la volontà del singolo può confluire nella volontà generale senza che questo provochi per lui nessuna riduzione della propria libertà.
Ma cos'è questa “volontà generale”? E' la volontà della maggioranza, o la volontà di tutti? E' l'insieme, la somma delle singole volontà dei singoli esseri umani? NO. La volontà generale è "ciò che tutti cittadini DOVREBBERO volere per il bene di tutti, compreso il proprio stesso bene". Se tutti i cittadini fossero perfettamente razionali capirebbero qual'è il loro VERO bene e capirebbero che questo loro VERO bene collettivo coincide senza residui con il loro stesso interesse privato.
Ma, affinché i cittadini possano quanto meno avvicinarsi alla comprensione di questo loro AUTENTICO bene collettivo, essi non devono essere fuorviati; nessuno deve agitare le loro passioni, fare appello ai loro interessi egoistici. I partiti, le fazioni politiche però fanno leva appunto su questi bassi istinti per conseguire i loro fini inconfessabili. La democrazia di Rousseau è quindi una democrazia assembleare, l'unica in cui la volontà generale possa emergere.
Democrazia senza mediazione politica quindi, senza differenza fra eletti ed elettori, senza alternarsi di forze diverse alla guida del paese. Ed ancora, democrazia senza garantismo, tutela dei diritti dei singoli, limiti posti all'azione dello stato, alla volontà dell'assemblea.
"Si può obbligare un uomo ad essere libero", afferma Rousseau, e dal suo punto di vista ha ragione. Se la volontà generale coincide con la mia volontà ogni differenza fra questa è quella è il risultato di un offuscamento del mio pensiero. Se vengo impiccato in nome della volontà generale chi mi impicca lo fa per il MIO BENE, distruggendo la mia vita, la libera assemblea che esprime la volontà generale tutela la MIA LIBERTA'.
Esagerazioni, svolazzi intellettualistici? NO. In Francia sarà un “incorruttibile” a mettere in atto la logica sottile del ginevrino. Tempo dopo, in altri paesi, questa conoscerà nuovi momenti di gloria.
Democrazia senza partiti equivale a democrazia assembleare totalitaria e giustizialista. Evoca giustamente folle urlanti che gridano “a morte il corrotto” e sghignazzano quando qualcuno chiede garanzie, tutela dei diritti individuali.
NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE.
sabato 2 marzo 2013
MEGLIO NON FIDARSI
Un magistrato indaga Tizio. Tizio rischia
grosso. Il magistrato fa capire a Tizio che se fa certe dichiarazioni
che coinvolgono Caio le indagini su si lui si insabbieranno. A questo
punto Tizio fa tutte le dichiarazioni che gli dicono di fare.
Può avvenire in Italia una cosa simile? SI. Perchè?
1) I magistrati sono controllati dal Csm i cui membri sono, per due terzi, magistrati eletti da magistrati.
2) I magistrati possono decidere, a loro insindacabile giudizio, a quali indagini dare la priorità, e quali invece arenare nelle secche di continui rinvii.
3) I magistrati hanno carriere di fatto automatiche. Possono sbagliare, sbattare in galera persone che poi, anni dopo, vengono riconosciute innocenti, nessuna preoccupazione, la loro carriera va comunque avanti.
4) I magistrati sono civilmente irresponsabili, anche se un referendum a suo tempo bocciò la loro irresponsabilità civile. Il cittadino ingiustamente detenuto può venire risarcito ma non da chi ha sbagliato con dolo o colpa grave. No, è risarcito dallo stato, con i soldi deicontribuenti.
In una simile situazione io NON CREDO ai vari pentiti, o ai vari De Gregorio. VOGLIO riscontri oggettivi che PROVINO quanto dicono. E' quanto avviene nei paesi civili del resto, dove da sola la dichiarazione di un pentito vale poco e la chiamata in correità non è considerata una prova.
Può avvenire in Italia una cosa simile? SI. Perchè?
1) I magistrati sono controllati dal Csm i cui membri sono, per due terzi, magistrati eletti da magistrati.
2) I magistrati possono decidere, a loro insindacabile giudizio, a quali indagini dare la priorità, e quali invece arenare nelle secche di continui rinvii.
3) I magistrati hanno carriere di fatto automatiche. Possono sbagliare, sbattare in galera persone che poi, anni dopo, vengono riconosciute innocenti, nessuna preoccupazione, la loro carriera va comunque avanti.
4) I magistrati sono civilmente irresponsabili, anche se un referendum a suo tempo bocciò la loro irresponsabilità civile. Il cittadino ingiustamente detenuto può venire risarcito ma non da chi ha sbagliato con dolo o colpa grave. No, è risarcito dallo stato, con i soldi deicontribuenti.
In una simile situazione io NON CREDO ai vari pentiti, o ai vari De Gregorio. VOGLIO riscontri oggettivi che PROVINO quanto dicono. E' quanto avviene nei paesi civili del resto, dove da sola la dichiarazione di un pentito vale poco e la chiamata in correità non è considerata una prova.
CONTRO I FORCAIOLI
Nei paesi a tradizione giuridica anglosassone
se un cittadino viene assolto dall'accusa di aver commesso un certo
reato, e a maggior ragione se viene prosciolto in istruttoria, quel
cittadino non può PIU' venire incriminato per lo stesso reato. In quei
paesi vige un principio di civiltà giuridica che da noi non esiste: UN
CITTADINO NON PUO' ESSERE INDAGATO A VITA. La condizione
NORMALE in cui il cittadino ha DIRITTO di vivere è quella di NON
INDAGATO. Se Tizio viene sospettato di aver commesso un certo crimine,
chi lo accusa deve riuscire a farlo condannare, e deve riuscirci ENTRO
UN DETERMINATO PERIODO DI TEMPO e SEGUENDO CERTE MODALITA'. Se l'accusa
non riesce, entro quel lasso di tempo e seguendo quelle modalità, a far
condannare Tizio, TIZIO E' INNOCENTE e nessuno lo può più indagare per
il reato da cui è stato prosciolto.
Da noi le cose vanno ben diversamente. Il cittadino non è mai al sicuro, qualsiasi magistrato può iniziare ad indagarlo anche per reati da cui è già stato in precedenza prosciolto in istruttoria; i casi non sono mai chiusi, chiunque li può riaprire e il cittadino deve cominciare di nuovo la trafila che lo vede indagato.
Tutto questo può avere ed ha conseguenze devastanti proprio per i normali cittadini, per coloro che non sono ricchi o ricchissimi, per le persone oneste la cui vita viene comunque rovinata dal solo fatto di dover subire delle indagini. Che fine farebbe un normale signor Rossi se dovesse subire un millesimo delle indagini, e sostenere un millesimo delle spese, che ha dovuto subire e sostenere Silvio Berlusconi? La risposta e semplice: la vita del signor Rossi sarebbe DISTRUTTA, non avrebbe un soldo in tasca, le sue prospettive di carriera sarebbero compromesse per sempre, forse compromessa la sua vita familiare.
Oggi in Italia un magistrato ha il potere di DISTRUGGERE la vita di un essere umano, e questo INDIPENDENTEMENTE dalle condanne o dalle assoluzioni, indipendentemente anche da quell'obbrobrio che è la corcerazionepreventiva. Ha il potere di distruggere un essere umano solo indagando su di lui, obbligandolo a dilapidare i suoi redditi in spese legali, bloccando di fatto la sua carriera sul lavoro, o rendendogli difficilissimo trovare un lavoro, distruggendo la serenità della sua famiglia.
Ecco perchè il giustizialismo forcaiolo è il peggior nemico della democrazia liberale. Quello che i forcaioli, nella loro stupidità e nel loro odio, non capiscono è proprio questo: il problema non è Berlusconi, il problema sono i diritti dei cittadini, di tutti i cittadini, soprattutto dei più deboli.
Da noi le cose vanno ben diversamente. Il cittadino non è mai al sicuro, qualsiasi magistrato può iniziare ad indagarlo anche per reati da cui è già stato in precedenza prosciolto in istruttoria; i casi non sono mai chiusi, chiunque li può riaprire e il cittadino deve cominciare di nuovo la trafila che lo vede indagato.
Tutto questo può avere ed ha conseguenze devastanti proprio per i normali cittadini, per coloro che non sono ricchi o ricchissimi, per le persone oneste la cui vita viene comunque rovinata dal solo fatto di dover subire delle indagini. Che fine farebbe un normale signor Rossi se dovesse subire un millesimo delle indagini, e sostenere un millesimo delle spese, che ha dovuto subire e sostenere Silvio Berlusconi? La risposta e semplice: la vita del signor Rossi sarebbe DISTRUTTA, non avrebbe un soldo in tasca, le sue prospettive di carriera sarebbero compromesse per sempre, forse compromessa la sua vita familiare.
Oggi in Italia un magistrato ha il potere di DISTRUGGERE la vita di un essere umano, e questo INDIPENDENTEMENTE dalle condanne o dalle assoluzioni, indipendentemente anche da quell'obbrobrio che è la corcerazionepreventiva. Ha il potere di distruggere un essere umano solo indagando su di lui, obbligandolo a dilapidare i suoi redditi in spese legali, bloccando di fatto la sua carriera sul lavoro, o rendendogli difficilissimo trovare un lavoro, distruggendo la serenità della sua famiglia.
Ecco perchè il giustizialismo forcaiolo è il peggior nemico della democrazia liberale. Quello che i forcaioli, nella loro stupidità e nel loro odio, non capiscono è proprio questo: il problema non è Berlusconi, il problema sono i diritti dei cittadini, di tutti i cittadini, soprattutto dei più deboli.
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